Il peso della farfalla di Erri de Luca

Il peso della farfalla di Erri de Luca
Il peso della farfalla di Erri de Luca

Un libro lieve per questo sabato di Pasqua, una recensione vecchia che parla d’una pennellata di colore sulla pagina, di quelle pagine che non dimentichi facilmente. So che il parere positivo su questo libro è condiviso da qualcuno nei dintorni, Gianluca ad esempio, altri non sono riusciti ad arrivare alla fine se non sforzandosi. Per me è un insieme di sensazioni che rimarranno sempre associate alla montagna che amo e a quella natura selvatica che fa profondamente parte delle mie passioni.

Se non ci dovessimo sentire prima, come si dice a Trieste, buone uova a tutti!

Mentre leggevo Il contrario di uno, mi hanno detto che non potevo non leggere Il peso della farfalla, dello stesso autore, seducendomi con motivi tipo è bellissimo, costa pochissimo, è brevissimo… Magia del destino, qualche settimana fa vagando tra le tisane e le marmellate alla COOP, non te lo vedo, col 30% di sconto! Credendo nei segni l’ho afferrato dal bancone e me lo sono portato a casa.

Il peso della farfalla è un libro di 70 pagine, le prime 60 occupate dal racconto dal quale prende il titolo e le ultime 10 da Visita a un albero. Fin dalle prime righe salta agli occhi che la scrittura di Erri de Luca non è affatto semplice. A questo è dovuta la divisione di lettori e critica. C’è chi lo adora e chi lo rifiuta categoricamente. De Luca usa la lingua e la piega, sottraendo elementi fondamentali come soggetti e verbi. Costruisce mosaici di frasi monche. Al lettore rimane lo sforzo di assemblare i pezzi, riempire i vuoti, disegnare i bordi. Uno sforzo che ritengo ampiamente appagante.

La storia. Un camoscio unico nel suo genere, per forza e intelligenza, diventa il “re” di un grosso gruppo di suoi simili, abitanti del versante impervio di una montagna. Dalla valle sottostante un cacciatore solitario ha eletto quella zona a suo territorio e da anni ormai miete vittime tra i caprioli. Entrambi eletti a migliore dai propri simili, entrambi consumati dalla propria vita e consci che quel particolare giorno sarà l’ultimo.

Erri De Luca ci racconta quel giorno.

Quel giorno di novembre si alzò stanco nelle gambe, appena sveglio già pesava un affanno da fine giornata. Fu il sole a persuaderlo a prendere il sacco. L’arma era dalla sera prima accanto al letto, chi vive solo deve stare pronto. Uscì con il caffè che gli fumava in testa.

A me quel caffè che gli fumava in testa è rimasto impresso. Non è solo l’immagine, è il profumo, la sensazione. C’è. Rimane. Con il caffè mi è rimasta la neve, il freddo, l’arrancare del cacciatore e della preda. Sicuramente la mia passione per la montagna, per l’incontro di colori e odori del mondo racchiuso tra rocce e corsi d’acqua, ha influito sul rapporto col libro, nel quale ho trovato uno specchio fedele delle mie sensazioni.

Nelle notti di luna il vento muove il bianco e manda le oche sulla neve, un vecchio modo per dire che fuori passeggiano i fantasmi. Li conosce, alla sua età gli assenti sono più numerosi dei rimasti. Alla finestra guarda passare il loro bianco di oca sulla neve notturna. 

I colori sono distribuiti a pennellate secche, dure. Hanno una vita propria e una storia da raccontare.

È novembre, davanti a lui l’inverno da venire, immenso da ospitare. Ha avuto il pensiero di scendere a valle quest’anno, svernare in paese. È la prima volta che sbuca. Tra i passi in salita, il pensiero, l’uomo dà un calcio a una piccola pigna di mugo. Senza di lui la capanna crollerebbe di solitudine.

Il rapporto con un ambiente ostile, che l’uomo ha scelto come dimora, lontano da un mondo del quale non fa più parte. Come il re dei camosci.
Il peso della farfalla è un libro breve ma non veloce. Certi paragrafi richiedono tempo e calma per essere assaporati, ricomponendo le parti, riempiendo i vuoti, lasciando scorrere le immagini. Uno sforzo che vale davvero la pena fare, perché quelle vite sospese in bilico su crepacci e valli hanno tante storie da raccontare. E il peso della farfalla, apparentemente inconsistente, può fare la differenza, anche tra la vita e la morte.

Una farfalla sopra un fucile lo prende in giro. La sua mira è derisa dal volo spezzettato che dovunque cade, porta con sé il centro raggiunto. Dove si posa la farfalla, è il centro.

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2 thoughts on “Il peso della farfalla di Erri de Luca

  1. È difficile trovare buona narrativa che abbia la montagna come soggetto principale.
    Questo me lo segno, che sembra un libro davvero interessante.

      

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