La spirale temporale di Scott McGough

La spirale temporale

Questa recensione risale addirittura al 2008, quando tante cose erano diverse ed esisteva ancora KAOS Online, tentativo di mantenere una versione digitale dell’omonima rivista da edicola. Pubblicato inizialmente (1991) dalla Granata Press per poi (1993) passare sotto il marchio Edizioni Nexus è sbarcata sul web nel 2002. Tra le sue pagine si sono alternati nomi ancora conosciuti nell’ambiente ludico e letterario come Paolo Agaraff, Paolo Parente, Roberto di Meglio, Luca Oleastri.
Purtroppo anche la versione digitale ha visto calare l’interesse dei lettori, ed è sparita completamente dopo che la Nexus aveva lasciato il controllo di KAOS al direttivo de Il Quinto Clone nel 2010.
Nel 2008 invece la Nexus spediva ancora libri (e moduli di gioco) agli interessati per vederli recensiti. A me toccarono due testi, che riporto dall’oblio dove erano finiti con la chiusura del sito.

Magic The GatheringIl viandante dimensionale Teferi, tornato sul suo piano di esistenza natio, scopre che è stato distrutto e devastato da forze sconosciute. Non solo: il Tempo ha subito un’immensa frattura. La sola speranza è che Teferi e i suoi compagni scoprano il modo di porre fine alla distruzione del Tempo stesso. Impresa ardua nel momento in cui i suoi alleati sono pronti a rivoltarsi contro di lui.

Il libro di McGough porta con se una tara non indifferente, la provenienza dal mondo del gioco di carte Magic The Gathering, che ha spopolato alla sua uscita nella prima metà degli anni 90 e tutt’ora vanta un pubblico vastissimo. L’autore non ritiene quindi doveroso introdurre il mondo in cui la vicenda si ambienta né le varie componenti magiche che lo dominano, prime tra tutte la dipendenza da un misterioso mana, di cui non viene accennata nessuna origine, provenienza o descrizione. Per chi gioca a questo punto un esclamazione stupefatta è d’obbligo “ma come, esiste chi non sa cos’è il mana?” e sinceramente io credo che si, esista chi non sa cos’è e non disdegnerebbe che un’intera vicenda “mana based” sia introdotta da due righe su questo concetto.

Superata la difficoltà di ambientazione ci si apre per fortuna ai pregi di questo lavoro. Se dalla parte di un contesto narrativo chiaro e definito all’inizio disorienta, si viene trascinati in questa spirale fatta di scienze che legano la magia ed il tempo, personaggi che bucano le dimensioni e artefatti d’immenso potere usati in macchinari inimmaginabili da entità in grado di spostare interi pezzi di mondi per salvarli dalla distruzione.

La spirale temporale di Scott McGough
La spirale temporale di Scott McGough

Ecco allora che farsi sommergere da quest’onda fantastica permette per una volta di godersi un fantasy originale e diverso dai canoni, senza il fardello dell’immancabile Antagonista dal nome impronunciabile che proviene da una delle infinite derivazioni del concetto di oscurità.
C’è una missione da compiere e prima di questo da comprendere, il viaggio attraverso i mondi non è semplice e riportare un intero pezzo di un continente “in fase” con il resto in modo da non fare (altri) danni è un compito immane anche per il viaggiatore dimensionale Teferi, pomposo immortale spesso tratto in inganno dalle sue stesse capacità infinite.

Il libro quindi è una felice variante del tema fantastico, che pur nella sua complessità pseudo scientifica, e nella sua dipendenza dal mondo del gioco di carte Magic, riesce a coinvolgere con le avventure spazio temporali di Teferi e del suo gruppo di improbabili alleati.

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