Serial di stagione: Ash vs Evil Dead, The Leftovers e l’arrivo di Shannara Chronicles

E rieccoci qua, a chiacchierare di serie TV, la cui produzione sta aumentando in maniera esponenziale con l’arrivo sul mercato di nuovi provider (Netflix e Amazon, per citarne un paio) e nuovi formati di distribuzione (tutti gli episodi disponibili in un colpo solo, addio attesa settimanale). Tra novità 2015 (boomstick vi dice niente?), conferme e arrivi per il 2016 (Shannara, X-Files) la lista sarebbe lunghissima, anche solo nelle serie “di genere” che seguiamo da queste parti, per cui mi limiterò a un piccolo assaggio.

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Ash vs Evil Dead

Dopo ben 23 anni tornano sullo schermo i protagonisti della trilogia firmata da Sam Raimi (Evil Dead, Evil Dead II: Dead by Dawn e Army of Darkness). Avevamo lasciato Ash Williams (Bruce Campbell) al suo lavoro come commesso nel reparto ferramenta, dopo un’avventura in un passato medioevale dal quale era tornato grazie a un incantesimo trovato nel malvagio Necronomicon Ex Mortis.

Dopo quattro lustri Ash non ha fatto molta strada, lavora ancora al supermercato e vive in una roulotte dimessa dove, in un tentativo disperato di conquista galante, decanta una delle formule contenute nel grimorio, con le immancabili conseguenze nefaste.

Il tasso di gore è discreto, con una bella sequela di arti amputati, sangue zampillante, teste che rotolano e mutazioni demoniache. Ottima la scelta di far durare le puntate solo 20 minuti, al contrario dei più canonici 45. Siamo nei tempi della sit com, e Ash vs Evil Dead non reggerebbe trame più estese.

A metà della prima stagione si è unita all’avventura anche Lucy “Xena” Lawless, nel ruolo di Ruby, sorella di Annie Knowby, direttamente da Evil Dead II. Ruby insegue Ash, colpevole di aver sterminato la sua famiglia (trasformata in zombie sanguinari dal Necronomicon). Per rintracciarlo segue le indicazioni di una mano demoniaca, proprio quella che Ash si è amputato nel secondo capitolo della trilogia.

Citazioni dai film originali, demoni, una buona colonna sonora e il nostro Ash, reparto ferramenta, in gran spolvero.

sense8

Sense8

Serie firmata dai fratelli Wachowski (supportati alla sceneggiatura da J. Michael Straczynski), dominata dal loro stile da videoclip e con otto personaggi che si amano o si odiano da subito. Del resto la serie ruota attorno al concetto di empatia, portato oltre i limiti dei sensi con i quali siamo abituati ad affrontare il mondo. Otto persone sparse per il globo che si trovano per ragioni misteriose a condividere i propri sensi, fino a cedere il totale controllo del proprio corpo l’uno all’altro.

Tra le poche speranze accumulate in questi anni c’è quella di un futuro del genere (raggiunto come preferite, attraverso una singolarità quantica, la diffusione di sostanze progettate in laboratorio, un qualche esperimento alieno), dove una diffusione endemica di empatia rende sempre più labili i confini tra l’io e il noi, abbattendo menzogne e sofferenze (a meno di non diventare un io-noi autolesionista…) e ci traghetta verso una nuova concezione di esistenza.

Sense8 ha sparato alcuni colpi molto buoni, con scariche di risate che si sciolgono in lacrime, trasmettendo schegge delle sensazioni espanse dei protagonisti, in questo (im)possibile mondo dove compenetrarsi non è possedersi.
Qui un approfondimento corposo scritto da Marina sul blog di Lucia.

The Leftovers

The Leftovers

Tratta dal romanzo di Tom Perrotta, adattato nella prima stagione (ne abbiamo parlato in un post dell’anno scorso) la serie ora naviga senza un testo al quale ispirarsi. Questi nuovi episodi, farina del sacco di Damon Lindelof, continuano a raccontare le vicende di Kevin Garvey (Justin Theroux) e del suo rinnovato nucleo familiare, attorno al quale ruotano personaggi in bilico tra realtà e allucinazione. Niente più Mapletown, ma una città dove nessuno è mai scomparso, soprannominata Miracle.

Continua a piacermi, con tutti quei momenti di assenza, con quel concentrarsi sulle reazioni alla perdita di chi si ama, con quei pochi twist ben calibrati, un’ottavo episodio che racconta di un sogno lucido in fin di vita (simile a un trip da giocatore di ruolo, con tanto di quest e ritorno alla realtà), e l’aver preferito concentrarsi su meno storyline, scandite da puntate dedicate ai singoli personaggi, alternate ad altre corali.

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Shannara Chronicles

Arriva tra un mese questa serie tratta dai più noti romanzi di Terry Brooks. La trama dei primi 10 episodi ruoterà attorno a quanto raccontato nel terzo libro (Le pietre magiche di Shannara), con lo scontro tra Demoni, umani ed elfi. Il cast annovera diversi volti noti agli amanti del cinema fantasy e horror. Ritroveremo Ivana Baquero (Fragile, Il labirinto del fauno, Absentia) scelta per impersonare la zingara Eretria, John Rhys-Davies (Indiana Jones, Il signore degli anelli, ma anche il lovecraftiano e misconosciuto Unnamable 2: The Statement of Randolph Carter) nel ruolo dell’elfo Eventine Elessedil e Manu Bennett nelle vesti del druido Allanon. Su questo ruolo lo sconcerto tra i fan ha raggiunto livelli che neanche ai tempi di Jar Jar Binks. Tarchiato, capelli corti da marine e barba mal rasata, Bennet sembra più un avventuriero da taverna che uno stregone combattente con centinaia di anni alle spalle. E a dirla tutta per me rimarrà sempre quel Crixus che accompagnò Spartacus nella ribellione degli schiavi. Magari picchierà con lo stesso piglio pure le Mortombre.

Picco d’interesse per il tocco post apocalittico, evinto fin dalla sigla iniziale, cupa e sfilacciata. Come sa chi ha letto i libri (spoiler?) il passato delle Quattro Terre è il nostro presente, al quale è seguita la vittoria del Vuoto sul Verbo, con il suo bagaglio di distruzione e morte. Questi legami erano presenti nei primi volumi della saga di Shannara e sono stati consolidati da Brooks quando ha chiuso il cerchio tra i libri del Ciclo del Demone (Il demone, Il cavaliere del verbo, Il fuoco degli angeli) e quelli ambientati nelle Quattro Terre, con la serie La Genesi di Shannara (I figli di Armageddon, Gli elfi di Cintra, L’esercito dei Demoni).

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La verità è ancora la fuori.

X-Files

Torna il 24 gennaio 2016, a quasi quattordici anni di distanza dall’ultimo episodio (dall’emblematico titolo The Truth) scritto dal creatore della serie Chris Carter. Stesso cast, con Gillian Anderson e David Duchovny nella parte dei due detective dell’impossibile, affiancati da Mitch Pileggi (il direttore dell’FBI Walter Skinner) e osteggiati da William “Uomo che fuma” Davis. Un ripescaggio (come quello di Twin Peaks, in arrivo tra un anno circa) che sa di fondo di barile grattato fino a consumarlo, con un trailer che purtroppo sembra già roba vecchia. È prevista solo una miniserie di sei episodi, scelta che potrebbe essere più che azzeccata, per comprimere la sceneggiatura tenendo alto il ritmo ed evitare la noia che ammorbava le ultime stagioni.

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2 thoughts on “Serial di stagione: Ash vs Evil Dead, The Leftovers e l’arrivo di Shannara Chronicles

  1. Sinceramente sul recupero di X-Files (così come quello di Twin Peaks) provo sensazioni contrastanti, da un lato la penso come te e temo si tratti solo di operazioni nostalgia senza capo né coda, dall’altra mi auguro possano dare finalmente un finale coerente e sopratutto definitivo a queste due serie.

      

    1. Sarebbe bello, per entrambe. Eppure i format originali sono così diversi con quanto va in onda ora che non possono essere riproposti (una puntata di Twin Peaks con quei tempi lunghi non la digerirebbe nessuno). Quindi dovranno cambiare registro, il che certamente può anche essere un bene, ma comunque porterà a serie diverse dalle originali.
      Il trailer di X-Files come scrivo nel post mi è sembrato davvero stanco, loro sono poco convinti e la messa in scena è già vecchia.

        

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