World of Warcraft: The Last Earthshock

Una sera di un autunno arrivato a giugno, mentre i tuoni rimbombavano come i passi di un gigante infuriato e la pioggia prendeva a pugni i vetri delle finestre, riuscivo contro ogni speranza a trovare un gruppo per far visita alla Magister Terrace, versione normale. Diritto sotto il mob c’eraDunk, incazzoso e perennemente con la sigaretta accesa, ai danni meleeToropazzo, agli spell Joker e la maga Akìra. Alle cure il sottoscritto.
Ridendo e scherzando, per fortuna visti i wipe che siamo stati capaci di inanellare, si arriva all’ultima trash di mob che assolutamente non sapevo essere così bastarda. Sei nemici da far fuori tutti e comunque, perché se per caso si muore ressano tutti e si ricomincia. Ma nulla possono contro la nostra potenza di fuoco e lasciati a marcire i cadaveri sulle scale procediamo dal boss, taleKael’tas Sunstrider, elfo bastardo che ha tradito tutti, la sua gente e il suo padrone, Illidan, per servire il signore dei demoni Kil’jaeden (quello che ha messo la sua faccia sui [Mark of Kil’jaeden]!).

Questo è davvero un bel combat, per quanto ricordo molto più divertente dei vari boss finali delle istance eroiche fatti fino ad ora, più strutturato se non altro.
Praticamente è un mago bastardo che a 10 secondi dall’inizio dello scontro evoca una fenice ogni minuto. La bestia di fuoco va distrutta subito e portata via dal tank, e quando muore depone un uovo, che va pure distrutto all’istante altrimenti si rischia di trovarsi con due fenici ed è la morte.
Raggiunto il 50% di vita il suddetto mago elfo bastardo casta Gravity Lapse e ci si ritrova tutti a fluttuare allegri in giro per la stanza mentre si subiscono danni Arcane. Non soddisfatto di ciò Kael lancia in giro tre Arcane Orbs che girano per la stanza e vanno assolutamente evitati. Qui tenere vivi tutti per il sottoscritto che ha solo le sue curette dirette e nessuno HoT o cure di gruppo, è parecchiolaborioso. Passati 30 secondi si finisce a terra e ci sono altri 10 secondi prima che questa fase ricominci. L’unica fortuna è che in questo tempo non c’è danno di alcun tipo quindi si riesce a recuperare almeno una parte delle botte subite.

Devo ammettere che dopo diversi try e quando oramai era l’una di notte passata non avrei creduto di riuscire ad andare oltre e finalmente attunarmi all’heroic MA, in un ultimo tentativo disperato, dopo aver atteso tutti i cooldown possibili in modo da avere a disposizione Bloodlust e Fire Elemental per me ed altri cast per mago e lokko, ci siamo ributtati nell’eroica impresa.
Lo portiamo al 10% e in aria la gente inizia a crepare, al 3% siamo rimasti solamente Dunk il tank ed il sottoscritto, quindi senza dps. Il tank mena il menabile, io curo l’incurabile, volando come Superman, all 1% del boss muore il tank e rimango solo io che svolazzo in giro e mi curo a palla tornando al 20% circa di vita. A quel punto quando pensavamo fosse wipe assicurato il bastardo mi fa atterrare e mentre tutti in voice chat gridava ogni genere di cosa, “ammazza il bastardo”, “uccidilooooo” e via dicendo, clicco su ogni cosa nei paraggi, casto Earthshock, Lighting Bolt, accendo il lettore DVD, riprogrammo il televisore e… vedo che non riesco piu a targhettarlo… penso, ok, son morto invece… era morto lui!!!! Unico sopravvissuto al 5% di hp io, l’healer!!!!!
Grida di esultanza, balli sfrenati, gente che piangeva al microfono (più o meno dai…). Per un istance normal e per la maggior parte della gente che l’ha rifatta mille volte in heroic ormai non sarà una sfida da mesi, ma come spesso accade son proprio queste piccole cose che danno senso a questo gioco.
Ed è l’una e mezza di notte, e mentre Dunk esaltato cerca gruppo per una nuova incredibile sfida, si va a dormire soddisfatti ripensando a quell’ultima, critica, fantastica Earthshock…

World of Warcraft: Azeroth Magazine

Succede così, pensi serva un viaggio lunghissimo e basta un passo, credi di non vedere oltre la porta, invece varcata la soglia il mondo cambia completamente. La Cosa sulla Soglia è un curioso essere verdastro, dotato di lunghe orecchie leggermente pelose e lo sguardo malevolo, simile ad un folletto perennemente incazzato. Indossa un completo nero che mal gli si addice e nella mano che tende verso di te c’è l’invito ad unirsi ad un team dal nome che poco ti direbbe, se non che tu già sai dove vuole portarti. E quindi firmi senza porre domande e allunghi la mano verso il portale bluastro che si è nel frattempo formato alle sue spalle. Ed è cosi che dalle nebbiose lande delle cittadine del New England riesci ad arrivare come se nulla fosse nel regno magico e perennemente in guerra di Azeroth.

Accade che in quel passaggio che hai fatto tempo fa non avresti scommesso una moneta bucata su chi avresti conosciuto e su quanto quei rapporti sarebbero durati e invece, nella marea di nomi illeggibili e mucchi di pixel usati come scudi e maschere, stringi alleanze più durature dei gruppi da istance, più forti dei raid da 40. Capita così, come è naturale che succeda, che qualcuno fuoriesca dal suo cespuglio di pixel colorati e ti stringa la mano, inaspettatamente.

E così, a quasi due anni da quando l’avventura è iniziata, eccoci qua ancora a giocare e sparare frecce/shadowbolt/cure veloci/soprattutto cazzate e a due settimane dall’inizio del Torneo di Arene di World of Warcraft, nasce un nuovo numero, completamente inatteso, della Gazzetta di Greyhill!!!

Per una volta però sono felice di essere protagonista delle vicende narrate e mero spettatore della sua creazione. Il prodotto editoriale di notevole spessore (ma ha imparato tutto da me il giovine…) è una creazione di Dhoulmagus, dps di vecchia data, nemesi degli gnomi di Alterac Valley, terrore delle galline di Shattrath, impalatore supremo delle Blood Elfette di Silvermoon City, il cui nome è pronunciato con timore dagli ally di mezzo server (l’altra metà son quelli che l’hanno piallato nei battleground pomeridiani). E le sorprese non finiscono qua, c’è la collezione di figurine delle nostre imprese di guerra, un concorso con un premio finale che definirei esagerato ed un prossimo numero già in preparazione con in allegato si vocifera il reggiseno di Sylvanas Windrunner che il prodeSelvetarm (non nuovo ad imprese del genere) le ha sottratto con l’inganno la scorsa notte.

Per chi è giunto fino a questo punto e non ha timore di inoltrarsi nelle vicende mitologiche che circondano il team arena più lamero di Azeroth c’è un file PDF scaricabile liberamente, buona lettura!!!