Sine Requie Anno XII – IV Reich – Matteo Cortini e Leonardo Moretti

Secondo recupero di questo weekend, che anticipa la recensione di un altro modulo della stessa serie.
Quest’anno (sigh, sigh e ancora sigh) non sono riuscito a farmi la mia vacanza spendereccia a Lucca Comics and Games, nella quale una tappa d’obbligo era al “banchetto” dove Matteo e Leonardo spacciano i prodotti della linea Sine Requie. In un qualche modo riuscirò a mettere le mani sull’ultima ambientazione pubblicata ma, nel frattempo, vi propongo la recensione di IV° Reich, che anticipa di qualche giorno quella del Soviet.

Sine Requie IV ReichAdesso è il 1957. Il IV Reich, governato dai Quadrumviri, domina su gran parte dell’Europa Centrale, tentando di schiacciare tutto ciò che gli si oppone. I Campi di Rieducazione accolgono tutti coloro che osano alzare la testa contro il Partito Nazista, per eliminare alla radice ogni dissenso interno. Sette segrete e politici senza scrupoli combattono una guerra sanguinosa per il controllo del potere, mentre le SS in divisa nera e le forze di polizia della Gestapo Pattugliano i Borghi in cerca di oppositori politici e di “Traditori”. E mentre la gente tenta di sopravvivere al rischio dei Morti, nei laboratori dl Reich gli scienziati stanno creando terribili mostri genetici e la Chiesa Teutonica sta plasmando le menti per spianare la strada al dominio di una nuova razza.

Ho divorato questo manuale una volta. Poi l’ho riletto, senza ordine preciso, sfogliandolo e osservando.

Il lavoro fatto per questa nuova uscita supera, a mio avviso, quanto fatto fino a ora, e cercherò di spiegarvi bene il perché.

Partiamo da un punto certo sul quale molti ormai si trovano d’accordo: Sine Requie è un ottimo prodotto, realizzato con cura maniacale dai suoi autori che senza perdersi in fronzoli inutili lo sviluppano da anni con uguale attenzione e precisione. E questo credo sia il primo aspetto che emerge, anche solo nello sfogliare il manuale.

C’è tanta tanta roba.

E l’aspetto fondamentale, che porta a valorizzare tutta “questa roba”, è la sua strutturazione, non semplicemente orizzontale (spaziale o cronologica o causale che sia) ma verticale.

I vari argomenti trattati s’intersecano tra loro, affondano negli strati bui della psiche, nei bisogni della carne per poi risalire e mostrarne le reazioni sulla superficie del mondo umano. Come in un difforme butterfly effect la follia di un personaggio si diffonde nella trama della società, causando modifiche nel mutevole equilibrio di legami e opportunità offerte dalla corrotta e marcia realtà del IV° Reich.

È un susseguirsi di cause ed effetti, logici e coerenti, che si dipanano lungo tutte le 150 pagine del manuale.

Consideriamo anche che ci troviamo in un’ambientazione difficile da trattare. Perché di nazisti si tratta, di gente che brucia altra gente e la dilania in esperimenti inumani e, soprattutto, si tratta di persone esistite, di vite vissute. Non c’è il mago crudele o il drago diabolico chaotic evil, non c’è, purtroppo, da usar la fantasia. Qua ci sono le SS, c’è la pulizia etnica, c’è l’odio di una razza verso le altre, tutte cose che si ritrovano nella nostra storia.

Difficile quindi immaginare una prima parte migliore, storica e fredda, che riesce a tenersi distante dal dare un giudizio, (che è comunque scontato e in parte contenuto nel disclaimer sempre presente nei libri di Sine Requie) ma che sarebbe pesato notevolmente sul lettore, dal momento il IV° Reich può essere la terra degli avversari ma, anche, dei propri personaggi; questa è storia, e come tale condanna gli eventi in maniera oggettiva, senza che l’autore debba esprimere la propria opinione.

In questa seconda espansione (dopo quella descritta in Sine Requie Anno XIII: Sanctum Imperium), ho avvertito più spesso che nei volumi passati la presenza del carico culturale personale degli autori, e dell’abilità con la quale essi (perché di creature diaboliche si tratta!) riescono a usare tali conoscenze per dare spessore e forza alla storia generale così come al singolo personaggio.

L’analisi psicologica e i riferimenti a teorie storiche sono gustosi agganci alla realtà vissuta, che rendono IV° Reich una lettura affascinante per qualsiasi appassionato di ucronia, con divertenti riferimenti nascosti (ma non troppo, vedi Az-thth, Colui che striscia Oltre la Soglia: il culto degli Antichi scorre potente negli autori del Sine!) ad altre produzioni ludiche e letterarie.

Come nei precedenti manuali abbiamo una divisione tra parti descrittive e brevi sezioni narrate, con dialoghi, missive, documenti ritrovati e altro ancora. Questa alternanza giova alla lettura e aumenta il tasso di realtà, creando situazioni e personaggi non facili da dimenticare.

Il corteo di nefandezze umane e Morte è davvero ampio e comprende orrori per tutti i palati. Da comandanti decapitati che continuano a imporre il proprio volere con la testa in una scatola a burattini senzienti dalle terribili volontà, da esperimenti genetici che generano mostruosità senza nome fino ai culti che si vanno diffondendo sulla superficie (magnifica la chiesa teutonica e folle al punto giusto l’Ombra nel Das Reich der Schatten) e al di sotto (i Figli della Bestia, col loro dio-feto da nutrire in modo orribile).

Lasciata per ultima, ma non perché da meno, la parte grafica. Le illustrazioni sono di ottimo livello, e riescono a rendere perfettamente l’angosciante vita nei Borghi del IV° Reich così come la follia della guerra. Alcune tra le mie preferite: l’imperturbabile mostruosità del SS Oberstgruppenfürher Fremmen, il luogo di culto nazibuddhista del SS Hauptsturmfürher Alfred Kraam, quell’angolo piovoso della misteriosa Uelzen (che mi ha riportato alla mente alcune illustrazioni dei vecchi moduli della Chaosium).

Unici piccoli difetti di questa pubblicazione alcuni refusi (principalmente ripetizioni e qualche errore) e la minore leggibilità dei pezzi narrati, scritti in nero su grigio. Pecche davvero veniali che non intaccano la qualità di IV° Reich.

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