Punk Acquatico Digitale

hydro punk fish

Tempi corti questi, di quelli che cerchi di respirare una volta all’ora e andare al bagno una alla settimana, per accumulare tempo libero. Ma nonostante pare faccia cool lamentarsi, è pratica fastidiosa e soprattutto inutile, quindi preferisco vedere che, in apnea e col cellulare sulle ginocchia (no, non sono in bagno, tranquilli), riesco ancora a tenere vivo il blog. E proseguire con AdventureScape, progetto segreto nel quale ho coinvolto anche un amico nonché autore e del quale parlerò spero entro primavera, fare un po’ di marketing per la mia raccolta di racconti horror che qualche copia la sta vendendo, recensire qualcuna delle ultime letture, impaginare eBook,…

Compito assegnato al post-segnalazione di oggi è proprio quello di presentare un eBook realizzato (da eBookAndBook) per Giovanni Grotto, il conducente del Minuetto Express.

Queste erano le premesse del concorso Hydropunk: Nell’universo di HydroPunk le vecchie leggende che parlano di sirene, piovre giganti, città sommerse e mostri marini non sono del tutto infondate… anzi. Mentre gli uomini sono impegnati a combattersi tra di loro, intere civiltà nascono, prosperano e si annientano a vicenda nelle sterminate profondità degli abissi… ma è solo questione di tempo prima che i due mondi, la superficie e le acque, entrino in contatto. La domanda è… sarà un incontro o uno scontro?
Come se non bastasse una simile rivelazione, gli umani devono anche fronteggiare improvvisi cambiamenti climatici, lo scioglimento delle calotte polari, la comparsa di nuove isole e un continuo aumento del livello dei mari… Intere città costiere vengono sommerse, e certi contatti con creature marine diventano un pò troppo ravvicinati. Fortunatamente, siamo una razza piena di risorse: le nostre avveniristiche tecnologie ci consentono di costruire città galleggianti, metropoli sottomarine, fortezze volanti, e grazie a qualche marchingegno “preso in prestito” dagli abitanti del mare abbiamo a disposizione nuove fonti di energia.

Hydropunk eBook gratuito

L’eBook, che raccoglie i migliori racconti inviati al concorso, è GRATUITO.
Inoltre, se il tema vi affascina, fate un giro sul sito, che contiene moltissimo materiale interessante.

I racconti di Hydropunk:

Mareah & Juliette, di Alessandro Forlani;
Tempi Interessanti, di Davide Mana;
Gli Acquanauti degli Oceani Boreali, di Mauro Longo;
Moby Dick Project, di Enzo Milano;
Sotto Pressione, di Gabriele Falciani;
L’Arcipelago di Ulisse, di Ariano Geta;
Nuovo Mondo, di Stefano Trevisan;
Caccia Grossa, di Massimo Mazzoni;
Gli Occhi del Mostro, di Moreno Pavanello;
Fuochi Fatui, di Francesca Rossi;
Imperius Rex, di Marco Montozzi;
Contro Natura, di Stefano Busato Danesi;
Scogliere, di Alessio Brugnoli;
La Caccia dell’Albatross, di Marcello Nicolini

L’eBook Hydropunk si scarica qua.

Torni a teatro e… BLAM!

Succede così, all’improvviso. E dopo anni, più di quanti riesca a ricordare, si torna a teatro. Niente prosa, ancora, almeno non nel senso classico del termine, ma qualcosa di esplosivo che mi ha spinto a volerne scrivere. Anche perché so bene che sia chi gira da queste parti per caso che molti dei lettori “fissi”, apprezzerebbero in particolar modo questo spettacolo.

Blam! Trieste

La “trama” di Blam! è presto detta: tre impiegati annoiati vivono in un ufficio grigio la consueta routine, controllati da un capo invadente e odioso. Questo non impedisce però ai tre di reinterpretare la realtà, trasformandola in puro divertimento, dando sfogo a quello che è – e sempre dovrebbe essere – il vero potere dell’immaginazione. Gli oggetti d’ufficio si trasformano, raccoglitori, spillatrici e carta divengono armi dei più classici film d’azione o di fantascienza (Hulk, X-Men, Robocop, Terminator,…). Finché lo stesso ufficio muta, quando anche il capo si rivela essere un “blammer” convinto e aggressivo, divenendo un’arena per le loro fantasie.

Non una storia ma tantissimo uso del corpo. Uno spettacolo di un’ora e venti circa, totalmente muto. Il riproporre una situazione (che chiunque abbia lavorato in ufficio ben conosce) con i suoi momenti di noia, i capi autoritari, e quegli sprazzi di tempo in cui la mente riesce a portare, anche solo per un attimo, altrove.

Blam!, della compagnia danese Neander Teater, conta sulla perfetta interpretazione di Kristjan Ingimarsson (anche regista e scenografo), Lars Gregersen, Didier Oberle, Joen HøJerslev. L’uso del corpo, totale, li rende un incrocio tra stunt men e praticanti di parkour, mano a mano che le acrobazie tra i tavoli d’ufficio si fanno più complesse e rapide (con un salto con avvitamento di – mi pare – lo stesso Ingimarsson, che mi ha fatto cadere la mandibola fin alla moquette del teatro).

Per me, digiuno totalmente di tempi teatrali e costruzioni di scena, che nonostante la scarsissima frequentazione adoro il modo in cui il palco è isolamento e coinvolgimento, riproduzione a pochi metri dal mio naso di realtà che si espandono fin quasi a sfiorarmi e si contraggono al ritmo di una semplice luce di scena, è stata un’esperienza immersiva e divertente.

Dell’intero spettacolo, breve e intenso, impossibile non ricordare la già menzionata abilità fisica dei quattro attori, che riesce a trasmettere molto bene il carattere dei personaggi, rendendo superfluo qualsiasi testo parlato. E in particolare alcune parti sono davvero spettacolari, quella “alla Jackie Chan”, con perfetti incontri/scontri di arti marziali, e il primo comparire di Iron Man, “simulato” dalle capacità mimiche di Ingimarsson, con due soli box di cartone fissati alle mani.

E se il fisico è sfruttato al massimo, lo spettacolo non funzionerebbe così bene senza l’eccellente impianto di luci e suoni. L’illuminazione modifica gli ambienti, apre porte sull’immaginazione dei personaggi, crea nuove fantastiche ambientazioni, dalla piccola sala per il poker fino alla giungla più cupa e pericolosa. Se le musiche ambientali contribuiscono a questa ristrutturazione sensoriale della scenografia, i singoli effetti sonori trasformano mani e oggetti da ufficio in armi letali e apparecchiature fantascientifiche.

Una menzione la merita proprio la scena della partita a carte. Lì l’abilità nel ruotare tavolo e giocatori, nello spostare quindi il soggetto dinanzi a un occhio/telecamera fisso, rende perfettamente l’idea della visuale cinematografica. Una visuale che inizialmente ruota fino a chiudere con una “ripresa” finale dall’alto, regalando una dimensione in più allo spettatore. Effetto questo, replicato e amplificato ancora nel finale “supereroistico” (dove alcune sequenze al rallentatore sono davvero azzeccatissime).

Vi lascio con il trailer di Blam! che avrete capito consiglio vivamente, soprattutto se siete ancora capaci di dare vera importanza all’immaginazione, e alla sua capacità di creare mondi nuovi e alternativi, in quel gioco della mente che si faceva “da bambini” e si va a perdere sempre prima (perché inutile, non remunerativo, poco serio e quanto altro sappiamo definire il comune approccio alla fantasia, ben peggiore dei grigi uffici in cui si lavora talvolta).

Felice asciugamano a tutti

Questo messaggio di speranza viene trasmesso a blog unificati.
Avete un’ultima risorsa per lasciare questa palla di fango e viaggiare davvero.
Pollice alzato e asciugamano pronto.
Che si fotta il resto di questo mondo e via, oltre la galassia lontana lontana e oltre ancora, dove non riusciranno a trovarci.
Io, nel caso, sono pronto.
Ovviamente il gatto viene con me e ha il suo. Di asciugamano.

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Nativity: parte la seconda stagione di Due minuti a mezzanotte

Nativity banner

Nativity banner

Come si fa a non esser pieni d’entusiasmo quando nasce un nuovo progetto? Non si può, nemmeno se sei reduce da quattro giorni con la febbre che c’è voluto un termometro nuovo per misurarla tutta. E tra i brividi dell’influenza ecco quello per la prima X sul calendario del 2013, prima scadenza ufficiale, l’avvento della second season di Due minuti a mezzanotte (2MM per gli amici), il progetto di Alessandro Girola, il serial tv narrativo dedicato ai super eroi, robe che Misfits ci copieranno le trame di sicuro.
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La città e la città di China Miéville

La-citt+á-e-la-citt+á-di-China-Mi+®villeNon pensavo di scrivere una recensione del romanzo di China Miéville, La città e la città. Ma per qualche ragione in questi ultimi giorni la spinta a questi esercizi mi è tornata prepotente, e mi sono ritrovato per le mani il volume da poco concluso. E l’ho sfogliato. E ho deciso che no, non lo avrei recensito, ma qualche frase su quel che mi è rimasto, giusto un’opinione l’avrei data. Ma mica una recensione eh…

Fascette che lo avvolgono quando riposa in libreria e commenti di altri blogger lo definiscono un incrocio tra Kafka, Chandler, Dick. Io parto svantaggiato, non essendo particolarmente esperto di fantascienza, non avendo mai letto Chandler, sopportando con difficoltà Dick e ricordando poco delle mie letture kafkiane.
Per cui vi dirò che a me questo libro ha ricordato George Orwell. Poi vi spiego perché.
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Due minuti a mezzanotte, stagione seconda – Nativity

Nativity

Stavo preparando giorni fa l’articolo con cui iniziare l’anno, e doveva essere qualcosa sui libri letti, progetti aperti, il solito insomma. Poi ho scoperto che per qualche oscuro motivo il blog è isolato dal mondo, da dentro verso fuori non ci si collega, quindi il sistema antispam (il buon Akismet) non funziona e vengo sommerso da un centinaio di messaggi al giorno che devo gestire a mano. Periodo perfetto con il personale dell’hosting che non risponde, ho per ora impostato i commenti in modo che si debba registrarsi al sito. Mi spiace per l’ulteriore casino ma dubito che quei 4/5 che passano di qua avranno difficoltà a farlo.

Comunque, come dice il titolo non di spam si parla oggi, ma della nuova stagione della round robin Due minuti a mezzanotte, tema tra i pochi che ho trattato negli ultimi mesi del 2012, per la quale ho curato l’eBook incrementale, chiuso con la fine (?) della storia a inizio dicembre e disponibile al download gratuito (per chi volesse mettersi in pari con quanto successo l’anno scorso ad Admiral City).
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This is the end (?)

Due minuti a mezzanotte in eBook gratis

Due minuti a mezzanotte, LA saga super eroistica del 2012

Come direbbe l’amico Germano, press play and listen.
Poi andiamo ché è tardi.

La fine è arrivata, inevitabile come le fottutissime tasse, anche ad Admiral City la Fine con la F maiuscola si è abbattuta diramandosi per un mondo intero. Dopo trentatré capitoli e (quasi) altrettanti autori, defezioni e recuperi, inserimenti in corsa e brain storming da nottata alcolica, la Mezzanotte è arrivata, probabilmente in modo molto ma molto diverso da quanto si aspettava Colui Il Quale ha iniziato il Tutto, Alessandro Girola.
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Davy Levy e i concept art del film Prometheus

Uscito finalmente anche nelle sale italiane, possiamo ancora parlare di Prometheus, recensito in anteprima per voi qualche mese fa. Degli alieni di Prometheus abbiamo già parlato ai tempi dell’articolo su Ivan Manzella, nella rubrica The Art Of.

Oggi tocca invece a David Levy, omonimo dell’astronomo canadese co-scopritore della cometa Shoemaker-Levy 9 che cadde su Giove (interessante omonimia spaziale, non credete?). Il “nostro” David è invece un concept artist che ha studiato design industriale e architettura in Francia e Olanda. In California, a Los Angeles, lavora invece da anni nel campo dei videogiochi con collaborazioni a titoli quali Prince of Persia 3 e Assassin’s Creed e nel mondo del cinema, dove ha dato corpo a creature e scenografie per Tron Legacy, The Thing, Prometheus ed Ender’s Game (in uscita nel 2013).

Dal 2006 David Levy è a capo del suo studio personale, Steambot Studios, col quale ha ulteriormente ampliato la sua influenza artistica, lavorando anche su comics e art books e producendo un cortometraggio, Plug, in uscita nel 2012 del quale vi condivido qui sotto il secondo teaser.
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Mega Shark vs Giant Octopus

Potevo prima o poi non ripescare (ehehe che spiritoso) la recensione di Mega Shark vs Giant Octopus, uno dei post più letti sul vecchio blog?

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Un classico, ormai…

Una causa non chiarissima (qualche tipo di esperimento militare che non si deve fare ma i militari che sono cattivi li fanno lo stesso) fa scongelare un calamaro dall’occhio subdolo e uno squalo volante, vivi abbracciati vicini vicini, rimasti dalla preistoria imprigionati nei ghiacci artici.

Dopo aver tentato ogni tentativo tentabile, i governi mondiali, sempre diabolici, guidati questa volta da un astuto Lorenzo Lamas, si mettono nelle mani di un incredibile trio di scienziati multi etnici: un libidinoso vecchietto irlandese, un giovane gigolò giapponese e una ninfomane americana (Debbie Gibson eh, mica una qualsiasi, cioè dico Debbie, la cantante, dai Debbie… ma Debbie chi? Ah, questa Debbie!).

Attraverso l’uso di incredibili pozioni che manco a Hogwarts ne fanno così, create in un laboratorio senza sedie, costretti dal budget risicato a lavorare inginocchiati a terra, dimostreranno le loro incredibili doti, tra le quali capire che un dente è un dente, senza doverlo guardare.

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