Richard Luong e l’arte di Cthulhu Wars

Articolo rimasto in bozza per qualche settimana, in attesa del tempo di “scannare” le pagine del manuale e inserirle nel post. Torna quindi la rubrica The Art Of, dedicata ad artisti più o meno conosciuti nel campo del concept design, legato in genere al cinema o al mondo dei giochi, rubrica che questa volta si getta nel mondo degli orrori lovecraftiani, con uno dei protagonisti assoluti dei giochi di Cthulhu dell’anno in corso.
Parliamo di un boardgame davvero mostruoso, quel Cthulhu Wars creato da Sandy Petersen con Kickstarter e che viene ora distribuito da Green Eye Games alla misera cifra di 199$ (più divinità-espansione a una cinquantina di dollari l’una).

L’illustratore alla quale è dedicato il post si chiama Richard Luong che come molti altri artisti cercano visibilità e come lui lo fanno anche su DeviantArt dove lo stesso Richard (dal simpatico soprannome Tentacles and Teeth) cerca nuovi contatti e committenti per le sue opere.

Potete vedere altri suoi lavori visitando la pagina DeviantArt o quella Facebook.

Sul sito della GEG c’è il suo artbook, decine di pagini in un PDF scaricabile gratuitamente, cosa che vi consiglio di fare subito, prima che cambino idea. Le immagini che seguono sono tratte proprio da quel volume, un bel acquisto anche in cartaceo (esistesse), da mettere vicino al tomo Art of the Cthulhu Mythos (che fa bella figura di sé nella sezione “Cthulhu” della mia libreria) con le opere degli artisti della Fantasy Flight Games.

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

La cover dell’art book con i principali ritratti delle divinità lovecraftiane

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

Il Grande Cthulhu, poteva mancare?

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

I ragni giganti fanno sempre la loro mostruosa figura

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

I tecnologici Mi-Go, protagonisti del bellissimi racconto “Whisperer in Darkness”

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

Una mummia-zombie-qualcosa d’altro…

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

Yog Sothoth in una versione molto più “organica” di quanto si vede di solito

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

La soluzione aliena per l’immortalità, il cilindro cerebrale dei Mi-Go

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

Uno dei mille figli del Capro Oscuro

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

H.P. Lovecraft in una insolita veste “action”

The Art of Cthulhu Wars di Richard Luong

Cthulhu raising…

Fun with Cthulhu. Playing With Lovecraft And The Old Ones

I finally found a moment to write a post on my old ebook, published last year. The last few days have been dedicated to improve the ebook’s page. An attempt to do some marketing, to get in touch with new interested readers.

Playing with Lovecraft, the title speaks for itself, is born from the passion for the weird, horrific, fantastic universe created by Howard Phillips Lovecraft.
An author, immortal like few others, with a never ending interest around its imaginative works. Movies, games, narrative, gadgets, Cthulhu is everywhere!
Continua…

True Detective e le paludi della natura umana

È vicino a casa mia.
Nella palude.

Sta tutto lì, serve ben poco altro. Quella frase, quel frammento di dialogo, che precede un lungo e bellissimo piano sequenza di sei minuti, nella quarta puntata di True Detective. È stato quello a spingermi a scriverne, dopo esserci arrivato grazie all’entusiasmo degli articoli di Germano e, impossibile negarlo, alla presenza di citazioni tratte da Il Re in Giallo. Pensando all’inizio che si trattasse dell’ennesimo poliziesco non ci avevo fatto troppo caso. Invece bastano pochi minuti, qualche dialogo e attenzione alle location scelte, per capire che ci si trova di fronte a uno spettacolo diverso. Niente lucida tecnologia, niente classica coppia di sbirri, nessun filtro high contrast alla moda.
Il mondo nel quale si muovono Marty e Rust (Woody Harrelson e Matthew McConaughey) è stato candeggiato parecchie volte, senza che questo riuscisse a togliere lo sporco incrostato nella trama, in ogni sua fibra. E ci sono pochi luoghi adatti quanto la Louisiana, lì dove si abita “nella palude”, dove la terra è intrisa di miti oscuri, rivelati puntata dopo puntata con quasi fastidiosa parsimonia.

Altro colpo magistrale il suddividere la narrazione su due piani temporali, in un continuo di rimandi e citazioni che legano l’indagine sul killer, avvenuta diciassette anni prima, e l’interrogatorio al quale i due detective sono sottoposti da loro colleghi. In esame, sembrerebbe, c’è il ritorno in azione del killer e il bisogno di ripercorrere gli eventi della prima indagine. L’analisi che i protagonisti fanno del proprio operato è il modo perfetto per disseminare indizi su quanto è successo, spesso interrompendo la rivelazione a poche parole dal “finale”, e permette di navigare a fondo nel carattere dei personaggi. Come non bastassero i dialoghi, eccellenti in scrittura e ritmo, che vedono contrapporsi le teorie nichiliste di Rust al razionale per non dire rozzo approccio alla vita di Martin.

You, yourself, this whole big drama, it was never anything but a jerry-rig of presumption and dumb will and you could just let go, finally know that you didn’t have to hold on so tight. To realize that all your life, you know, all you love, all you hate, all your memory, all your pain—it was all the same thing. It was all the same dream, a dream you had inside a locked room, a dream about being a person. And like a lot of dreams . . . there’s a monster at the end of it.
Rust Cohle

Rust

Rust, come lo vede Martin

Chiunque non sia proprio a digiuno di letture lovecraftiane avrà colto nel pensiero di Rust, col suo continuo alternarsi tra realtà e visioni (dovute a un massiccio uso di droghe nel suo passato da infiltrato) le basi di quella teoria del terrore cosmico, dovuto alla consapevolezza che l’uomo è niente più che un insignificante burattino di carne in un cosmo meccanico.

La razza umana scomparirà. Altre razze appariranno e si estingueranno a loro volta. Il cielo diventerà gelido e vuoto, attraversato dalla debole luce di stelle morenti. Che a loro volta scompariranno. Tutto scomparirà. E ciò che fanno le persone non ha più senso del moto casuale delle particelle elementari.
H. P. Lovecraft

In questa luce le visioni lisergiche di Rust assumono il ruolo di squarci aperti, forse, sulla vera realtà delle cose, arricchendosi di simboli propri della vicenda nella quale il detective si trova coinvolto.

True Detective

Una delle visioni di Rust, il simbolo della spirale

True Detective Rust

La luce gialla, smorta, uno dei simboli visivi del serial

Le citazioni sono tantissime, la serie presenta collegamenti interni, a ripetere quella struttura a spirale che è il simbolo del culto che i due true detective stanno rivelando, puntata dopo puntata.

Sul diario della ragazza trovata uccisa (sacrificata) si legge:

Along the shore the cloud waves break,
The twin suns sink behind the lake,
The shadows lengthen
In Carcosa
Strange is the night where the black stars rise,
And strange moons circle through the skies,
But stranger still is
Lost Carcosa
The King in Yellow, Act I, Scene II

Tratto dall’opera teatrale fittizia che da il nome alla raccolta di racconti di Robert W. Chambers.

true detective carcosa

La citazione da Il Re in Giallo sul diario della ragazza sacrificata

Siamo alla quarta puntata, metà serie è andata e le cose sono cambiate. Nic Pizzolatto, l’ideatore, e Cary Fukunaga, il regista, si sono presi la libertà di usare le prime tre parti della storia (un primo Atto) per raccontare il lento scavare dei due nel caso e in sé stessi, muovendosi lentamente verso quella che sarà la probabile conclusione, dove attende il mostro alla fine (nostro) del sogno. Ed è a questo punto che per entrambi è tempo di cambiare (o rivelare il vero sé, con la scusante degli eventi esterni che catalizzano, richiedono, tale cambiamento). E in pochi minuti Rust “è costretto” a tornare Crush, silenzioso spacciatore ritenuto morto. E Marty si spoglia, fisicamente e moralmente, di ogni parvenza civile per rivelarsi bifolco nell’apparenza oltre che nella sostanza.

Hastur

Hastur, il Re in Giallo

Ci sarebbe moltissimo da dire, su queste “sole” quattro puntate, dal lavoro eccezionale sui personaggi, dall’alchimia tra i due poliziotti, dalla qualità della fotografia e delle location scelte (vero terzo protagonista della serie) fino a quel già osannato piano sequenza di sei minuti che chiude quella che Pizzolato ha definito la prima parte del secondo atto di True Detective. E ne parleremo ancora, ma in seguito, quando tutto questo sarà finito e, forse, completo.

In un’intervista all’Arkham Digest lo stesso Pizzolato ha descritto molto bene il lavoro svolto sulla serie, insistendo sul fatto che non ci sono elementi sovrannaturali (cosa che trovo estremamente positiva, vista la natura rituale degli omicidi e la presenza delle allucinazioni, non serve davvero altro per raggiungere quel luogo tra luce e ombra dove il sospetto genera la paura, senza inutili forze aliene). Una sua frase raccoglie il pensiero di Rust, che è evidentemente anche il suo, e il senso ultimo della storia: Reality is the dread.

Da qualche parte a sud, tra le paludi, uomini potenti e ricchi si muovono attorno a circoli di pietre, compiendo oscuri sacrifici. Per evocare, forse inconsapevoli, il mostro che attende alla fine del sogno e che, a conti fatti, è l’essere umano, davanti allo specchio che ne rivela la vera natura.

La chiesa del Re in Giallo

La chiesa, il nulla, la civiltà distruttrice sullo sfondo

For although nepenthe has calmed me, I know always that I am an outsider; a stranger in this century and among those who are still men. This I have known ever since I stretched out my fingers to the abomination within that great gilded frame; stretched out my fingers and touched a cold and unyielding surface of polished glass.
H.P.Lovecraft – The Outsider

We Wish You A Merry Yuletide

It was the Yuletide, that men call Christmas though they know in their hearts it is older than Bethlehem and Babylon, older than Memphis and mankind. It was the Yuletide, and I had come at last to the ancient sea town where my people had dwelt and kept festival in the elder time when festival was forbidden; where also they had commanded their sons to keep festival once every century, that the memory of primal secrets might not be forgotten. Mine were an old people, and were old even when this land was settled three hundred years before. And they were strange, because they had come as dark furtive folk from opiate southern gardens of orchids, and spoken another tongue before they learnt the tongue of the blue-eyed fishers. And now they were scattered, and shared only the rituals of mysteries that none living could understand. I was the only one who came back that night to the old fishing town as legend bade, for only the poor and the lonely remember.

H.P. Lovecraft – The Festival

Che posso dire, a me il Natale piace. E dirlo dopo aver introdotto il post con una citazione da un bel racconto di Lovecraft può sembrare una contraddizione, eppure La ricorrenza, come è stato tradotto da noi The Festival, (che potete leggervi gratuitamente qui) è uno dei miei racconti tradizionali del periodo, con quella mistura sensazionale di storia antica (Yule) e dimenticata e orrori senza nome. Godimento letterario che, per qualche misteriosa ragione, va di pari passo al romanticismo di luci e mercatini, tisane e dolci e il recupero qualche vecchio film (magari un bel un mix tra generi diversi, che comprenda pure La locanda dell’allegria e Gremlins).

E nella tradizione, nella vecchia, antica, primordiale tradizione, sempre in cerca di qualche grotta semi sommersa dove si svolgano i riti originali, come non inneggiare almeno un canto al buon vecchio Cthulhu? E proprio cercando materiale per riempire il sito sui Giochi di Cthulhu (moribondo da un po’) ho scovato immagini, un calendario dell’avvento cthuloide e una favola cthulu-natalizia da fornirvi giusto in tempo, allegando gli auguri del proprietario di casa.

Che ci crediate o no, che vi piaccia o siate di quelli che darebbero fuoco agli alberi prima e agli elfi di BN poi, che siate allegri o nella fase depressiva “non vedo l’ora finiscano le feste”, a Cthulhu non potete dire di no.
Sarebbe letale 🙂

Cthulhu Christmas Calendar

Cthulhu CalendarQuesto ve lo potete scaricare per Android e per iPhone o comprarlo per i tablet Amazon. Ogni giorno un’immagine e un quiz sui Miti, l’ideale per iniziare bene la giornata.

Christmas with a Cyclopean twist! The app features an original image each day that can be opened, featuring well-loved festive imagery such as Santa, mistletoe, Christmas trees and the like. However these have been merged, mixed, mutated and mashed with other, darker figures drawn from H.P. Lovecraft’s Cthulhu Mythos. The app is Red Wasp Design’s new fun advent experience that counts down to Christmas with a Cyclopean twist!

 

The Last Christmas

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Dal sito Penny Arcade, la favola dell’ultimo Natale.

 

Un po’ di immagini per il Natale del vero cultista

 

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(e fatevi un giro sul sito di Goomi, sempre aggiornato con le festività)

H.P. Lovecraft. Da altrove e altri racconti, di Erik Kriek

Lovecraft Da AltroveQuest’anno sono tornato da Lucca col bottino più misero di sempre, dovuto a vari fattori (la crisi, c’è la crisi!) tra i quali spiccava la scelta di privilegiare gli incontri con gli amici, mangiare e bere in compagnia e vedersi i cosplayer. Un esperimento che ha dato ottimi frutti, per quanto purtroppo le intemperie e i soliti problemi di trasporti lucchesi abbiano impedito una certa cena. Anche l’aver limitato la visita alla fiera a UN giorno e aver beccato proprio la data del Nuovo Diluvio Universale (che non ha fermato i – dicono – 70.000 visitatori di quel giorno), possono essere stati fattori di una certa importanza nella mia scarsa permanenza agli stand. Per fare un esempio, l’entrata al Games, il mega padiglione che è posto tra le mura di Lucca e la stazione, quindi il punto in cui entrano subito TUTTI i visitatori, ce la siamo guadagnata in meno di mezz’ora in un attimo di tregua dalla pioggia. Ho sentito di gente che c’è rimasta più di un’ora, in fila. Qualcuno è ancora lì, in cerca dell’uscita.

E insomma, cosa ho preso? Beh, eliminati i vari comics che mi ero già procurato via Amazon grazie a un buono (gli ultimi numeri di Hellboy e BPRD, che francamente erano evitabili in quanto a qualità delle storie), ho optato per due volumi per i quali c’era l’autore presente. Per quel discorso che tanto il libro/gdr/graphic novel/… lo puoi comprare ovunque, ma in queste occasioni ti puoi far lasciare un segno da chi ci ha lavorato, e magari – non quel sabato a Lucca certamente – scambiarci due parole. E quest’anno ho preso appunto H.P. Lovecraft. Da altrove e altri racconti di Erik Kriek e Apocalisse, illustrato da Paolo Barbieri. Okay questo non l’ho preso proprio io, mi è stato gentilmente regalato, con tanto di dedica, ma lo faccio figurare tra gli acquisti altrimenti sembra che a Lucca ho solo gozzovigliato e mi son goduto la gita in un bellissimo B&B racchiuso in un borgo medioevale.

Finita questa “breve” introduzione fuori luogo, arriviamo al volume di cui nel titolo, una nuova versione illustrata dei racconti del Maestro di Providence, una delle muse di questo sito, Howard Phillips Lovecraft. Le sue opere come forse saprete, sono già state rappresentate da chine, matite e colori, negli anni passati, con risultati sempre di ottimo livello. Tra tante ricordo il Lovecraft di Alberto Breccia e  i racconti illustrati da John Coulthart in The Haunter of the Dark. La stessa vita del Maestro è stata rappresentata, in modo surreale e affascinante, nel volume Lovecraft della Vertigo. E come per la narrativa anche nell’arte grafica i Miti hanno dato forma a nuove inquietanti storie, come nel Neonomicon di Alan Moore, o nei passatempi di ogni tipo, illustrati da decine di artisti riportati in parte nel volume dedicato all’Arte dei Miti di Cthulhu.

In questo Da altrove l’olandese Erik Kriek ci porta a rileggere, in forma di graphic novel, L’Estraneo (The Outsider, ), Il colore venuto dallo spazio (The color out of space, 1927), Dagon (Dagon, 1923), Da altrove (From Beyond, 1920), La maschera di Innsmouth (Shadow over Innsmouth, 1931). Cinque racconti tra quelli più conosciuti anche se li ritengo tra i più “sovraesposti”. Ci sono molti altri lavori di H.P.L. che meriterebbero di venir disegnati e mi chiedo se davvero sia necessario puntare sulla popolarità delle storie per vendere un volume del genere.

Erik Kriek LovecraftScelta delle storie a parte, il libro ha il pregio dell’interpretazione visiva alla vecchia maniera di certe riviste della EC Comics (Tales from the Crypt) che contaminarono l’horror negli anni ’50. Purtroppo, se il tratto di Kriek riesce a rendere benissimo quelle atmosfere e quel gusto del terrore, non riesce altrettanto bene nell’adattamento delle storie di Lovecraft. Finali alterati e in parte monchi, per quanto non tolgano molto al senso della storia, ne alterano il punto di vista. Dalla troncatura dell’Estraneo a quel Dagon e le sue “chimere” che rubano la scena alle urla finali rivolte alla creatura che, forse, lo ha seguito fin nel nostro mondo.

Volume dedicato ai soli fan del lavoro di Lovecraft (e quelli di Kriek, immagino), e di chi ha ancora voglia di leggersi fumetti in stile horror ’50, ha inoltre la pecca di non dire nulla sulle ispirazioni visive, su quei fumetti che non tutti gli appassionati conoscono, e sulle motivazioni che hanno spinto l’autore a quella scelta.

I giochi di Cthulhu, ovvero le influenze tentacolari di Howard Phillips Lovecraft

Post che esce quasi in contemporanea su questo blog e su quello ufficiale, e che serve banalmente a far un po’ di marketing per l’ultimo eBook realizzato, vale a dire la versione digitale del saggio I giochi di Cthulhu. Dopo il cartaceo (disponibile in alcune ludoteche a Trieste e sul sito dell’editore Wild Boar) il saggio arriva nei formati più diffusi per la lettura su PC, tablet, smartphon, eBook reader,… direi ovunque.

E con questo, abbiamo finito. Mi ero ripromesso di dare al saggio una veste grafica, di sistemarne i contenuti, aggiornandoli, e realizzarlo cartaceo e digitale. I riscontri della precedente versione, uscita con un titolo bislacco e una copertina più cupa e confusa, sono stati comunque buoni e fanno ben sperare, soprattutto alle porte di Lucca 2013 dove sarà di nuovo presente allo stand della Wild Boar (la cui ubicazione è per ora tenuta segreta ma conto di rivelarla quanto prima).

I giochi di Cthulhu di Matteo Poropat

Per chi non lo conoscesse ancora vi ricopio la sinossi e vi incollo alcuni screenshot realizzati con l’emulatore KindlePreviewer.

I giochi di Cthulhu è un viaggio avventuroso tra i passatempi ispirati agli scritti di Howard Phillips Lovecraft. Dai giochi di carte come Munchkin Cthulhu al più noto gioco di ruolo horror, Call of Cthulhu, dal boardgame Arkham Horror a videogame terrificanti come Dark Corners of the Earth, passando per titoli sconosciuti e autoproduzioni affascinanti.

I giochi di Cthulhu
Matteo Poropat

Il libro non è più disponibile per l’acquisto.

 

 

I giochi di Cthulhu

 

I giochi di Cthulhu

 

I giochi di Cthulhu

 

I giochi di Cthulhu

Kickstarter: Sandy Petersen’s Cthulhu Wars

Questo è probabilmente IL kickstarter di Cthulhu. Sì lo so ci sarebbe la settima edizione, magari ne parleremo ma da quel che ne ho sentito e letto in giro, preferisco per ora far finta che nessuno si sia messo in testa di fare qualcosa di simile.

Quindi torniamo a questo Cthulhu Wars, del buon Sandy Petersen, che se non sapete chi è beh è parecchio grave e vi tocca andare a leggere la bio su wikipedia.

black goat - cthulhu wars

Cthulhu Wars è un gioco da tavolo nel quale si controllano diverse fazioni di orrori innominabili, nel tentativo di prendere possesso del pianeta terra. Se vogliamo una versione super pompata di un ibrido tra Risiko e Creature e Cultisti (ma senza gli ironici personaggi di John Kovalic).

Partito una decina di giorni fa il KS doveva racimolare almeno 40.000$. A oggi sta a “soli” 600.000$. Eh già, avete letto bene. Probabilmente con la cifra finale realizzeranno un Grande Antico in scala 1:1 o qualcosa di simile.

great cthulhu - cthulhu wars

Come si evince dalle immagini il tratto grafico è praticamente quello dei prodotti della Fantasy Flight Games (Arkham Horror, Elder Signs,…) tutti ottimi e stupefacenti in quanto a realizzazione, però se si provava a variare non c’era niente di male.
Nel gioco (che a differenza di AH e ES è finalmente competitivo e non collaborativo), ognuno dei giocatori (tra 3 e 5) ha il suo bel esercito di cultisti e mostri, deve costruire portali mistici e risvegliare il proprio Great Old Ones.
Il pezzo forte sono certamente le miniature enormi, che rappresentano Grandi Antichi e altre creature dei Miti.

cthulhu wars

Il prezzo minimo per mettere le mani su questa guerra di Cthulhu? 110$.
Più spese di spedizione e quello che è attualmente il costo doganale per importare creature semi divine in avanzato stato di continua putrefazione capaci di distruggere l’umanità, ovviamente.

Ecco dove andare a spendere bene i vostri risparmi da cultista e infine lo stesso Sandy ci spiega come funzionerà il suo gioco…

Let’s play with it

Words, once they are printed, have a life of their own.
Carol Burnett

Past week I’ve called some old friends. Goals: 1) put together a group of people 2)  draw out of the darkness some dusty boardgame (which I’ve stopped playing years ago, cause lack of interested players).

Arkham Horror, Munchkin Cthulhu, Creatures and Cultists… (marketing corner: those are titles I’ve mentioned in my little essay about lovecratian games Playing with Lovecraft. Tentacular influences in popular games).

Munchkin Dice

The list is long.

And here comes the problems.

The first is language.
Almost every of the mentioned games are the original english version. The rules could be translated and explained. But what about  the thousand Arkham Horror cards? Endless.

Arkham Horror

The second is time.
Nobody has the time, not for playing. We are all grown up, don’t we?

The first one has no solution but looking for enthusiastic people, brave enough to prove their english knowledge. It’s not so hard and it could be very useful.

The second is the one that sometimes gives me headache.
Here, in Italy, the approach to the imaginary, to the fantastic (fantasy, sci-fi, horror) side of creativity seems to be very problematic. We are a realistic country. We don’t have time for those silly things. We have to earn money, buy trendy stuff, arrange the next holiday, work hard because life is short and painful. And the story is always the same. If you play football, you’re good. If you lose time playing with strange colored miniatures on a board, then you are the strange one. It’s true: you are the weirdo. Because you still have an organ, a part of you that other people lose, once reached a certain age.

I believe that there is a clear correlation between imagination, creation and the act of playing. There would be no wonderful scientific discovery without imagination. There is no hope, without imagination, no future worth living, if the only dream that we deserve is reality.

In the last five years I’ve practiced martial art with two different masters: one from a Karate school and the current one from a Tai Chi Chuan (Chen style) school. Both have taught me that there is no true learning without playing. To play is to take things more lightly, avoiding the rigidity of a purely didactic approach.

To play means being curious, is the way to creativity. To really learn an art you have to play with it, mix colors and discover new ones, use your body beyond the limits of everyday life. Give it a try, train even harder, without ever forgetting the part devoted to play. Play with your pain, they teach, do not throw it away. Play with it.

Life is short and painful.
So why don’t we try to play more?

Elder Sign: Omens, il boardgame digitale targato Fantasy Flight Games

La Fantasy Flight Games è diventata da qualche anno uno dei punti di riferimento per l’intrattenimento ludico “lovecraftiano”. Nella sua produzione, davvero sconfinata, i giochi di Cthulhu si sono conquistati una bella fetta, con titoli ormai già ripubblicati come il boardgame Arkham Horror e il flusso inarrestabile di nuovi deck per il live card game (gioco di carte non collezionabili) di Call of Cthulhu.
Continua…