Charlie Chan e il pappagallo cinese di Earl Derr Biggers

C‘era un tempo lontano, durante il quale al pomeriggio per televisione si potevano vedere film di ogni genere. E chi può dirlo se una certa passione per il fantastico non sia nata anche in quelle ore, quando invece di far compiti guardavo King Kong. L’uomo lupo (sì, quello con Lon Chaney del quale ricordo solo la scena con la zingara che gli legge la mano e ci vede il pentacolo). La jena. Sì, giorno pieno e film con ladri di cadaveri (e mica gente qualsiasi, parliamo di Boris Karloff e Bela Lugosi). E non so se la guardate mai la tv oggi, a quelle ore. Magari quando avete la febbre e dal divano vi dite “eh vabbé dai, faccio zapping”. Qualcosa è cambiato.

A quei tempi trasmettevano anche con una certa frequenza (oltre all’immarcescibile Don Camillo), il ciclo di pellicole su un investigatore cinese, Charlie Chan. Credo di averli visti tutti, questi film. O quasi, dai, che ce ne sono (secondo wikipedia) quasi una cinquantina, tratti in parte dai soli sei romanzi scritti da Earl Derr Biggers, morto all’età di 49 anni.

Uno dei film con Charlie Chan

Uno dei film con Charlie Chan

Anni, ma anni anni, dopo tutto questo, trovo su una bancarella Charlie Chan e il pappagallo cinese. E diventa subito mio, per i pochi euri che costa, portando con sé un libro di S.S. Van Dine (L’enigma dell’alfiere) e uno di Conan Doyle (qualcosa su Holmes del quale non ricordo il titolo).

L’enigma dell’alfiere non mi prende, il super investigatore (che scopro poi sempre grazie a wikipedia derivante da certe passioni per il superuomo di nicciana memoria) mi dà sui nervi, niente da fare. Lascio tutto lì.

Passano alcuni anni e recentemente, esaurita quasi del tutto la passione per la narrativa horror, con sempre più difficoltà a trovare qualcosa di interessante, mi ritrovo tra le mani Chan. E un pappagallo cinese.

Continua…