Un Dungeon in una pagina

Nuovo articolo per la categoria “non li legge nessuno” e nuova infrazione al codice del blogger “tieniti su pochi argomenti per fidelizzare i lettori”, nuovo post di tipo giocoso e dungeonandragonesco. Dopo la recensione del libro di Charlie Chan, picco di letture del sito e commenti numerosi (ben 3), rispetto l’argomento che ritenevo sconosciuto ai più (ma forse dimenticavo l’età media dei miei lettori, che fa una certa differenza), rieccoci a parlare di sotterranei e mostri. Lo avevamo già fatto ai tempi del simpatico How to host a dungeon, con relativo post meta-ludico sull’era dei demoni, così come con l’incontro tra dungeon, sette nani e un computer nel perennemente in sviluppo Dwarf Fortress (al quale recentemente hanno aggiunto le miniere con tanto di rotaie e binari per far trasportare ai nani il materiale estratto).

One Page Dungeon Contest - 2012

One Page Dungeon Contest – 2012

Dopo aver disseminato di retro-link l’intro dell’articolo, contro qualsiasi buona norma di scrittura, eccoci a questa segnalazione. One Page Dungeon Contest, il concorso annuale sui sotterranei (ma detto così fa pena, dungeon è molto più evocativo) evolutosi dalla prima versione del 2009 e chiuso nell’ultima edizione giusto agli inizi di giugno.
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Un pizzico di Cthulhu

Sto per andare a fare il giro in bici del weekend, quindi sarò ristretto come il caffè bollente bevuto correndo per casa quando siete in ritardo per il lavoro.
Direi che oggi un po’ di notizie cthuloidi ci stanno, so che vi mancavano e devo smaltire un sovradosaggio Lovecraftiano dovuto alla nuova bellissima libreria, due Billy che ho legato assieme causa dissesto idrogeologico dell’appartamento, che fanno da degna dimora dei miei tomi proibiti. E la sezione su Lovecraft & Soci (R.E.Howard, C.A.Smith, Bierce e altri tipacci del genere) fa da padrona, con il mio vecchio amico Dagon ritrovato e messo a guardia, con somma gioia di Roberta.

Cthulhu Nightmares - Dagon Lovecraft model

Dagon della serie Cthulhu Nightmares

Intanto però parliamo di terre desolate, apocalissi e mostri giganti.

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Sine Requie Anno XII – Soviet – Matteo Cortini e Leonardo Moretti

Ultia

C’è stato un tempo in cui giocavo di ruolo, ma erano davvero tanti anni fa, e si giocava a Il Richiamo di Cthulhu e qualche tentativo a D&D. C’è stato un altro tempo, in cui giocavo di ruolo, questa volta pochi anni or sono. Con un gruppo di triestini conosciuto cercando tra i forum tra i quali figure importanti del sito Il Quinto Clone (che nemmeno sapevo cosa fosse a quel tempo); si giocò a D&D “classico” con la Rulepedia e a GURPS, ed era proprio come i veri quindi coi dadi tra le scatole di pizza doppia cipolla e i bottiglioni di birra Coca-Cola e discorsi su come pompare al max i personaggi.
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La follia del peccato (Il Richiamo di Cthulhu – Silent Hill)

Chiudiamo la settimana con una nuova produzione, di cui avevo già parlato qua e là in precedenza. Trattasi di modulo d’avventura per il gioco di ruolo Il Richiamo di Cthulhu, piuttosto noto all’estero e giocato anche in Italia nonostante il massacrante lavoro fatto dalla Stratelibri per far rinunciare gli appassionati (vedasi uscite targate Chaosium, che detiene il marchio americano Call of Cthulhu, e relative – pochissime – italiane, ma è sicuramente colpa degli italiani che non giocano, figuriamoci).

Il fido Gianluca Santini ha voluto tornare tra le nebbie della città maledetta per eccellenza, Silent Hill, dove a suo tempo ha dato origine a un modulo d’ambientazione, Welcome to Silent Hill, che permette di giocare intrecciando gli orrori creati da H.P. Lovecraft con i terrificanti abitanti della cittadina.

Attenzione che, per la prima volta in Italia (credo, ma finché non ci smentiscono noi smarmelliamo ovunque questo slogan che fa figo) un modulo d’avventura per giochi di ruolo esce in formato ePub. So che molti Custodi storceranno i tentacoli a sentire questa bestemmia, abituati, anche giustamente, all’uso frenetico di carta e penna per gestire le loro avventure. Sicuramente il leggere i testi su un eReader (piuttosto che su un Tablet) non lascia quella libertà d’azione che l’interfaccia più “classica” e fisica invece garantisce.

Però.

1) questo è un esperimento, al eReader/Tablet/netbook si può (se proprio non usando il touchscreen) affiancare la sana carta e i soliti dadi fondamentali, e vedere cosa ne esce.

2) ai vari capitoli sono associate le tracce della soundtrack ufficiale del videogioco Silent Hill 2, così basta un click e mentre raccontate ai giocatori dove si trovano parte qualche musica da far tremare le budella a Pyramid Head.

3) l’ePub è comunque un file stampabile, se proprio gli alberi vi stanno antipatici.

4) attendiamo fiduciosi i vostri feedback, siamo disposti a migliorare il “prodotto” e indirizzarci verso una strada nuova nella creazione di questo tipo di supporti.

5) se proprio non ne potete fare a meno prima o poi arriverà pure il dannato PDF.

6) è TUTTO GRATIS, per l’ennesima volta, abbiamo scritto, editato, impaginato, tutto GRATUITAMENTE. Che storie ah?!

Ed è tutto, vi lascio alle note di produzione del modulo.

Buon gioco!

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Quando Cthulhu emerse dal Toluca Lake

Questo post è figlio di varie madri. E non fate subito quei brutti pensieri, che vi conosco.

Possiamo iniziare da lontano, da quando ho giocato la prima volta a Silent Hill 2. Il primo nemmeno lo conoscevo e questo capitolo me lo consigliò un amico. Fu uno di quei primi amori che poi non scordi mai, incollato letteralmente al video, dal quale mi staccavo solo quando la tensione di gioco si faceva davvero eccessiva. E accadeva, cavolo se accadeva. Dopo un paio d’ore in giro per la città invasa dalla nebbia, con la fottuta radiolina che gracchiava per avvisare di qualche mostruosa entità nascosta e invisibile, sentivo con quanta forza quel “semplice gioco” riusciva a catturarmi.

Silent Hill 2 l’ho finito una caterva di volte, per vedermi ogni possibile variante, l’ufo, il cane nella stanza dei bottoni dell’hotel, il finale “buono” e quello “cattivo”, com’è tradizione della serie. Ho ucciso Maria e sono morto nel lago. E spesso ho vissuto l’esperienza di quel “turismo virtuale”, anche se mi fermavo ad ammirare sotterranei rugginosi o un lago maledetto o ancora qualche parte della città invasa dalle nebbie eterne.

Negli stessi anni aveva ormai messo tentacoli radici la passione per gli scritti del buon Howard Phillips Lovecraft, mai sopita come sicuramente saprete, che mi ha spinto a tentare ogni possibile media legato alle sue storie, dai videogame (come dimenticare il fantastico e insuperato Dark Corners of the Earth) ai film, dai libri che ampliavano il suo mondo fantastico ai giochi di ruolo. Cioè a quel Call of Cthulhu della Chaosium di cui acquistai in America una versione Anniversary che ancora campeggia, bellissima, nella mensola dei GdR.

Welcome to Silent Hill

Welcome to Silent Hill (modulo per Il Richiamo di Cthulhu)

Rimane ancora un parente, l’unico vivente a dire il vero, quel Redrum conosciuto anni fa, per poi scoprire che per fortuna aveva un nome normale, Gianluca Santini. Nonostante le centinaia e centinaia di chilometri che ci separano, complice la rete e le passioni comuni con Gianluca non ci si è mai persi di “vista” e le collaborazioni sono continuate. Anzi, non troppo tempo fa ricordo di averlo spinto a introdursi nell’ambiente scrittorio con maggiore fervore e da allora Red, che fa meno paura del suo nickname completo, è diventato una attivissima parte della blogsfera, con i suoi racconti, il suo Survival Blog e il sito che aggiorna con continuità e passione.
Proprio Gianluca ebbe l’idea del modulo di gioco per Call of Cthulhu ambientato nella dannata cittadina dei videogiochi, quel Welcome to Silent Hill che impaginai (in maniera terrificante, ma erano i primi tentativi ancora con Quark Xpress) e per il quale scrissi una breve avventura introduttiva. Questa coinvolgeva un ex detenuto che fugge e finisce a Silent Hill. Vi ricorda qualcosa? Che ne so, la trama del prossimo episodio videoludico per esempio? Eh già, ci hanno rubato l’idea!.

Plagi a parte, da quel modulo Gianluca ha recentemente espanso l’idea dell’avventura, realizzando La follia del peccato, già testato, se ricordo bene, col suo gruppo di giocatori. Un modulo che fonde i Miti di Silent Hill a una delle creature della follia, vicina ai Miti di Cthulhu, il Re in Giallo, di chambersiana memoria. Già, per questa volta almeno Cthulhu o Dagon non emergeranno dal Toluca Lake, ma chi può dire cosa succederà in futuro, quando il rito sull’isola al centro del lago sarà concluso?
Silent Hill incontra Il Richiamo di Cthulhu, quindi, e tutto in un leggero e usabile formato eBook, un ePub illustrato (con mappe trovate sul bellissimo sito SilentHillHeaven).
La realizzazione è ormai a un buon 80%, l’ePub è pronto e Gianluca lo sta controllando, credo inseriremo ancora qualche immagine per poi darlo agli appassionati. Ecco perché mi son messo in testa di proporvi giusto un paio di immagini del “making of”.

Potremmo parlare a lungo di questo procedimento, se permettete uno sfogo personale, visto che ultimamente più volte mi è stato detto che è praticamente “inutile”. L’eBook, a quanto sembra, è qualcosa che “si fa da sé”, il lettore ne recepisce che pochissima parte della qualità, quindi potevo benissimo dare in pasto il .doc a Calibre e accontentarmi.
Come credo ormai sappiate, non la penso così. Lavoro con una casa editrice, Edizioni XII, dove la qualità è al centro di ogni creazione, è stato lì che ho imparato molto di quanto faccio ora e sono convinto che i lettori abbiano il loro diritto a essere educati, processo che avviene fornendo loro cose buone, ben fatte. La qualità si impara.
Però va beh, magari approfondiremo il discorso altrove, o tra qualche tempo, quando saremo sommersi da eBook senza indice, con font scazzati, letti bene un reader su quattro e qualcuno si lamenterà abbastanza forte da far cambiare le cose.

Per ora eccovi giusto un paio di “anteprime” di quello che potrete, se siete giocatori de Il Richiamo di Cthulhu o fan di Silent Hill, godervi tra qualche giorno.

Call of Cthulhu - La follia del peccato - making of (2)

Call of Cthulhu – La follia del peccato – making of

Call of Cthulhu - La follia del peccato - making of (1)

Call of Cthulhu – La follia del peccato

Visioni di Morte (Sine Requie)

Sine Requie 4° Reich - Elisa Ferrotto

Sine Requie 4° Reich – Immagine di Elisa Ferrotto

In questa tranquilla domenica di novembre, mentre sto preparando un buon ragù fatto in casa, con la calma e la dovizia che richiede, vi ripropongo un raccontino nato anni or sono, per il concorso Visione di morte, che raccoglieva contributi per l’ambientazione IV° Reich di Sine Requie. Una storia breve, dedicato alla vita e alla morte del viscido Viktor von Bock. L’immagine l’ho rubata ai lavori della brava illustratrice Elisa Ferrotto.

Buona lettura e buona domenica!

[box type=”shadow”]Ho poco tempo e troppo da raccontare.

Ben presto saranno qui, per prendermi, per condannarmi, e i minuti che rimangono li voglio dedicare all’uomo, la cui morte il Reich non perdonerà. Spero che queste righe servano a ripulire almeno in parte la memoria delle mie gesta, a dare loro una valida motivazione.

Mi chiamo Hans Wiermacht, Standartenführer di una delle divisioni distaccate di stanza a Berlino est, per il controllo ed il pattugliamento dei confini. Molti anni fa, prima che la guerra tra gli uomini si tramutasse nello sterminio dei morti, operavo nel nord est della penisola italiana, come ufficiale nell’Adriatisches Küstenland, il Supremo Commissariato per il Litorale Adriatico, controllato dall’Oberste Kommissar austriaco Friedrich Rainer.

A quel tempo ero sposato felicemente, e, nonostante il servizio al Reich mi impegnasse di continuo, cercavo di tornare spesso a casa, per assistere ai primi anni di vita della nostra unica figlia. Ricordo ancora la sua gioia nel rivedermi rientrare, la sua energia, la vita che splendeva nei suoi occhi del colore dell’ambra, mentre la malattia consumava inesorabile la mia amata. Agatha… E quando avrei voluto esserle più vicino, i cadaveri si risvegliarono nel mondo intero… Mia moglie morì poco dopo quel giorno, mentre io ero lontano, a cercare di gestire come potevo la situazione.
Da subito i nostri migliori scienziati si attivarono, compiendo analisi sui morti, catturati da divisioni militari create per lo scopo.
Tra questi uomini si distinse il freddo e cinico Viktor von Bock, già noto al Comando per le notevoli doti tattiche e una certa inclinazione a perdere facilmente il controllo.
Von Bock aveva una mente lucida, piegata alla legge del raziocinio più totale. Questo finché la rabbia non esplodeva, diretta spesso senza motivo verso chi gli stava attorno. Si diceva avesse ucciso con le sue stesse mani un cameriere del Circolo Ufficiali, colpevole di non averlo servito come si confaceva al suo grado. Lo scienziato fu uno dei primi a proporre di usare nemici vivi per determinare il tempo e la modalità con le quali tornavano dalla morte. E proprio per tali esigenze venni convocato, nella principale sede di Berlino.
Mi spiegarono che, operando nelle zone periferiche, avevo modo di coordinare tali “recuperi”, e a seconda di quello che serviva al suo gruppo di scienziati dovevo riportare non morti, nemici vivi, animali e quant’altro. Pur riluttante a servire il Reich in questo modo, ubbidii.

Ricordo… era di nuovo inverno… la neve scendeva dal cielo come secchi di vernice, dipingendo la città e i pochi coraggiosi che uscivano nelle strade. Me ne stavo ad aspettare il ritorno di mia figlia, che studiava al collegio Waimairmacht, quando il comando della Gestapo mi passò una chiamata dello stesso von Bock. Farfugliava eccitato che l’ultimo caso sottoposto, una giovane polacca dalla pelle bianca come il manto che soffocava la città, aveva dato origine ad interessanti sviluppi nei suoi studi, e voleva che quanto prima ci muovessimo per portargli un altro esemplare dello stesso tipo. La chiamata e la richiesta mi provocarono un’ondata di fastidio, gli studi sui morti non avevano per me alcuno scopo e questi recuperi nelle zone infestate per procurargli cavie vive erano frustranti.
Ovviamente chinai la testa e obbedii al mio superiore. Nei giorni seguenti cercai e trovai quanto richiesto. Ricevetti numerose chiamate dello scienziato, sia durante la ricerca, ansiose e inutili chiacchierate sui miei progressi, che dopo, noiosi elogi sull’operato della mia squadra. Per le ricerche, mi spiegò von Bock in una di queste telefonate, non tutti gli esseri umani davano eguali risultati. Aveva scoperto che nelle donne, soprattutto quelle più giovani, si nascondevano certi segreti, capaci di spiegare forse lo stesso fenomeno del ritorno alla vita dei morti e intendeva continuare con maggior lena i suoi studi in tale senso. Dal canto mio invece provavo a contattare il Comando, sperando che il mio stato di servizio fosse sufficiente a farmi allontanare da quel compito, ma nulla servì a tale scopo.

Fu all’incirca sei mesi fa che iniziarono a circolare le voci tra gli uomini del gruppo per gli esami scientifici della Kripo. Mi ero recato nei quartieri dove aveva sede il loro quartiere generale, per un incontro con lo stesso von Bock, quando udii per caso i racconti, accompagnati dalle risate di alcuni sotto ufficiali, sulle insane e orribili nuove passioni dello scienziato. Decisi di approfittare dell’anticipo che avevo per entrare nel suo laboratorio personale e parlarne con lui. Lo spettacolo che mi accolse fu terrificante. Von Bock era completamente nudo, disteso sul tavolo del laboratorio. Tra lui e il freddo metallo c’era una delle ultime donne che avevo consegnato nelle sue mani, che si agitava e gemeva.
Sul momento credetti di aver interrotto un inappropriato ma normale rapporto, e feci per uscire e dare il tempo all’uomo di sistemarsi, quando, mentre questi si rialzava e indossava barcollando un camice sporco, notai lo sguardo vitreo della donna. Aveva gli occhi completamente sbiancati, un filo di bava colava dai bordi della bocca violacea, mentre tra le mascelle era serrato un morso di cuoio, legatole strettamente dietro la nuca. Von Bock si avvicinò sorridendo, ma scusandosi per lo spettacolo, una sua passione nata dalla vicinanza con quelle creature incredibili disse.
Così mansuete, docili… ne parlava come di pubescenti vergini che uscissero nelle candide divise del conservatorio… mentre quella creatura continuava a contorcersi debolmente, sibilando, senza poter serrare le mascelle.

Le chiamava crisalidi, diceva che contenevano ancora l’essenza delle persone ma erano prigioniere di un corpo morto. E lui, con i suoi studi, intendeva liberarle. Purtroppo i rapidi processi di putrefazione della carne, non nutrita regolarmente, contrastavano il suo lavoro. Per questo necessitava di nuovi corpi sui quali eseguire i suoi test. Uscii nauseato, farfugliando una scusa e rimandando l’incontro, per il quale avrei atteso una sua nuova convocazione.

Stamattina, dopo settimane passate senza nessuna richiesta di von Bock, attendevo il ritorno di mia figlia dalla scuola sfogliando il giornale. La notizia di un omicidio in un quartiere vicino mi mise addosso uno strano stato di angoscia. Una giovane donna era stata trovata in un vicolo, completamente nuda, legata mani e piedi, mentre un uomo era stato visto scappare dal luogo del fatto. Sono uscito di casa senza nemmeno indossare il soprabito mentre la neve mulinava attorno a me. Ho guidato senza badare a nulla fino ai laboratori entrando di corsa nelle stanze private di von Bock.

L’ho trovato seduto sul ciglio del letto, nudo, sporco di fango, soddisfatto e orribile come un avvoltoio dopo il pasto. Aveva i pugni serrati e da uno di questi pendeva qualcosa che scintillava debolmente nella poca luce della stanza.
Mi parlò, voleva spiegarmi qualcosa sulla percentuale di successo nell’ottenere una crisalide dalla larva e su una certa soglia, oltre la quale invece si otteneva qualcosa di diverso. Lo aggredii chiedendo spiegazioni. Tornato improvvisamente lucido fece leva sul grado, intimandomi di tacere. Quelli, disse, erano i voleri del IV° Reich. Era vero, ammise, qualcosa non aveva funzionato e c’erano da fare ulteriori studi. E mentre lo diceva i suoi occhi brillavano di una luce malata, lo sguardo si piegava in un lubrico susseguirsi di desideri morbosi. Gli chiesi dov’era stato, cosa lo aveva spinto ad agire in quel modo. Ma in lui vidi che ormai la follia aveva travalicato ogni possibile argine, la motivazione scientifica aveva da tempo lasciato spazio ad una fame avida che non trovava più soddisfazione e lo aveva spinto a cercare da solo le proprie prede.

Schifato da tutto questo mi allontanai, arretrando verso la porta. Von Bock, l’essere bianchiccio e sbavante che era stato uno scienziato, balzò nella mia direzione, insultandomi, minacciandomi. Se avessi raccontato qualcosa, sibilò, la mia carriera nell’esercito sarebbe finita. Forse anche la mia stessa vita. Gli dissi che non m’importava, che non potevo sopportare di portare avanti quel traffico infernale. Afferrai i suoi polsi per spingerlo lontano e nell’arretrare lasciò cadere l’oggetto che impugnava con tanta avidità durante la discussione. Vidi cos’era e tornai a spostare lo sguardo su di lui. Rabbia, soddisfazione, una sorta di diabolico compiacimento s’intrecciavano su quel volto devastato dai suoi indescrivibili desideri. Fu allora che gli crollai addosso, subissandolo di pugni, senza lasciarlo respirare. Colpivo, animato da una furia cieca, e solo quando mi resi conto che quel corpo stava per esalare l’ultimo respiro raccolsi in fretta l’oggetto dorato da terra e fuggii.

Sono riuscito ad uscire dalla città e ora mi nascondo qui. Sento i cani, le urla… so che stanno arrivando… non avrebbero potuto fare altrimenti, in fin dei conti ho assassinato senza apparente motivo un brillante ufficiale del IV° Reich… un ufficiale, un folle assassino necrofilo…
Battono alla porta… i maledetti cani a tre teste ringhiano… sbavano artigliando il legno che mi separa dalla fine… stringo tra le dita la collana… un regalo di tanti anni fa con inciso il nome di mia figlia, che non rivedrò più… imbraccio con quelle stesse mani il mio fucile…
Che entrino pure a prendermi…[/box]

Cthulhu saves the world

Cthulhu saves the world intro

Cthulhu saves the world intro

Stavo per iniziare il post dicendo “come tutti sapete…” però mica lo so chi legge, quindi magari non lo sapete ancora. E se lo sapete già saltate pure alla prima immagine sotto. Può Cthulhu salvare il mondo? Certo, ma solo per distruggerlo successivamente!

Quel che sapete o no è che sono un huge fan del buon vecchio Howard Phillips Lovecraft, e un amante dei giochi di qualsiasi tipo, al punto da aver scritto addirittura un saggio sui giochi lovecraftiani, tradotto anche in inglese col titolo di Playing with Lovecraft.

Seguo da anni la produzione di videogame, boardgame, cardgame e qualsiasicosagame, con notevole affetto verso i grandi del settore come la storica Chaosium e la Fantasy Flight Games (i cui giochi in scatola sono bellissimi, costosissimi ed enormi!) e ricordo con nostalgia i titoli classici come il filone della Infogrames (Prisoner of Ice, Shadow of the Comet, Alone in the dark,…).

Surprise surprise, tempo addietro ho scoperto questo Cthulhu saves the world, disponibile allora soltanto per xbox 360 con mia somma tristezza. Poi però, dopo una rapida operazione di fund raising, i tizi della Zeboyd Games sono riusciti a ragranellare abbastanza dindini da portarlo su PC.

Cthulhu ridotto a un umanoide (quasi) impotente!

Cthulhu ridotto a un umanoide (quasi) impotente!

La storia è presto detta: Cthulhu si risveglia per dominare il mondo, ma viene privato di ogni suo potere da un misterioso incappucciato. Per poter ottenere ciò che gli spetta, tornare alla sua piena potenza distruttiva e ridurre in schiavitù la Terra, il Nostro dovrà diventare un vero eroe.
Cthulhu saves the world è un RPG vecchio (ma proprio vecchiooooo) stile, sviluppato dalla Zeboyd Games con il codice costretto dalle limitazioni imposte ai programmatori dal canale Indie di Xbox Live. Quindi grafica scarsissima e musica in stile 8 bit, abbinati però a un gameplay rapidissimo, dialoghi divertenti e personaggi irresistibili. Per ora ho solo conosciuto la sirenetta innamorata dei tentacoli di Cthulhu, prima groupie del nostro party.
I combattimenti sono inoltre molto più strategici di quanto si potrebbe essere portati a pensare dalla povertà delle immagini. Mentre la potenza degli avversari sale di turno in turno, anche gli effetti delle nostre azioni si sommano, trasformando semplici attacchi in potenziali combo da esecuzione istantanea.

Dalle recensioni trovate in giro risulta che il gioco si può finire in otto ore, quindi poco tempo, giustificabili con il costo irrisorio (2€) e col fatto che assieme a Cthulhu viene consegnato Breath of Death VII: The Beginning, RPG più classico nell’ambientazione ma sempre old style e ferocemente ironico.

Cthulhu e la sua groupie

Cthulhu e la sua groupie

Il sito ufficiale di Cthulhu saves the world.