La morte ci sfida di Joe R. Lansdale

La morte ci sfida di Joe Lansdale
La morte ci sfida di Joe Lansdale

Era tanto che non leggevo qualcosa di Joe R. Lansdale. E dopo un lungo peregrinare per altre pagine sono tornato a un suo libro, come si torna da un vecchio amico, per sentirsi raccontare le ultime del paese, in questo caso della cittadina di Mud Creek.
Perché è proprio lì che si reca il reverendo Jebidiah Mercer, armato di whiskey, una pistola calibro .36 e i resti sbrindellati della sua fede, chiamato in quel buco polveroso del vecchio west da incubi orribili su una misteriosa cosa-ragno.

Purtroppo le cose che vanno male a Mud Creek sono tante e per noi lettori gli zombie sono davvero l’ultimo dei problemi. Innanzitutto c’è il confronto (durissimo) tra questo romanzo e il resto del lavoro di Lansdale, pubblicato e ripubblicato, tanto da riempire interi scaffali delle librerie. La morte ci sfida è, secondo lo stesso autore, un libro che non contiene grandi riflessioni, ma un passatempo simile ai vecchi film dell’orrore, trasmessi a sera tardi alla televisione. E questa mancanza di riflessioni, soprattutto se si è abituati all’ironia tagliente, alle ambientazioni ricche e dense e alle storie folgoranti di Hap e Leonard o del Drive In, per citare le più conosciute, si avverte dalla prima all’ultima pagina.

La prima parte del romanzo è costituita da un susseguirsi di stralci, tratti da eventi che accadono attorno alla città. Tanto fulminei quanto inconsistenti, sono accenni a quello che il lettore dovrebbe vedere, o almeno intuire, cosa che ovviamente non riesce a fare, derubato da qualsiasi accenno sensoriale che lo aiuti nel compito.
Poi viene spiegato l’evento alla base di tutto l’orrore che si cela a Mud Creek e in poche pagine ci si trova nel bel mezzo di una invasione zombesca.
In tutto il libro, è giusto dirlo, ci sono sicuramente scene a effetto (e che conquistano sopratutto se si è appassionati di un certo tipo di storie e film). La “resurrezione” dello scheletro/zombie nel laboratorio medico, ad esempio, riesce a farci sentire il ticchettare delle ossa che si cercano per riattaccarsi e porta subito alla mente creature come gli scheletri ambulanti de L’armata delle tenebre.
Ma episodi come questo sono davvero pochi, in una storia spalmata su 200 pagine solo grazie a un uso forsennato di spaziature, paragrafi microscopici e font giganteschi, che amplificano visivamente il poco scritto che c’è.
E in un racconto di queste dimensioni quelli che soffrono di più (persino prima di venir, a volte, mangiati vivi) sono i personaggi, che Lansdale abbozza, promettendo più di quanto mantenga.
Il reverendo ha dubbi e incubi, dovuti a un certo rapporto incestuoso, beve e spara come un bounty killer, ma non tentenna, né se si tratta di uccidere, né di ritrovare improvvisamente tutta la sua fede.
La donna che lo tenta è bellissima, ironica e nella scena del pic-nic dimostra di avere le potenzialità per giocare con Jeb e rendergli difficile il mantenere la castità cattolica, ma tutto questo rimane solo una speranza nell’aria della prateria.

Spesso poi sembra che Lansdale ci abbia messo di tutto, in questo minestrone western horror, dalle storie di zombie alla sua passione per i dilemmi a sfondo razziale, dalla società del suo Texas ai pseudobiblia lovecraftiani (che butta lì in blocco, facendo fare al medico, che possiede “per caso” Necronomicon, Culti proibiti, I misteri del verme e altro ancora, la figura del cultista), senza dare lo spazio a nulla di tutto questo per emergere e possedere davvero il lettore.

E dopo tutte queste note negative, cosa rimane?
C’è poco da fare, tra le mani ci rimane sempre un libro di Lansdale, con i tratti caratteristici di quelli che saranno i suoi lavori migliori, che presenta una storia leggera (deturpata purtroppo anche da una traduzione pressappochista, con ripetizioni noiosissime) che si può consumare tutta d’un fiato, come un sorso rovente di bruciabudella.

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2 thoughts on “La morte ci sfida di Joe R. Lansdale

  1. Ti segnalo che nel 2002 la defunta casa editrice Lexy Comcis di Dario Gulli (un nome che forse conoscerai. :D)pubblicò l’edizione a fumetti di questo romanzo in paperback.
    Ciao.

      

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