Sidi Larbi Milonga

Continuiamo con i post estemporanei, almeno a quella che poteva essere l’anima originale di questo blog. Tra narrativa interattiva, racconti weird e eBook horror, mi sa che c’è bisogno di trovare lo spazio per infilare qualche parola su altri miei interessi. Delle arti marziali qualche volta abbiamo parlato, cenni vaghi qui e lì, Tao e Chi, un vecchio racconto su samurai e creature fantastiche del mito, magari.

Quello che accomuna tutto, dal mio punto di vista, è il comunicare qualcosa, storie, sensazioni, energie. Muovere. Spostare.
Chiunque abbia praticato, ad esempio, il Tai Chi, abbastanza a lungo (in qualità, non quantità) saprà quanto è importante il sentire. Non vi è cambiamento, non vi è movimento, non c’è vita, senza la scintilla, la sensazione primeva che dà origine al tutto.

Ecco il motivo per cui mi ha tanto affascinato questa breve intervista a Sidi Larbi Cherkaoui, belga del ’76, un curriculum artistico lunghissimo e una passione per la fusione tra stili e culture.

Milonga at Sadler's Wells, Sidi Larbi Cherkaoui

Le sue idee le trovate molto ben espresso in questa intervista (in italiano) e nel video più sotto. Proprio da quel video è nato questo post. Mentre cercavo materiale per l’articolo su Blam! ho scoperto lo spettacolo sul tango.
E – chissà come mai – dalla primavera scorsa tutto quello che ha a che fare col tango mi attrae. La danza, la musica, il dialogo tra i corpi. E ho ritrovato tutto questo nelle frasi di Cherkaoui. E mi è piaciuta tanto quella considerazione su come il tango sia un continuo comunicare tra due persone, incarnato in movimenti che rendono comprensibile il dialogo anche a chi solamente guarda.

Più sotto, una bonus track, uno tra i miei tanghi preferiti, Watashi, del compositore giapponese Taro Hakase. Giusto che è sera e ci vuole buona musica per accompagnare i sogni che arrivano.

Buona notte…

Print Friendly, PDF & Email

Vuoi rispondere?