Serenity (2005)

Il western non muore mai, la prateria può essere bruciata e devastata, colonizzata e ricostruita, ma ci saranno nuovi mondi, nuove terre, nuovi pascoli. Magari ad anni luce di distanza, illuminata da un nuovo sole, sporcata del sangue di nuove guerre. Ma i duelli li vedrà ancora, gli inseguimenti, l’odore acre lasciato dai colpi di pistola nell’aria.
Ed è di questi luoghi che è fatta una fetta della fantascienza, di nuove frontiere, di nuovi duelli, che le armi siano laser o con i buoni vecchi proiettili (ma io preferisco il secondo tipo) dove si fronteggiano i cattivi che dovrebbero essere buoni (l’Alleanza che tutto colonizza ed unifica) ed i buoni che dovrebbero essere i cattivi (la Ribellione sporca e disorganizzata che ha perso una guerra senza speranza).

Serenity Firefly


Su queste terre percorse dagli assalti dei cannibali Reavers, che legano i corpi delle vittime sulle proprie astronavi prima di ripartire, viaggia anche la Serenity, l’astronave del Capitano Malcolm Reynolds e del suo eterogeneo equipaggio.
Scendendo nel personale, adoro questo film. Lasciando stare la mia passione per il precedente lavoro telefilmico del regista Joss Wheadon (Buffy The Vampire Slayer) in questo film si ritrova un genere di fantascienza di cui sentivo onestamente la mancanza.

La trama ufficiale: il film ruota attorno al Capitano Malcolm Reynolds, un veterano della guerra civile intergalattica. Sopravvive trasportando sulla sua navicella “Serenity” passeggeri di ogni genere. Quando Malcolm prende a bordo un dottore e sua sorella, una ragazza telepatica venuta a conoscenza di alcun segreti che nessuno avrebbe dovuto scoprire, l’equipaggio della Serenity deve iniziare una dura battaglia per la sopravvivenza.

Serenity è tratto dalla serie tv Firefly che è durata una stagione e nonostante la passione dei fan è stata stroncata, una serie fatta della fantascienza sporca di terra e fango, di uomini e frontiere, di battaglie personali e galattiche, intrecciate con una colonna sonora originale e decisamente “country”. Tra astronavi che vanno a pezzi come il mitico Millennium Falcon, scontri Alleanza – Ribellione, arti marziali ed esperimenti sui mutanti il senso di deja vu può essere elevato.

Ma Serenity va oltre, i personaggi sono sviluppati, gli scontri sia spaziali che personali, sono oscuri e infangati, non ci sono robot “simpatici” ma uomini e donne che combattono per una guerra già persa e forse per qualcosa di nuovo di cui non conoscono ancora il nome, personaggi ai quali non si riesce, alla fine, a non affezionarsi.

Come a quella nave scalcinata, la Serenity, sulla quale alla fine tutti vorremmo vivere un’avventura.

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