In vacanza a Landover (passando per MondoNove)

Il post finale pre vacanze è pronto, se ne uscirà dalla tana sabato. Poi si va, destinazione Les Deux Alpes, un bel viaggio in macchina per staccare da tutto. Alex giorni fa chiedeva chi si porta un ebook reader in tasca e così pensavo di raccontarvi della mia, di tasca.

Che è bella larga e ci stanno un libro e il Kindle, carta e ebook, alla faccia dei soliti che – lo sappiamo – il digitale ucciderà l’analogico. L’idea è di avere a portata di mano, sempre, entrambi i modi di raccontare le storie. Perché a dirla tutta io della carta non riuscirò mai a fare a meno. Non è una scelta o un’idea, ma una cosa di quelle che sai e basta. Impagino e leggo “storie digitali” e continuerò sempre a farlo. Ma in borsa il libro vero, quello di carta, è un compagno insostituibile. Così come il fumetto acquistato in stazione, se viaggio in treno, o in autogrill, quando tocca all’auto. Un numero qualsiasi di un comics, che siano i super eroi Marvel o DC, o qualche numero delle collane italiane classiche come quelle del buon Bonelli, un Tex magari o qualcosa di più nuovo. Mi piace avere storie in tasca, in tutte le forme possibili.

Magic Kingdom of Landover

Magic Kingdom of Landover

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Cardanica di Dario Tonani

Il Guardiasabbia sollevò appena il cappello e si passò le dita sul cranio lucido. I lunghi tergicristalli neri spazzolavano adagio il vetrogel della plancia alimentandolo con un composto di alcali e sali minerali. Il primo giorno del quarto mese di viaggio era un mercoledì nuvoloso, che prometteva pioggia entro sera. Avevano avuto grane la notte precedente e quella prima ancora: piccoli inconvenienti in manovra, dovuti a improvvisi cali di regime dei motori, abbastanza rognosi, però, da far scattare gli allarmi e innervosire l’equipaggio.
Da oltre sei settimane non vedevano altro che dune e terra arsa dal sole: una sterminata monotonia di gialli, interrotta soltanto dal rotolare indolente dei grossi cespugli a palla, entro i quali – protetti da una cellula ricavata tra le spine – viaggiavano qualche volta gli Ghmor, i nomadi del vento che abitavano le aree subtropicali di MondoNove.

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