Hellboy B.P.R.D. #10 – L’avvertimento di Mike Mignola, John Arcudi, Guy Davis

B.P.R.D. #10 L'avvertimento di Mike Mignola

B.P.R.D. #10 L’avvertimento di Mike Mignola

Il percorso dell’ufficio per la ricerca e la difesa del paranormale ha portato questa che era una costola (spin off per gli esperti) del più noto Hellboy a superare in qualità il suo genitore. Svincolato dal legame col folklore più classico (da sempre asse attorno al quale ruotano le vicende del ragazzo infernale) e dal binomio nazisti-magia (che diciamolo ha pure un po’ stancato ormai) ha beneficiato di una visione molto più ampia.

Si potrebbe affrontare un discorso che cerchi di analizzare il parallelismo tra gli avvenimenti nelle due serie, da sempre tra loro interconnesse.
Da un lato ci sono le modifiche nel mondo cosidetto sottile, il micro cosmo magico, motore delle avventure di Hellboy, dove il nemico è nascosto, anche se gigante, immenso, appartiene a un regno che tenta d’interfacciarsi col materiale, fallendo.
Dall’altro le apocalittiche guerre sostenute dal BRPD, epici scontri con divinità incarnate le cui conseguenze coinvolgono intere città, come la Berlino semidistrutta di questo numero 10.
Due mondi interconnessi ma diversi, anche dalla scelta di adottare nuovi disegnatori nel B.P.R.D., con colorazioni vive e feroci, che si allontanano dalle tinte scure e dagli spigoli netti delle tavole dell’Hellboy di Mignola.
Continua…

Midnight Nation di J. M. Straczynski e Gary Frank

Midnight Nation cover

Midnight Nation cover dell'edizione originale

Cos’è un magazzino? È il posto in cui stipate le cose che vi servono meno per poi non ritrovarle quando vi servirebbero.
Tipicamente.
In pieno agosto, con una temperatura media da savana selvaggia, mi è tornata inspiegabilmente questa voglia.
Rileggere Midnight Nation.
Rifare il viaggio, vedere New York. L’altra New York, quella abbandonata e persa, dimenticata e terribilmente bella.
Ricordavo dov’erano i fumetti, mi ero gustato la serie quando c’era ancora la testata Witchblade Magazine, che seguivo per le storie e le grazie della fantastica Sara Pezzini. Tra le vicende della Lama Stregata e i massacri del più oscuro tra i killer della mafia, comparivano i dodici numeri di Midnight Nation, ideata da J. M. Straczynski, illustrata da Gary Frank. Se li volete recuperare sciolti sono i numeri 47/53, 56/58 e 62, oppure raccolti nella serie 100% Cult Comics, due volumi del 2006 e 2007.

Il magazzino in questo periodo dell’anno non è un luogo in cui vorreste entrare. Piccolo, torrido, le pareti ricolme di volumi, fumetti, giochi, elettronica dimenticata e altro che pende sopra le vostre teste.
E poi in inglese è meglio, no? Quindi ebay, qualche click 6£ scarse e in una settimana eccolo, Midnight Nation volume unico con le dodici uscite più la storia apparsa su Wizard #1/2.
E sono di nuovo in viaggio.

Midnight Nation è scritto da J. Michael Straczynski, che io conoscono solo attraverso questo fumetto. Lo so, ha fatto Babylon 5, che non sono mai riuscito a guardare, ha prodotto roba per la tv, fumetti, film, di tutto. È amato e odiato dal pubblico e colleghi più addentro in questi mondi lo menzionano spesso. Io niente, conosco solo questo, quindi non ve ne parlo, dell’autore.

Midnight Nation issue cover

Cover originale di uno dei dodici numeri

La storia? Un uomo fa un viaggio alla ricerca della propria anima. MN è questo, un continuo panorama on the road, in un mondo uguale al nostro eppure diverso, dove vivono gli abbandonati, i dimenticati. Se davvero esistesse, questo mondo “in between”, questa dimensione a cui si accede attraverso la perdita dei veri legami con la realtà, probabilmente sarebbe parecchio affollata. Non servirebbero neppure gli uomini incappucciati e demoniaci, “the men”, seguaci di un sinistro e infernale predicatore (“The Other Guy”), uomini dall’anima divorata e persa, che possono muoversi su entrambi i lati e portare dall’altra parte chi vogliono rendere come loro.
Perché questa è la sorte che attende una volta persa l’anima, se non si riesce a recuperarla in un lasso di tempo (sempre troppo breve), si diventa parte di quegli uomini, i walkers.
David, poliziotto che ha incotrato (nella sua realtà) questi demoni ed è stato trascinato oltre, si mette in cammino con Laurel, entità di cui si scoprirà passo dopo passo la vera natura.
Verso dove?
Dove andresti a cercare la tua anima, gli chiede Laurel.
New York, risponde David.
New York, ovviamente.

Il viaggio come analisi delle sfacettature della solitudine umana. Dell’incapacità (o della mancanza di coraggio o di voglia) di raggiungersi gli uni gli altri, spesso crogiolandosi nell’autocommiserazione. Il non arrendersi alla propria condizione renderà David diverso dagli altri. Da quanti prima di lui sono stati accompagnati inutilmente in quel viaggio, solo per vederli trasformati in creature libere da ogni inibizione, da ogni dubbio e solitudine. Creature selvagge, destinate in eterno a sentire il vuoto lasciato dall’anima persa e soffrire per questo, senza poter cambiare il proprio ruolo di schiavi e assassini.
Personaggi sinistri, tristi e ironici si affacceranno sulla strada. L’ex moglie di David, da salvare, Lazzaro, dimenticato e abbandonato come tanti, anche da quel Messia che aveva promesso di tornare a prenderlo.

Midnight Nation inside

Due pagine di Midnight Nation

Midnight Nation regala una storia affascinante con momenti di semplice lucidità, dove le spiegazioni vengono concesse poco alla volta e le immagini, i volti ben caratterizzati, raccontano più del testo nei baloons.
Alcuni assaggi che ricordavo bene a distanza di quasi dieci anni.
Il rapporto con gli oggetti, limitato a tutto ciò che è stato abbandonato e quindi è finito nelle crepe che congiungono i due mondi.
L’incontro con “colui che ha le risposte”, una sorta di Morpheus incazzoso e poco paziente. I gruppi di persone radunate in doline nel terreno, attorno ai loro falò a raccontarsi continuamente le disgrazie che li hanno condotti fin lì, impauriti dal buio che c’è oltre e inconsapevoli che pochi metri più in là c’è un altro gruppo, radunato attorno a un fuoco, che si racconta le proprie disgrazie…
La conclusione della storia, che regala senso al tutto e fa chiudere con soddisfazione il volume.

Da leggere e lasciar decantare.
Da ritrovare e rileggere.
E da non dimenticare, altrimenti si rischia di perderlo per sempre.
Nel luogo che sta tra i luoghi.