Obscura Genesi, il ritorno del librogame

Innumerevoli revisioni, test e l’operato di quattro beta tester d’eccezione è quanto c’è voluto per portare questo mio vecchio librogame a diventare uno dei libriNOSTRI, la collana di librogame gratuiti distribuiti dal portale Librogame’s Land. Della versione originale di Obscura Genesi, uscita 10 anni fa, rimane molto, ma altrettanto è stato modificato, sfrondando descrizioni, limando enigmi (e introducendone di nuovi), semplificando il regolamento. Se siete curiosi potete sfruttare la tag Obscura Genesi per trovare i vecchissimi post di “making of” con immagini e astrusi calcoli matematici su punteggi e abilità.

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Pathologic, il gioco da tavolo e le regole in italiano

Il paese semideserto di Gorkhon ci accoglie con le sue costruzioni dalle geometrie sbilenche, vecchie case tenute in piedi dalla ferrea volontà degli abitanti, allevatori e contadini che non si sono piegati a nulla. Ma una nuova presenza si è insediata tra la gente ruvida, tra gli arbusti spinosi e nella steppa che circonda l’insediamento. La presenza della peste delle sabbie si avverte prima ancora di scorgerne i segni, sul luogo, sul bestiame e sugli uomini. Riprendiamo il discorso su Pathologic, dopo la chiacchierata sul videogame omonimo, passiamo ad analizzare il gioco da tavolo, arrivato dalla lontana Russia in un enorme pacco, semi ricoperto di francobolli.

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Hellboy 25 anni dopo

A quanto racconta l’informatissima Wikipedia, il personaggio di Hellboy fa la sua prima apparizione venticinque anni fa, nell’agosto del 1993 pubblicato dalla Dark Horse, mentre da noi arriva l’anno successivo grazia alla Magic Press Edizioni. Come saprete da queste parti il diavolo rosso è sempre stato di casa; impossibile non affezionarsi al tratto lugubre di Mike Mignola e alle sue storie pulp infarcite di spettri malinconici, miti di Lovecraft e creature tratte dal folklore di ogni parte del mondo. Dal Giappone all’Africa, dagli angoli bui dell’Europa fino ai nativi americani, Hellboy non si è lasciato sfuggire alcuna possibilità di incontrare qualche strano, bizzarro e spesso pericoloso fenomeno locale. Anche la deriva infernale (per la sua testata singola) e apocalittica (per il BPRD) ha regalato bei momenti di conflitto globale con enormi creature aliene.

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Archeologia videoludica: Pathologic, Мор. Утопия (2005)

Nel 2005 un gruppo di sviluppatori Russi, che vanno sotto il nome di Ice-Pick Lodge, pubblica Pathologic [1] un psychological horror survival role-playing game dai toni surreali, sospeso tra orrore e filosofia, tra misticismo e leggenda. Nella madre terra il videogame ottiene numerosi consensi e vince cinque tra i premi principali del settore. Non gli va altrettanto bene in occidente. La traduzione non è all’altezza dei contenuti, il gameplay è ormai troppo legnoso se confrontato con i suoi contemporanei. Però c’è chi lo gioca e lo apprezza, il passaparola al solito fa il suo e di Pathologic si inizia a parlare [2]. Da lì a diventare un piccolo “cult” la strada è breve.

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Annotazioni a margine di Providence #12 “The Book” di Alan Moore e Jacen Burrows

My memories are very confused. There is even much doubt as to where they begin; for at times I feel appalling vistas of years stretching behind me, while at other times it seems as if the present moment were an isolated point in a grey, formless infinity. I am not even certain how I am communicating this message. While I know I am speaking, I have a vague impression that some strange and perhaps terrible mediation will be needed to bear what I say to the points where I wish to be heard. My identity, too, is bewilderingly cloudy. I seem to have suffered a great shock—perhaps from some utterly monstrous outgrowth of my cycles of unique, incredible experience.

The Book – Howard Phillips Lovecraft

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Annotazioni a margine di Providence #8 “The Key” di Alan Moore e Jacen Burrows

Siamo all’ultimo numero della graphic novel Providence, almeno per quel che riguarda la distribuzione italiana. Ultimo post dedicato alle traduzioni dei facts, le centinaia di note sviscerate dagli appassionati lettori di tutto il mondo (compresa l’Italia, dove ci siamo almeno Zeno e il sottoscritto a far numero). Da oltre oceano continuano ad arrivare rumors sui due episodi mancanti, e si possono leggere ipotesi piuttosto corpose sulla possibile conclusione della vicenda (come in questo post che mette in relazione Providence e True Detective, il serial tv legato ai miti della Carcosa di R.W. Chambers, del quale abbiamo parlato qui e qui).

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Annotazioni a margine di Providence #7 “The Picture” di Alan Moore e Jacen Burrows

Ma quanto è bella l’ennesima cover di Jacen Burrows per Providence? Anche la sola infarinatura dei Miti lovecraftiani è sufficiente ad apprezzare la semplicità con la quale riporta in vita il pittore realista Richard Upton Pickman. Uno sguardo, e ci si sofferma su quella fotografia, inchiodata alla tela quasi per sbaglio. E la voce che recita “Ma perdio, Eliot, era la fotografia di un essere vivente!“.

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I personaggi dei Miti di Lovecraft nella Providence di Alan Moore

Cover di Jacen Burrows per Providence #3

Copertina di Jacen Burrows per l’edizione originale di Providence #3

Nuovo aggiornamento del materiale relativo all’opera di Alan Moore, Providence. Lavorando sulla traduzione dei facts capita spesso di incontrare le versioni di Alan Moore dei personaggi e dei luoghi del mito lovecraftiano. Sono numerosi e interagiscono tra loro all’interno e all’esterno delle storie originali, con curiosi e azzeccati “inside joke” che solo una profonda conoscenza del materiale originale può permettere di comprendere a pieno.

Per tener traccia di tutti questi riferimenti ho deciso di costruire capitolo dopo capitolo una tabella riassuntiva, che permetta di recuperare le informazioni sui personaggi e che funga da collegamento alla loro fonte letteraria. I racconti di H.P. Lovecraft sono linkati alle loro versioni originali, disponibili (il materiale è ormai fuori copyright) sul sito The H.P. Lovecraft Archive, per altro una miniera di materiale sul Solitario di Providence.

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Annotazioni a margine di Providence #6 “Out of Time” di Alan Moore e Jacen Burrows

Articolo ferragostano, consuetudine di questo blog, nato sul web assieme a libro game creator ben nove anni fa, proprio nel giorno preferito dagli italiani. In questi ultimi mesi di stanchezza totale in quanto a web, blog, scrittura & C, resiste la voglia di partecipare al progetto di traduzione dell’amico Zeno Saracino, col quale siamo alla seconda puntata delle note sulla graphic novel Providence di Alan Moore e Jacen Burrows. Vi incollo qua qualche riga dell’introduzione all’articolo, il resto lo potete leggere sul suo sito.

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Annotazioni a margine di Providence #5 “In the Walls” di Alan Moore e Jacen Burrows

Sono stato ospite del blog dell’amico Zeno Saracino, per il quale ho tradotto una parte dei Facts in the Case of Alan Moore’s Providence. Zeno, che bazzica la mia stessa città, l’ho conosciuto proprio grazie a Lovecraft e sempre sul suo blog ho scoperto questa miniera di informazioni che è il sito dedicato a quella parte dell’opera di Alan Moore dove l’autore ha incrociato le strade del solitario di Providence, dal primo racconto The Courtyard, comparso nella vecchia antologia The Starry Wisdom (che ho scoperto di aver acquistato quasi 20 anni fa) a Neonomicon (nel volume che contiene anche l’adattamento a fumetti di The Courtyard) e alla serie Providence.

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