LGC 3.1.0 – Esportazione in RTF e auto upgrade

LGC - Libro Game CreatorHo aspettato qualche giorno per pubblicare anche qua l’annuncio, nonostante la pagina ufficiale già ospitasse il download aggiornato. Ma Libro Game Creator 3.1, senza alfa e senza beta, è disponibile – come sempre gratuitamente o, meglio, donationware – al download.
In queste frenetiche settimane ci sono stati numerosi test, sono arrivati i primi feedback degli utenti e sono riuscito a implementare quelle che ritengo essere le feature fondamentali per l’editor (descritte sotto). E’ giunta anche la conferma del funzionamento su tutti i principali sistemi operativi: Windows (7/8 e XP), Linux e Mac, traguardo che con LGC2 era impensabile raggiungere. Proprio per questo LGC2 ormai ha i giorni contati.
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Blooper di Davide Mana (ebook)

Fiction was invented the day Jonah arrived home and told his wife that he was three days late because he had been swallowed by a whale…”
Gabriel Garcí­a Márquez

Ultimamente visto il carico di progetti pendenti il tempo per leggere si è ahimé ridotto drasticamente, le solite dannate 24 ore che non bastano mai. Sto cercando quindi di sfruttare tutti gli interstizi spazio temporali disponibili, dedicandomi alla pila (virtuale) di ebook che attendono sul tavolo tablet.
Quest’estate mi son gustato due testi “marittimi” di Davide Mana, entrambi rivelatisi ottime letture che meritano un post, per consigliarle a chi ancora non le conoscesse. Si tratta di Palmyra l’atollo maledetto e Blooper. Oggi parleremo di quest’ultimo.

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Cosa fare col Kindle Fire HDX

Recupero un post iniziato in luglio, che non avevo più trovato il tempo di concludere. Abbiamo già parlato del Kindle Fire HDX (per scoprire come installare app dal Google Play Store e sfruttando questa feature installare e giocare a Baldur’s Gate sul Kindle) ma dopo qualche mese di intenso utilizzo mi piaceva fare un sunto delle sensazioni a riguardo.
Breve nota polemica: da sviluppatore/smanettone/nerd o quel che volete, quando ho un aggeggio tecnologico mi piace scoprire cosa può fare, sfruttarlo oltre agli usi “standard” per i quali viene venduto. Android come sistema operativo si presta bene agli smanettamenti, prova ne è che su un Samsung Galaxy si possono fare molte più cose. Okay, cose a cui voi neanche pensereste, come usare un cavo OTG per collegare al tablet un mouse o un hard disk USB con i vostri film preferiti. Sul KF niente da fare, la porta USB non è alimentata e solo alcune di queste possibilità si aprono eseguendo il cosiddetto rooting del dispositivo, procedimento che non è esente al 100% dal rischio di bloccare (briccare, per usare la terminologia corretta) il Kindle (oltre a invalidare possibili garanzie) per cui non ci penso nemmeno.

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La galaverna di Samuel Marolla

La galaverna

La galaverna

Milano, giorni nostri. Uno spregiudicato manager scopre che nei parcheggi sotterranei dell’avveniristico grattacielo della sua multinazionale, edificato nel centro della città su rovine millenarie, una forza antica e malefica si è risvegliata da un lungo sonno. Un uomo convive fin dall’infanzia con la facoltà (o la maledizione) di poter scorgere, lui solo, invisibili e pericolose geometrie metropolitane. Due protagonisti indiscussi della movida milanese alle prese con i segreti oscuri della luccicante vita notturna. Tre racconti del terrore di Samuel Marolla, un viaggio nei recessi oscuri di una Milano tecnologica, multietnica e moderna, ma ancora dominata da malvagi poteri millenari.

Ebook disponibile sul Kindle Store.

Ero alla ricerca di un recente lavoro di Samuel Marolla, un weird west (che poi ho acquistato e sto leggendo in questi giorni), quando ho scoperto quanti titoli dell’autore milanese che mi erano sfuggiti, autopubblicati su Amazon e passati un po’ in sordina, penalizzati ahimè da una micidiale assenza di marketing.

Di Samuel ho già parlato, ai tempi del suo Colosso addormentato, l’introvabile Malarazza uscito per Mondadori, e della raccolta Racconti Crudeli. L’ho intervistato, perfino, ben 4 anni fa, per l’immarcescibile sito La Tela Nera. Una conoscenza di vecchia data, costellata da altri titoli ancora (penso a La mezzanotte del secolo, La Janara, l’inglese Black Tea and other tales), un curriculum di tutto rispetto, una qualità che sembra non mostrare cedimenti. Samuel rimane l’autore di store horror che più riesce a impressionarmi, senza ricorrere a trucchi o a splatter narrativo di alcun genere, ma tessendo una tela di angosce metropolitane, sulla quale si muovono creature che appartengono ai nostri incubi più primordiali.

La galaverna l’ho trovato quindi così, per caso, e la sinossi, perfetta, mi ha “costretto all’acquisto”. L’ebook consta di tre racconti, ancora una volta ambientati nella Milano oscura che già è stata protagonista indiscussa delle azioni della malarazza, questa forza maligna quanto da sempre parte dell’uomo, una sorta di cancro che sembra aver trovato nelle metropoli moderne il luogo ideale dove proliferare. Impressione questa che mi ha fatto amare particolarmente queste storie, a partire dalla sinossi, per quel riecheggiare il noto Nostra signora delle tenebre di Leiber.

Quel che sembra accomunare queste incursioni nell’orrore che si nasconde tra le case di una gelida Milano è (ancor più marcato che in altri suoi lavori) l’assottigliarsi dell’elemento sovrannaturale, sempre più vicino invece a una deviazione malata della umana natura. Droga, sesso, violenza, tutto si acquista e vende, si consuma e si dimentica, nelle vite bruciate dei protagonisti. Solo nel terzo racconto l’incursione finale dell’orrore è legata a un più comune elemento fantastico e secondo me ci perde di potenza, rispetto a quanto Samuel aveva preparato fino a quel momento, descrivendo il sottobosco tossico e mefitico della “movida”.

Potente quanto silenzioso il secondo racconto, col suo giovane protagonista capace di “aprire gli angoli”, in una reminiscenza vaga di certe geometrie non euclidee nelle soffitte di Arkham. Anche a distanza di migliaia di chilometri accedere a questi varchi, reali o mentali che siano (c’è veramente differenza?) non regala niente di buono.

Tecnicamente forse è il primo il racconto che scricchiola un po’, con un inizio aggressivo ma incontrollato, che però trova ritmo e consistenza dopo poche pagine. Ottimo l’uso del dialogo, che Samuel padroneggia alla grande, mi si perdoni il tecnicismo, uno dei punti forti nella sua costruzione dei personaggi.

Vi lascio con un passaggio del terzo racconto, che pur non avendo praticamente relazione con la storia, non sono riuscito a staccarmi di dosso, quel “muso”.

In sottofondo sentivano Giulia parlare con la sua amica e fuori le file di auto che andavano nelle discoteche, nei locali aperti fino all’alba, nell’aria un’elettricità invisibile che si trasmetteva da persona a persona, da macchina a macchina, come un virus subsonico che strusciava il muso sui vetri a specchio dei grattacieli.

Fun with Cthulhu. Playing With Lovecraft And The Old Ones

I finally found a moment to write a post on my old ebook, published last year. The last few days have been dedicated to improve the ebook’s page. An attempt to do some marketing, to get in touch with new interested readers.

Playing with Lovecraft, the title speaks for itself, is born from the passion for the weird, horrific, fantastic universe created by Howard Phillips Lovecraft.
An author, immortal like few others, with a never ending interest around its imaginative works. Movies, games, narrative, gadgets, Cthulhu is everywhere!
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Beyond this point be dragons

Ultimamente mi capita di saltare tra i libri più strani e diversi. Negli ultimi mesi sono passato da un trattato sul bon ton moderno all’ironica fiaba The Princess Bride, da volumi su buddhismo e Zen a regolamenti di giochi di ruolo (con qualche ripasso di un bel boardgame “artistico” da giocare in solitaria come How to Host a Dungeon).

Tutto questo poteva bastare?
Certamente no.
Così una sera di maggio mi arriva la mail di un amico, esperto collezionista – lo stesso che un paio di anni fa è riuscito a procurarmi il primo raro numero di The Unspeakable Oath – dove mi chiede di vedere sul Kindle Store un titolo gratuito pubblicato da pochissimo, per sapere se posso scaricarlo da Amazon e convertirlo in PDF (per la cronaca, non ho convertito il testo, ma ho tentato di convertire l’amico al mondo degli eBook).

hawk and mooreHawk & Moor. The Golden Age of Fantasy Role-Playing. Book Two – The Dungeons Deep
Kent David “Darkseraphim” Kelly
Maggio 2014

Incuriosito, ho sfogliato il libro, un discreto malloppo (200 pagine), nel quale si narra la storia di una parte fondamentale del mio background – diciamolo, a costo di far scappare qualcuno – culturale: Dungeons & Dragons (da qua in poi solo D&D).

DUECENTO pagine per una cosa del genere?
Ebbene sì, sono duecento (e spicciole), ed è solo il secondo volume di una serie!
La passione fa fare cose strane, come ricostruire stagione dopo stagione, anno dopo anno, la nascita di quello che è a conti fatti IL Gioco di Ruolo, quello che ha diffuso (con pregi e difetti, ma questa è inutile ovvietà) un modo di giocare, lo ha codificato e reso fenomeno sociale.

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Scegliere il prossimo libro/ebook (2)

Secondo post della “rubrica” sulla scelta delle letture da affrontare. Post che nasce così, dall’ultima volta ne son passati diversi di testi, ma ogni tanto la scelta si fa più ardua o più interessante. Chissà come faranno quelli che vanno in libreria, guardano gli scaffali, comprano e leggono. Io che lavoro “ad accumulo”, vittima di influenze di ogni tipo, ormai al 99% derivanti da blog e siti che seguo, ho sempre il mucchio che mi aspetta, arrivato a quota 80 titoli. E ogni volta che mi sembra di riuscire a ridurlo di dimensioni capita qualche articolo interessante, una recensione, un suggerimento inaspettato e niente da fare, compro.
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Ogni 44 giorni (ex 8.23 volte l’anno) di Stefano Castelvetri

ogni 44 giorni stefano castelvetriDopo cinema e pittura torniamo alle storie scritte con una rapida rece/segnalazione. 8.23 volte l’anno di Stefano Castelvetri è una di quelle scoperte che il mondo del self publishing ogni tanto offre. In questo caso parliamo di un romanzo breve, scoperto mi pare in seguito a una segnalazione in qualche gruppo su FB. Libro, pardon eBook, scelto per la copertina ironica, in un periodo in cui cercavo qualcosa del genere da sfogliare nei tempi morti.

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Vivere è combattere. Aforismi marziali e spirituali di Bruce Lee

Aforismi Bruce LeeVenerdì, a poche ore dalla fine di una settimana di quelle capaci di piallarti come un asse di rovere. A pochi minuti dal partire per l’ufficio, con la promessa radiofonica di una domenica di sole. Che ci vuole, e ci si crede. E con la tazzona enorme di tisana (eh lo so, lo so, la caffeina, altrimenti non ci si sveglia… per fortuna qua non è mai servita) la voglia di buttare giù due righe su un ebook letto qualche mese fa ma che rimane in alto sul Kindle, tra quelli che torno a spulciare ogni tanto. Qualcosa di breve, più una segnalazione di un testo che finalmente qualcosa ci azzecca col titolo del blog. No, non si tratta di un testo sullo sciamanesimo ma sì, ha qualcosa a che fare con il compito principale di uno sciamano (che No, non è farsi di peyote e cantare dalla mattina alla sera).

Si tratta di aforismi di Bruce Lee, diciamolo subito così ci togliamo la pena di tornarci dopo, impossibile sapere se sono le sue esatte parole e da dove sono state tratte, unica pecca del testo. Un insieme di frasi che, nella maggior parte dei casi, è pronta per il copia incolla sui social network magari con qualche foto di gente che sta facendo un arte marziale X (quanti distinguono uno stile di kung fu dal jeet kune do dal tai chi da altro? pochi, nessuno di quelli che condivide queste frasi, in genere).

Aforismi di Bruce Lee

Appunto 🙂

Fatto è che queste frasi contengono concetti tanto più interessanti quanto più lontani sono dalla nostra capacità di coglierne il senso. Chiunque sia l’autore, se mai Bruce Lee abbia detto o scritto queste esatte parole, qua non è il posto in cui se ne discuterà. Non mi interessa, semplicemente. Mi piace l’idea che sia stato Bruce, come uno dei miei maestri. Che effettivamente questi concetti li ripetono spesso.

Aforisma Bruce Lee

Su questo ci si passa la vita

Da appassionato di arti marziali il valore di queste frasi è duplice, è un esercizio di ripetizione (l’unico per capire davvero qualcosa, perdendo di vista la nozione stessa) e di scoperta. Non c’è da imparare, nulla che possa essere memorizzato perché serva a uno scopo, citandolo (che è qui a bella posta) “non è importante conoscere, ma sapere“. Chiaro no? 🙂

Questo ebook curato da Jacques Béziers (giornalista ed esperto di tradizioni orientali) è sicuramente un testo da sfogliare, avere sempre con sé, rileggere fermi e in movimento. Il titolo è corretto e sbagliato allo stesso tempo, potrebbe far pensare che si tratti di un testo dedicato al (solo) combattimento fisico mentre i concetti espressi si applicano alle situazioni della vita comune (come avviene per un altro testo pluricitato, L’arte della guerra di Sun Tzu). Se immagino un “utilizzo” di un testo del genere non c’è studio né lettura, ma la meditazione (ci vorrebbero ore e persone più competenti per spiegare con chiarezza il vero senso di questi concetti, nel caso c’è tanto su internet, ma abbiamo qui Bruce che spiega che “la meditazione non è un processo di concentrazione, la concentrazione è esclusione“).

Le quattro sezioni in cui è diviso l’ebook sono ben strutturate, ognuna raggruppa frasi accomunate da un concetto di base che viene spiegato in qualche facciata dall’autore. Ve ne riporto alcune tra quelle che preferisco.

Si parte dall’abbattimento dell’Io, il primo e unico avversario per lottare col quale ci si allena costantemente (assieme e contro, studiandosi, sfidandosi, cambiando e tornando a sé stessi).

Devi trasformarti in un fantoccio di legno. Esso non ha ego, non pensa, non afferra e non stringe niente. Lascia che tronco e arti si muovano secondo leggi proprie.

 

Si prosegue con l’arte del combattimento, del confronto. Altri suggerimenti che valgono dalla rissa in bar (dove lo sappiamo la prima e migliore regola è andarsene senza farsi o fare male) alla discussione con gli amici.

È necessario raggiungere l’armonia con l’avversario non attraverso la forza che provoca conflitti e reazioni bensì arrendendosi alla forza dell’avversario.

Il terzo capitolo è dedicato all’acqua, alla fluidità e armonia.

Ogni giorno pensa a sottrarre qualcosa, non ad aggiungere: sbarazzati di quello che non è essenziale.

Si finisce con un capitolo dedicato a un altro elemento: il vento.

Non pensare: senti.

In conclusione, vale i 2€ che costa. Tutti. A meno di non volersi cercare le frasi sul web per scriversele e averle sempre con sé, cosa fattibilissima eh, questo è un ottimo inizio per conoscere parte di un certo approccio alla vita. Non è, come dicevo, un libro da leggere, né da studiare, e forse è questo è il vero valore di ciò che contiene.