Annotazioni a margine di Providence #6 “Out of Time” di Alan Moore e Jacen Burrows

Articolo ferragostano, consuetudine di questo blog, nato sul web assieme a libro game creator ben nove anni fa, proprio nel giorno preferito dagli italiani. In questi ultimi mesi di stanchezza totale in quanto a web, blog, scrittura & C, resiste la voglia di partecipare al progetto di traduzione dell’amico Zeno Saracino, col quale siamo alla seconda puntata delle note sulla graphic novel Providence di Alan Moore e Jacen Burrows. Vi incollo qua qualche riga dell’introduzione all’articolo, il resto lo potete leggere sul suo sito.

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Annotazioni a margine di Providence #5 “In the Walls” di Alan Moore e Jacen Burrows

Sono stato ospite del blog dell’amico Zeno Saracino, per il quale ho tradotto una parte dei Facts in the Case of Alan Moore’s Providence. Zeno, che bazzica la mia stessa città, l’ho conosciuto proprio grazie a Lovecraft e sempre sul suo blog ho scoperto questa miniera di informazioni che è il sito dedicato a quella parte dell’opera di Alan Moore dove l’autore ha incrociato le strade del solitario di Providence, dal primo racconto The Courtyard, comparso nella vecchia antologia The Starry Wisdom (che ho scoperto di aver acquistato quasi 20 anni fa) a Neonomicon (nel volume che contiene anche l’adattamento a fumetti di The Courtyard) e alla serie Providence.

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Verso la città del sogno

Tre volte Randolph Carter sognò la città meravigliosa e tre volte ne fu rapito mentre l’ammirava dalla terrazza panoramica. Magnifica e splendente come oro ai raggi del tramonto, la città era ricca di mura, templi, colonne, ponti ricurvi di marmo venato, fontane d’argento che mandavano zampilli nelle grandi piazze, giardini profumati, larghe strade che si snodavano fra filari di alberi delicati, urne ornate di fiori e una teoria scintillante di statue d’oro; e a nord, sui fianchi ripidi delle colline, s’arrampicavano file di tetti rossi e vecchi abbaini aggobbiti che proteggevano le strade più piccole, dove l’erba cresceva in mezzo ai ciottoli. Era una visione degna della febbre d’un dio: un concerto di strumenti sovrannaturali, un tuono di cimbali senza tempo.

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The Last Door

È da poco tornato l’autunno, la bora nera, come la chiamiamo da queste parti, spazza la città con raffiche ghiacciate, violente, spostando persone e oggetti, afferrando ogni singola goccia di pioggia per trasformarla in un proiettile di gelo. Il cielo è un leopardo bluastro in perenne corsa dai colli alla costa, le alture trattengono il verde della primavera ma nascondono il sottile manto nevoso che è calato in questi giorni sul carso sloveno.

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Quella volta che Cthulhu tornò a Silent Hill

Ogni tanto da queste parti ci sono ondate di download in sezioni del sito altrimenti dimenticate, luoghi che immagino abbandonati e deserti che in confronto la città morta di Sarnath è una discoteca in pieno sabato notte. Eppure qualche marea strana, comandata da lune a noi invisibili, porta su queste spiagge lettori e giocatori, che si ritrovano tra le mani avventure e materiale scritto molti anni fa, ma non per questo meno interessante.

È il caso dei moduli che scrissi con (o impaginai per) Gianluca Santini. Al tempo eravamo entrambi ferventi cultisti che cercavano di produrre avventure per Il richiamo di Cthulhu, e proprio Gianluca diede alle stampe digitali un’ambientazione particolare che univa gli orrori cosmici del sempre apprezzato Maestro di Providence alle nebbiose e malate atmosfere della città di Silent Hill.

Questo connubio diede origine a un modulo d’ambientazione, Welcome to Silent Hill e a un’avventura, La follia del peccato, la cui trama è per certi versi simile a quella di Silent Hill: Downpour (almeno nelle parti iniziali) uscito alcuni anni più tardi.

silent hill downpour

Grazie a un fantastico plugin che scandaglia le profondità del blog e riporta a galla i corpi morti ma intenti ancora ad agitarsi, ho scoperto un numero considerevole di link rotti, tra i quali quello per scaricare proprio La follia del peccato, che realizzammo in formato ebook (e che per questo venne schifato non poco dalla community di giocatori).

Se vi può interessare tutto il materiale lo trovate nella sezione download / avventure del sito, mentre La follia del peccato, al quale partecipai in gran parte come impaginatore, lo potete scaricare da qua.

silent hill

The Vanishing of Ethan Carter

Ieri dopo non so quanto tempo ho ripreso a giocare su PC, e sono addirittura riuscito a concludere quello che stavo facendo. Una full immersion, il PC attaccato al 50 pollici, la nuova scheda video che mi permetteva di tirare tutti i dettagli al massimo e via, a godersi le ultime ore del bellissimo The Vanishing of Ethan Carter, la cui storia è presto detta. Ci troviamo nei panni di un investigatore, Paul Prospero, contattato da un ragazzino di 12 anni, successivamente scomparso. Un caso solo in apparenza di pura routine, del quale dovremo dipanare la matassa sfruttando un dono particolare, che ci permette di ricostruire le tracce psichiche degli eventi del passato, rivedendole nei dettagli.

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Librogame horror

Tra le decine e decine di libri interattivi pubblicati negli anni, i titoli horror sono veramente una minoranza. Soprattutto per quel che riguarda “i classici” (pubblicati negli anni ’80) si parla per lo più di libri fantasy, senza alcuna parte orrorifica. Atmosfere diverse si possono incontrare nella purtroppo brevissima saga Forbidden Gateway, con infiltrazioni mistico mitologiche che stemperano gli effetti degli orrori cosmici, o in titoli più recenti come Undead Rising, dove l’ironia di fondo si alterna a scene piuttosto splatter.
Orientati a un pubblico giovane, che riesca ad accettare l’intromissione del gioco nella narrativa, questi libri non hanno mai visto trame e ambientazioni che si discostino veramente dal genere fantasy, col solito bagaglio di armi magiche, amuleti e incantesimi. Magari un giorno qualcuno scriverà un librogame-survival-horror degno di questo nome.
Nel frattempo eccovi una prima lista di titoli, da integrare in futuro.

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Le prime avventure di H.P. Lovecraft

Vent’anni nel passato, la fine degli anni ’90. La Nokia mette sul mercato il cellulare col quale da lì a poco Neo ci avrebbe liberati tutti da Matrix. La ID Software pubblica un videogame destinato a fare la storia, dove marine spaziali lottano sul pianeta rosso contro orde di demoni tecnorganici. I computer vedono soppiantare i “vecchi” 486 dai nuovi Pentium. Microsoft rilascia sul mercato le coloratissime icone e il multitasking di Windows 95.

In mezzo a questo tripudio tecno ludico, una software house francese con sede a Lione, la Infogrames, pubblica i primi videogame con interfaccia grafica tratti dalle storie dello scrittore americano Howard Phillips Lovecraft. L’editore Chaosium, che detiene i diritti del marchio Call of Cthulhu, lo concede in licenza solo per due dei tre titoli proposti.
Stiamo parlando di giochi che forse qualcuno dei lettori conoscerà: Alone in the DarkCall of Cthulhu: Shadow of the comet e Call of Cthulhu: Prisoner of Ice.
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Anche Cthulhu al Play 2015

Play Modena 2015Mancano un paio di settimane al Play, la fiera del gioco e fumetto di Modena, e dopo aver accennato alla mia presenza, in carne e avventure selvagge, è il turno di un post per gli appassionati di Lovecraft & Cthulhu e per quei nuovi lettori del blog che magari non conoscono un certo libro/ebook (anche se il faccione multicolore del Grande Antico fa bella figura di sé nella copertina di Davide Marescotti, poco più a sinistra).

Allo stand della casa editrice Edizioni Wild Boar, dominato dal buon Luca Volpino, troverete il mio saggio I giochi di Cthulhu, in buona compagnia di inquisitori, streghe, viaggiatori interstellari e altro ancora.
La seconda edizione del saggio, pubblicata ormai due anni fa, contiene, in una sessantina di pagina, tutti i possibili riferimenti al mondo ludico nato dalle storie di Lovecraft. Dal più classico dei giochi di ruolo, il Call of Cthulhu della Chaosium, fino alla più misconosciuta produzione amatoriale come Tora! Tora! Tora! spaziando attraverso il mondo dei giochi di carte, da tavolo, dei videogame e delle miniature.

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Weird Tales in edicola

Sono anni ormai che non compro fumetti in edicola, e l’aver abitato per tanto tempo in una bella zona periferica, senza negozi né altro attorno, ha aiutato a tenermi lontano anche da eventuali tentazioni. Per spendere c’è sempre la marea di novità interessanti che filtrano attraverso i feed di bloggers e amici appassionati, o l’annuale salto a Lucca, dove tra un Ortolani, un Mignola e un Moore, va via una bella fetta di portafoglio. Il trasferimento in città (per fortuna sempre in una zona marginale, con abbastanza verde attorno da mitigare i miei bisogni e attutire i suoni di troppa umanità) mi ha riportato in contatto con varie realtà. Dal panettiere sotto casa (letteralmente, se avessi otto piani di corda e un cestino di vimini potrei comprare le brioche appena fatte la mattina senza uscire dalla porta) alla mitica edicola.

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