L’era dei demoni

Per qualche strano motivo l’articolo sul gioco da tavolo di Tony Drowler, How to Host a Dungeon, ha ricevuto molto più interesse di quando lo pubblicai un paio d’anni fa sul vecchio blog, dove avevo più lettori e commentatori assidui. Meglio così direi, visto che lo reputo un interessantissimo, divertente e curioso passatempo, che (come Paolo ha fatto notare) riporta nelle nostre mani attrezzi quali penne e matite, facendoci abbandonare per qualche ora tablet, tastiere e pad, che cercano di farci dimenticare l’uso del pollice opponibile. Inoltre HtHaD ha il vantaggio di “costringere” a disegnare, percorrendo sul foglio tracciati che la mente associa a una storia appena iniziata, fatta di creature fantastiche in lotta nel sottosuolo, e a evolvere l’immagine seguendo semplici regole. Il risultato ovviamente dipenderà anche dalle abilità pittoriche di chi gioca, ma è sorprendente scoprire quante cose sappiano ancora fare le nostre dita.
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How to Host a Dungeon

Ogni tanto strumenti di “aggregazione sociale” come Facebook servono a ricevere segnalazioni interessanti. Così evitando tutti quei cazzo di quiz, le notizie inutili su chi si è alzato con la luna storta e cani che cercano casa senza trovarla, arrivo a un post di John Kovalich, che mi ha gentilmente aggiunto come contatto (anche dal tono delle poche mail che ci siamo scambiati anni or sono penso che sia davvero una persona dal carattere fantastico). Mi reco sul sito indicato e, per la prima volta, spinto dalla curiosità e dall’importo davvero esiguo (5$, 3€ e qualcosa) acquisto via Pay Pal (con i soldi gentilmente donati per il mio LGC) una copia PDF di How To Host a Dungeon di Tony Drowler, che mi arriva prontamente nel pomeriggio via email.
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