Ritorno a Bassavilla di Danilo Arona

Ultima recensione recupero, almeno per quanto riguarda le opere del nostro Danilo Arona. Un ultimo libro molto particolare, una raccolta di racconti sospesi tra realtà e fantasia, realizzata da quelle Edizioni XII dove collaboro come impaginatore, per libri e eBook.

E come fondamentale aggiunta, alla recensione di molti mesi fa, vi ricordo che Ritorno a Bassavilla è tra i titoli di Edizioni XII disponibile anche in eBook (ePub, DRM free).

Ritorno a Bassavilla di Danilo Arona
Ritorno a Bassavilla di Danilo Arona

Detesto Danilo Arona, per almeno due motivi.
Il primo è semplice: invidio in modo viscerale la sua capacità di scrivere amalgamando cronaca e fantasia, magia primordiale e tecnologia.
Il secondo è che con questo suo Ritorno a Bassavilla (dove per altro io non ero mai stato, le Cronache mi mancano) è riuscito a insinuare quell’ansia che un numero esagerato di presunti libri “horror” non era riuscito a fare da un bel po’. Roba da decidere che Ritorno a Bassavilla non è libro da cuscino, ma da poltrona in soggiorno ben illuminato.
Che non si formino ombre strane negli angoli, capite?

Trentasei frammenti di un prisma brevi passeggiate nei dintorni di una città sospesa tra le case (reali, fisiche, tangibili) della sua Alessandria e i contorni, che a questa si vanno sovrapponendo, di un’ombra cupa, proveniente da tempi diversi. È la meno conosciuta, ma più pericolosa, Bassavilla.
Un diario non cronologico, affidato a un Narratore legato profondamente a quelle terre, capace di aprire finestre su momenti diversi del tempo e dello spazio.
Trentasei storie in bilico, sul filo della nostra quotidiana realtà. Racconti che germogliano dalle abitudini più comuni: la tv, il cinema, le serate con gli amici.
Vicende che si avvinghiano al lettore, impiantando nella mente il fastidioso seme del dubbio.

Ho il libro qui accanto. Dalla scura copertina le finestre di Bassavilla non sembrano intenzionate a rimanere chiuse a lungo. Sarà l’aver letto di quieti agricoltori trasformatisi in spietati assassini, di sinistre leggende tornate a (una violenta) vita, di spettri del suono che si cibano delle nostre menti, ma ho l’impressione di sentire lo scricchiolio delle imposte usurate.
Sono le storie di Arona, o il vicino infastidito dalla musica che viene a spegnere me?

Ansia da gotico padano a parte, in questo Ritorno a Bassavilla di Edizioni XII c’è tutto l’autore, che ha pubblicato gli articoli a puntate sul sito Carmilla Online, e ora se la ride alle nostre spalle.
Ci racconta storie di spettri, lasciando in sospeso il finale.
Si ricorda com’era fare i cacciatori di fantasmi nell’Italia di qualche decennio fa, in capitoli che sembrano estratti da un ormai dimenticato Introduzione al ghostbusting nostrano (Flavio Manchetti, ed. Fiamma, 1981, Alessandria).
Ci fa sorridere, con la schietta parlata di chi ha vissuto quelle nottate in prima persona e se l’è goduta. Magari se l’è goduta dopo, a parlarne con i compagni d’avventura, davanti a una bottiglia di Bonarda.

Ho avuto la fortuna di sentire alcuni di questi racconti direttamente dalla voce dell’autore, durante una riunione di un circolo di lettura ad Alessandria, qualche mese fa.
Insomma lui è così.
Se ne sta lì, snocciola questo raccontino denso dei giusti collegamenti. Non troppi che ti annoi, non troppo pochi che ti sfuggono. Nomi, date, collegamenti con la realtà che ti tirano dentro la storia, anche se non sei di Alessandria Bassavilla.
Passa dall’Anima Mundi ai delitti di Cogne, dalla Schiena del Drago alla stréa che consumava solo a smorsacandeila. La fantasia è un virus che contamina ogni aspetto della nostra vita ma, forse, è anche l’unica capacità in grado di salvarci da ciò che si cela dietro la facciata razionale del nostro mondo.

Arona non dà risposte ma, come un anatomo patologo consumato, indica i segni sul cadavere, ipotizzando le cause di quella strana, inspiegabile morte.
La sua abilità sta nello stuzzicare le nostre voglie, quelle di cui non ci vantiamo.
Lo seguiamo incuriositi nel suo percorso operatorio, quando apre chirurgicamente il quadro con paesaggio di primavera da troppo tempo esposto in soggiorno, rivelando la tela scurita e marcia che si cela più sotto.
Ci rivela i dettagli più scabrosi, ci invita a collegare da soli i segnali che il mondo sottile lascia attorno a noi.
Come fossimo ancora e solo uomini attorno a un fuoco. Intenti a farci paura a vicenda.

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7 thoughts on “Ritorno a Bassavilla di Danilo Arona

  1. Condivido al 100% quello che hai scritto, visto che sono più o meno le stesse considerazioni che ho fatto anche nella mia recensione. Ritorno a Bassavilla mi ha fatto scorrere più di un sano brivido di terrore nella nuca, cosa che a molti romanzi horror di tonnellate di pagine non è mai riuscita. 😉

    E si fa leggere molto velocemente!

    Ciao,
    Gianluca

      

  2. Manca solo un ultimo tassello al prisma Aroniano: Cronache di Bassavilla, Flaccovio Editore. Forse il più bello tra i libri di Danilo. Cercalo in qualche bancarella dell’usato o reimander ne vale la pena.

    ciao
    ale

    PS. Sulla commistione tra reale, media e immaginario ti consiglio anche di cercare il saggio – sempre del maestro – Possessione Mediatica.

      

  3. Come te anche io apprezzo Danilo Arona e come te io non riesco a leggere le Cronache che mi dicono siano abbastanza introvabili.
    E’ un peccato perchè praticamente è il libro da cui è nato tutto.

      

  4. Purtroppo Arona – a parte la parentesi Mondadoriana, peraltro con una collana da edicola – è stato sempre pubblicato da case editrici piccole. Difficile che lo ristampino.
    Un’altro ottimo libro di Arona, al di fuori del ciclo (se vogliamo chiamarlo così) di Melissa, è Palo Mayombe. È stato ristampato recentemente e lo si trova anche in ebook. Anche questo merita leggerlo assolutamente.

    Il mio sogno è che qualche casa editrice raccolga e pubblichi in un unico volume tutti i suoi racconti, attualmente sparsi su svariate antologie di svariati editori.

    ciao
    ale

    PS. il riquadro per scrivere i commenti è terribile. Il font è troppo chiaro ed è quasi indistinguibile dallo sfondo.

      

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