Strange things about Stranger Things

A tre mesi abbondanti dall’ultima recensione, la visione di Stranger Things, nuova serie targata Netflix, è riuscita a spingermi a rimetter mano alla tastiera, per qualcosa che non sia programmare l’engine del roguelike o giochicchiare a Limbo. Siamo a meno di 24 ore dalla visione dell’ultimo episodio della prima stagione, resa disponibile appena tre giorni fa, e so che se non ne scrivo potrei avere ancora difficoltà a dormire. Troppo l’entusiasmo, le emozioni che vorrei raccontare, così come i rimandi e le citazioni delle quali mi piacerebbe discutere. Non riuscirei a farlo al bar, quindi tocca al blog ospitare questo soliloquio. Per le recensioni vere, di chi ne sa, aspettiamo al varco Lucia; io vi servo al solito un minestrone emozionale nel quale, se volete, potete sguazzare fino al suo arrivo.

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Mike Schley e la cartografia di Sortilegio

Dopo alcuni simpatici post promozionali in attesa dell’incombente fiera di Modena, torniamo a parlare delle terre selvagge che separano Cantopani da Mampang, quell’angolo del pianeta Titan dove moltissimi lettori, giovani degli anni ’80, hanno passato ore e ore a risolvere enigmi, lanciare incantesimi di tre lettere fingendo di aver imparato l’intero libro di magia di Kakhabad a memoria, combattere contro creature fantastiche come uomini mantide, gatti di Snatta, manticore, mangiatori di melma e serpenti elementali.

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Beyond this point be dragons

Ultimamente mi capita di saltare tra i libri più strani e diversi. Negli ultimi mesi sono passato da un trattato sul bon ton moderno all’ironica fiaba The Princess Bride, da volumi su buddhismo e Zen a regolamenti di giochi di ruolo (con qualche ripasso di un bel boardgame “artistico” da giocare in solitaria come How to Host a Dungeon).

Tutto questo poteva bastare?
Certamente no.
Così una sera di maggio mi arriva la mail di un amico, esperto collezionista – lo stesso che un paio di anni fa è riuscito a procurarmi il primo raro numero di The Unspeakable Oath – dove mi chiede di vedere sul Kindle Store un titolo gratuito pubblicato da pochissimo, per sapere se posso scaricarlo da Amazon e convertirlo in PDF (per la cronaca, non ho convertito il testo, ma ho tentato di convertire l’amico al mondo degli eBook).

hawk and mooreHawk & Moor. The Golden Age of Fantasy Role-Playing. Book Two – The Dungeons Deep
Kent David “Darkseraphim” Kelly
Maggio 2014

Incuriosito, ho sfogliato il libro, un discreto malloppo (200 pagine), nel quale si narra la storia di una parte fondamentale del mio background – diciamolo, a costo di far scappare qualcuno – culturale: Dungeons & Dragons (da qua in poi solo D&D).

DUECENTO pagine per una cosa del genere?
Ebbene sì, sono duecento (e spicciole), ed è solo il secondo volume di una serie!
La passione fa fare cose strane, come ricostruire stagione dopo stagione, anno dopo anno, la nascita di quello che è a conti fatti IL Gioco di Ruolo, quello che ha diffuso (con pregi e difetti, ma questa è inutile ovvietà) un modo di giocare, lo ha codificato e reso fenomeno sociale.

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The Tomb of Horrors

Heh, heh, oh, man, Sphere of Annihilation in the statue’s mouth.
That never got old.

Gary Gygax — The Order of the Stick #536

A short post about syncronicity. Two months ago, a friend of mine posted on his facebook wall a nice map of one of the most known and hated Dungeons & Dragons modules, designed by Gary Gygax himself, The tomb of Horrors. He – my friend, not (the ghost of) Gygax – tagged me, assuming that I knew what it was that map (*).

Map of the Tomb of Horrors

In fact, I’m a Call of Cthulhu/Lovecraft frantic collector. I’ve also played D&D for many years (and I’ve spent some money on dozen of manuals, gazetteers and adventure modules) and I’ve often heard people talking about of this one, but I don’t own a copy. ToH was written by Gygax for the Origins 1 convention in 1975. It has been printed in 1978, adapting rules to AD&D, reprinted twenty years later in Return to the Tomb of Horrors and finally re-adapted byWotC in 2010.

And what about sincronicity?
Well, we’re almost there.
In the meantime I’ve started reading a novel, a gift from a colleague blogger, driver of the Minuetto Express. The book is Ready Player One by Ernest Clime.

And… I’m sorry, I can’t spoil the story. So if you plan to read the book or you have not yet reached chapter 0006, stop here.

Chapter 0006 is where the second part of the Anorak’s riddle is waiting for the “gunter”:

The copper keys awaits explorers
In a tomb filled with horrors

Possessed by the flame of desire (words like tomb and horrors always light it), I’ve unleashed my personal hellhound “adventure hunter”, a friend very skilled in web-digging, ebay-discovering, trained by years of forbidden research in forum where collectors dwell in darkness (he told me so…).

I’ve not yet found a copy of Tomb of Horrors that meets my needs, but I discover that a 3.5 version is freely downloadable Printed it, I’m studing the adventure, while still reading Cline’s book, which is a very good reading if you’re a game enthusiast. So, after accomplished the one with the Munchkin, it’s time to start a new quest line: assemble a RPG party to enter Tomb of Horrors (and survive it).

* about the map’s author (source: WotC) Jason Thompson is the creator of the graphic novel series King of RPGs with artist Victor Hao. He also writes about manga for Anime News Network and Otaku USA magazine, and draws comics based on H.P. Lovecraft stories. And we are again about syncronicity…