Fantasmi, mostri e un Commodore 64

Il Vecchio Magazzino è da sempre fonte di scoperte sui miei stessi interessi.
Scatoloni di fumetti.
Vecchissimi videogame (ne avevamo già parlato).
Faldoni di racconti mai completati.
Una vecchia valigetta piena di boccette di colore secco, pennelli induriti e miniature che vanno dal fantasy di Dragonlance alla fantascienza venata di orrore degli Space Marines (del Caos) di Warhammer 40.000.
E ovviamente libri. E tra questi una decina di manuali d’informatica. Manuali. Che a dirlo sembra impossibile oggi. Una volta se non sapevi le cose potevi anche aprire Internet Explorer 1 o magari Netscape, sul tuo Pentium, ma era tempo buttato.
C’era solo il metodo classico: gita allo scaffale e ricerca nel Manuale di Programmazione. Enormi, elefantiaci manuali. Ne ho uno di Python grosso che neanche il Trono di spade, la saga  intera.
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Alla ricerca del tempo (digitale) perduto

Uno di quei post estemporanei, se avessi una continuità da blogger. Una di quelle giornate campali che aspettavi da mesi se non anni e finalmente arrivano. E ti butti lì dove si cela l’impensabile, un luogo perso nella “zona industriale” e che per te, con tutto quello che ci hai stivato, ricorda il luogo segreto dove viene nascosta l’arca dell’alleanza alla fine del primo indimenticabile Indy. E dire che è solo un magazzino di una trentina di metri quadrati, eppure si vedono cose che voi umani…

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Quello di marzo.

Conan su C64

Su questa ci torniamo dopo…

Giornata glaciale, nel senso metereologico del termine, passata in gran parte come quella di ieri, barricato in casa, a scaldarmi con gli ultimi ciocchi di legno asciutto, aspettando che la neve sciolga in primavera. A parte che ovviamente ho il riscaldamento a gas e che la primavera – dicono – è arrivata una settimana fa, il resto è veritiero.
Quindi home working, la bellezza del nuovo lavoro porta anche con sé l’assenza di concetti come weekend, “giorno di festa”, ferie pagate,… e un po’ di blogging, ché c’è da recuperare il vuoto di qualche settimana di assenza.
Quello di marzo perché non ce ne saranno altri, tutto qua, e vado rapidamente a riassumere le cose interessanti.

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