Dexter l’oscuro di Jeff Lindsay

Secondo appuntamento con i romanzi su Dexter Morgan per un weekend personalmente particolare, nel quale qua cambia, se non tutto, sicuramente molto. Quindi weekend con doppio recupero, oggi un romanzo e domani un modulo per giochi di ruolo.
Le settimane che verranno mi vedranno forse (ancora) un po’ più lontano dalla tastiera, se mi cercate, per eBook & C, abbiate solo un po’ di pazienza.
E intanto leggetevi questa recensione recuperata…

L’autore è sempre Jeff Lindsay (all’anagrafe Jeffry P. Freundlich), un cinquantenne con all’attivo otto romanzi dei quali la metà appartiene al ciclo di Dexter. Viene da pensare che l’ennesima gallina dalle uova d’oro sia stata ingozzata e sfruttata, fino a farne il brodo con le ossa spolpate.
Nulla da ridire su tale filosofia, avessi io una fonte di reddito tale probabilmente non ci penserei due volte a scrivere anche le etichette del Diserbante Dexter.
Ma veniamo al libro.

Dexter l'oscuro di Jeff Lindsay
Dexter l’oscuro di Jeff Lindsay

Dexter, ematologo della polizia di Miami, vive una felice fase pre matrimoniale con Rita (che avrà sempre per me il volto dell’incantevole Julie Benz) e i suoi due figli, dopo aver eliminato un avversario e fatto ridurre a più miti consigli il collega Doakes, che aveva compreso la sua doppia natura.
I problemi principali sembrano ormai comuni banalità, come scegliere le canzoni per le nozze o il costo del banchetto. Almeno finché una serie di brutali omicidi non fa scappare dal sedile posteriore della sua mente inumana il fido Passeggero Oscuro, la dark half, che dall’infanzia ne guida le gesta di giustiziere.

Difficile da qui in poi continuare senza rivelare almeno parte della trama.
Cercherò di trattenermi.
Accantoniamo subito l’ironia del personaggio, che nei precedenti lavori condiva in giusta misura le gesta efferate di Dexter, così come i rapporti con l’insulso genere umano. La fredda analisi che compie della quotidianità e il suo tentativo di apparire uno di noi sono da sempre la parte che più mi affascina di questi romanzi (e del loro adattamento televisivo).

In Dexter l’oscuro la fuga della sua metà interiore lo costringe a una lunga serie di analisi sul fatto di essere, purtroppo, anche umano e sul suo destino, una volta persa la guida di questa entità (?).
È proprio nel tentativo di dare un nome e una forma al Passeggero Oscuro che crolla miseramente tutto il romanzo, facendomi rimpiangere di non essermi fermato al volume precedente e aver goduto del serial, che a parte forse una terza serie un po’ moscia e poco verosimile si è sempre tenuto a livelli molto buoni.

Tutto, ma la deriva mistica no.

Le basi di follia controllata, gelido raziocinio e spietata analisi dell’ambiente hanno fatto di Dexter quello che è. Un predatore imbrigliato dalle regole paterne e da un rigido credo nella giustizia. La sua parte oscura non può all’improvviso prendere coscienza e diventare un essere sovrannaturale, al limite dell’archetipo incarnato.
Vuol dire gettare nel fiume tutto il lavoro fatto fino a quel momento e correre in una direzione completamente diversa. Meglio allora inventarsi un nuovo personaggio, un giustiziere mistico, buono magari per i fumetti.
Per non parlare dell’addestramento dei due figli di Rita, entrambi capaci, causa i traumi subiti nell’infanzia, di accedere al lato oscuro, vedere l’ombra delle persone come Dexter e arsi dal desiderio di mettere alla prova le loro abilità.

Altro aspetto fastidioso di questo capitolo è l’improvvisa accelerata nel finale.
Dopo centinaia di pagine di indagini e un lungo spiegone internettiano (quelle scene che in certi film rendono così bene, nelle quali con una sequenza di click su Google si ottiene la soluzione a ogni problema) la storia si conclude rapidamente, la vera natura delle cose è accettata dal protagonista e si arriva al matrimonio (con Cody in quelle condizioni? ma chi può credere che qualcuno si metterebbe a festeggiare, suvvia!). Sequenza che avrebbe concesso così tante occasioni al nostro Dexter per mettere alla prova le sue doti di attore e invece viene risolta in un paio di facciate, con tanto di happy ending (almeno per la vera coppia, Dexter e il suo Passeggero).

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