I ragni zingari di Nicola Lombardi

Oggi è lunedì, torno al lavoro dopo numerosi e bei giorni di meritata vacanza, ho un attacco di sinusite feroce e la morosa in partenza per qualche giorno, quindi o chiamavo le solite massaggiatrici per un festino ludico letterario o mi mettevo sotto a smaltire le recensioni arretrate. Indovinate un po’ cosa ho scelto…

I ragni mi stanno simpatici, in generale. Non che non mi facciano umanamente schifo, però dove abito ce ne sono talmente tanti e vari (questo villeggiava sopra la porta di casa l’anno scorso) e dovrebbero portare pure guadagno. Io la lotteria l’ho giocata però per ora nulla. Il ragno è un animale magico, scommetto che già lo sapete. Che poi di animali magici ce ne sono tanti, quasi tutti, solo che si tende a ricordarsi quelli fighi, tipo bello il lupo magico, o la tigre magica o l’aquila, facile così. Però pure il geco, il serpente, il corvo sono molto magici e pure il ragno.

I ragni zingari di Nicola Lombardi (Edizioni XII)
I ragni zingari di Nicola Lombardi (Edizioni XII)

Quindi ho aspettato di avere e leggere questi ragni zingari di Nicola Lombardi con estremo desiderio, e alla fine di una lettura che mi ha accompagnato mentre viaggiavo in treno da Trieste a Milano, posso dirmi molto soddisfatto.

Ammetto una leggera difficoltà iniziale, dovuta allo stile denso di aggettivazioni, piccolo difetto del testo, e ai numerosi riferimenti storici (la guerra, Badoglio e alcune delle conseguenze dell’armistizio), difetto del sottoscritto che non ama particolarmente questa materia.

Affrontate le prime pagine però il romanzo (breve, circa 160 pagine) scivola tra suggestioni e atmosfere che catturano i sensi, una cosa che già lo sapete, personalmente adoro in un testo. Se la reazione causa-effetto che sta attorno alla vicenda principale non è per nulla nascosta, almeno per chiunque segua una qualunque cronaca nera locale, è il contesto nel quale essa è affondata il vero valore del libro, più della storia stessa. A più riprese ho pensato che non poteva essere davvero quella la soluzione del “mistero” che il povero Michele, in fuga da una guerra che per lui ha perso qualsiasi senso, deve tentare di risolvere. Però la possibile banalità della vicenda veniva spazzata via dalla forza delle suggestioni del luogo e dei personaggi e ovviamente dei ragni zingari, animali grossi, brutti, pelosi e capaci di aprire la soglia che ogni specchio rappresenta.

Eccovi la trama del libro:
[box type=”shadow”]Un unico concetto era chiaro, e vivo, in tutti. Il ritorno. A casa.
Michele si afferrò saldamente a quel pensiero, sussultando ai ritmi sferraglianti e rugginosi imposti dal treno.
La casa. Le persone care. I luoghi familiari e amati. Era più che mai urgente appigliarsi a quelle boe di salvezza. L’oceano non mostrava approdi, all’orizzonte. Ma era già tanto sapere, o credere, che da qualche parte, a dispetto di tutto, ci fosse un porto, ad attendere ciascuno di loro.
Non poteva certo sapere dei ragni. Anche loro lo stavano aspettando.
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Se, come dicevo, l’inizio non è tra i più lisci, la seconda parte del libro è un lungo inabissarsi verso il finale particolarmente duro (e azzeccato), con la sequenza del confronto nella vecchia casa davvero ben riuscita.

Il romanzo I ragni zingari di Nicola Lombardi lo trovate nell’eShop di Edizioni XII, ve lo consiglio.
Io torno a fare l’aereo… areo… aerosol prima di smettere di respirare del tutto…

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