L’arte fantastica di Stjepan Sejic

Articolo, questo, che nasce da una vecchia passione fumettistica, ammazzata a colpi di storie pessime come spesso accade nella serialità portata agli estremi. Parlo della saga di Witchblade, la lama stregata, di per sé non un capolavoro agli inizi, ma godibile (inutile dirlo anche e molto per via della protagonista, Sara Pezzini, e delle sue miracolose forme che le donava il bravo e purtroppo prematuramente scomparso Michael Turner). La saga fu messa nel 2007 nelle mani di un disegnatore croato, che abita a un centinaio di chilometri da dove sto scrivendo. E se le storie non hanno guadagnato molto in quanto a sceneggiatura, il tratto di Stjepan Šejić non passava di certo inosservato. Iperdettagliato, vicino ai canoni di una pittura iper realistica nonostante i soggetti di natura fantastica, rendeva ogni tavola un dipinto da osservare a lungo, compensando spesso la scelta registica di eliminare scene d’intermezzo in favore di istantanee nelle quali evidenziare il soggetto su uno sfondo sfocato.

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