La città e la città di China Miéville

La-citt+á-e-la-citt+á-di-China-Mi+®villeNon pensavo di scrivere una recensione del romanzo di China Miéville, La città e la città. Ma per qualche ragione in questi ultimi giorni la spinta a questi esercizi mi è tornata prepotente, e mi sono ritrovato per le mani il volume da poco concluso. E l’ho sfogliato. E ho deciso che no, non lo avrei recensito, ma qualche frase su quel che mi è rimasto, giusto un’opinione l’avrei data. Ma mica una recensione eh…

Fascette che lo avvolgono quando riposa in libreria e commenti di altri blogger lo definiscono un incrocio tra Kafka, Chandler, Dick. Io parto svantaggiato, non essendo particolarmente esperto di fantascienza, non avendo mai letto Chandler, sopportando con difficoltà Dick e ricordando poco delle mie letture kafkiane.
Per cui vi dirò che a me questo libro ha ricordato George Orwell. Poi vi spiego perché.
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Darksiders: Ira di Guerra (PlayStation 3)

Gioco vecchio, Darksiders, ormai già il seguito è vecchio. Però il sottoscritto come sempre se li compra quando raggiungono prezzi accettabili su ebay e ci mette un tempo quasi infinito a completarli. Darksiders mi ci son volute una trentina di ore. Sparse su sette mesi. E siccome alla fine mi ci son divertito un sacco ed è uno di quei pochi giochi che quasi quasi lo ricominciavo a difficoltà apocalittica, due parole le spendo (e vedendo ora la lunghezza del post direi qualcuna più di due, ecco).
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Elder Sign: Omens, il boardgame digitale targato Fantasy Flight Games

La Fantasy Flight Games è diventata da qualche anno uno dei punti di riferimento per l’intrattenimento ludico “lovecraftiano”. Nella sua produzione, davvero sconfinata, i giochi di Cthulhu si sono conquistati una bella fetta, con titoli ormai già ripubblicati come il boardgame Arkham Horror e il flusso inarrestabile di nuovi deck per il live card game (gioco di carte non collezionabili) di Call of Cthulhu.
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Cthulhu MUD

Questo lungo articolo è stato scritto alcuni anni fa, ai tempi del primo numero della fanzine Memorie dal buio. Lo ripropongo perché propone uno dei giochi di Cthulhu più longevi, almeno per quanto riguarda un videogame, e sarebbe un peccato dimenticarlo, così come la passione per questi fantastici giochi testuali. Qualcuno avrà già sentito parlare dei MUD. Un fenomeno nato ormai molti anni fa, che permette in pratica di giocare un gioco di ruolo con altre persone connesse ad internet. I MUD, Multi User Dungeon (o Multi User Dimension) si differenziano tra loro sostanzialmente per due caratteristiche: il motore informatico, che permette lo svolgersi dell’azione, detto codebase (SMAUG, Merc, Diku,…) e l’ambientazione, che va dal definire quali sono le classi di personaggi che è possibile interpretare (dalle classiche, come nani, elfi, fino ad alieni, robot, e così via) al tipo di mondo in cui si muoveranno i giocatori.

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Haven, terza volta nel paese stregato di Stephen King

Mi resta poco tempo e un unico telefilm. Avrei voluto parlarvi pure di Grimm ma usando un tecnicismo da recensore, la prima serie mi ha fatto talmente schifo che non ne posso parlare oltre. No okay due cose ve le dico di fretta che devo andare a impaginare. Ma si può fare un telefilm con un tipo scialbo che ogni episodio combatte creature misteriose ricorrendo a tutta una serie di cose già viste (il prescelto? c’è! il “dono” che si trasmette con la morte? avrete visto Buffy… i demoni col nome tedesco? ah ecco questa è nuova e giuro che ne facevo a meno). Evidentemente sì e al solito contrariamente a chi si è visto Firefly o Dollhouse e per una ragione o l’altra hanno pianto al fine prematura, Grimm è stato rinnovato. Qualcuno mi dica perché…

Mentre mi rispondete veniamo invece a Haven, che non ha dalla sua degli interpreti carismatici (santo Cthulhu ma una bionda meno scialba non c’era? e una detective mora faceva tanta impressione? gli attori bravi sono finiti?) ma una trama orizzontale che tra misteri ed efferatezze varie riesce almeno a incuriosire. Di Colorado Kid per ora non abbiamo scoperto molto, e l’ombra di Stephen King si allunga parecchio sfumata sulla sceneggiatura.

Delle prime due serie di Haven ho già parlato, il cliffangherone della seconda serie è ancora lì che pende, anche perché nonostante la serie sia già iniziata dal 21 settembre non sono ancora riuscito a vederla. Però tra fantasmi, bambini demoniaci, piogge di animali e quel bel papà spappolato una volta divenuto statua, ho qualche bel ricordo delle serie andate.

Per tutte le fan femminili del mio sito ecco un piccolo regalo, forse se dovete scegliere che serie guardare Eric Balfour vi farà cambiare idea, in quanto Haven, come dicevo mancante di una qualsiasi attrice degna di tale nome, si è rifatto assumendo maschi alfa di ogni genere, tra i quali pure l’ex wrestler canadese Adam “Edge” Copeland!

E con questo va a riposo la rubrica Serial di stagione, almeno fino a marzo, quando ricomincia il bel Game of Thrones, con la sua valangata di corpi mozzati, gente sporca, draghi e donne nude spesso colte stranamente durante coiti di ogni tipo.

Alla prossima visione!

Chi è morto alzi la mano di Fred Vargas

Chi è morto alzi la mano di Fred VargasSono di nuovo qua, con Fred Vargas, alias Frédérique Audouin-Rouzeau, parigina classe 57, ricercatrice di archeozoologia ed esperta in medievistica. Che già a dirlo così a uno si impressiona. Vorrei rispondere io qualcosa di simile quando mi chiedono cosa faccio nella vita.

 

Questa terza recensione, del libro che in realtà si pone all’inizio di una ipotetica “saga”, riguarda Chi è morto alzi la mano, dove si racconta di come tre individui “nella merda”, come amano definirsi, un medievalista, uno studioso della preistoria e uno della Grande Guerra, si ritrovano a far fronte comune contro le avverse condizioni economiche. I tre si stratificano in una casa, la topaia, e si ritrovano dopo poco avvinghiati letteralmente da una storia, che si spande dal fronte orientale a quello occidentale, tra le figure della cantante d’opera Sophia Siméonidis e della sua amica Juliette.
E tutto parte da un albero, un giovane faggio, che compare senza preavviso nel giardino di Sophia, una mattina qualsiasi.
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Serial di stagione: Supernatural, Once Upon a Time e How I Met Your Mother

Seconda parte della rubrica sui serial tv, che anticipa tra le tante serie disponibili quelle che seguirò. Dopo aver parlato di Dexter, Fringe e The Big Bang Theory si torna con altri tre serial dei quali a dir la verità ho buone speranze solo su uno.

Serial tv: Supernatural, Once Upon a Time e How I Met Your Mother

How I Met Your Mother

Serie in arrivo: ottava
Primo episodio: “Farhampton” il 24 settembre
Ho iniziato per ben due volte la serie. Abbandonata molti mesi fa, ho provato a riprenderla in un periodo di magra di serial. Stavo per rimollarla ma ho tenuto duro, superati i primi scarsi episodi mi ci sono appassionato di brutto. Ovviamente su tutti i personaggi domina il Barney di Neil Patrick Harris (grande villain in Dr. Horrible’s Sing Along Blog) ben presentato nella prima stagione ma capace di rivelare tutto il potenziale negli episodi successivi. Inguardabile invece il protagonista, fastidiosissimo. Come per tutte le sit-com dopo qualche stagione c’è stata una flessione per ripetitività e anche una triste tendenza a far somigliare Barney a un clone del Chandler di Friends. Personalmente ho apprezzato molto la settima. Il meccanismo del flashback, sul quale è costruito l’intero telefilm, funziona meglio, meno confusionario soprattutto, e gli episodi presentano maggior equilibrio tra i personaggi con tanti momenti, beh ovviamente leggen

dari.

Serial tv: Supernatural, Once Upon a Time e How I Met Your Mother

Once Upon a Time

Serie in arrivo: seconda
Primo episodio: “Broken” il 30 settembre
Sicuramente è il periodo delle favole, mi sa che potrebbero sostituire i vampiri, ormai noiosi e in disuso (per fortuna, direi) e magari (ma ho qualche dubbio) pure gli angeli che riempiono scaffali e scaffali dove una volta riposavano felici romanzi horror. Comunque, favole dicevamo, dopo una stagione cinematografica che ha visto ben due diverse versioni di Biancaneve (qua abbiamo visto qualche concept art di Biancaneve e il cacciatore). Di Once Upon a Time ho parlato mesi or sono dando spazio – e come mai? – ai personaggi femminili, buoni e cattivi.
La serie mi ha preso all’inizio però per perdersi verso la fine con terrificanti siparietti per Biancaneve e il “principe azzurro”, noiosi nella favola e pessimi nel mondo reale. L’ultimo episodio ha tirato un po’ su le sorti della combriccola di Storybroke, però le favole non sono infinite (e nemmeno le attrici da usare come cattivone di turno) e tornare su personaggi già visti è un bel rischio (ma se ci ridate Malefica/Pam nessuno si lamenterà, scommettiamo?).
Ora la magia è tornata (magic is coming, appunto) e tutti sanno chi sono “in realtà”, compresa Emma (Jennifer Morrison), che dopo aver ammazzato un drago avrà difficoltà a dire che non crede nelle favole (e di esserne effettivamente parte).
Vedremo se questa seconda stagione saprà rinnovarsi, il numero di episodi previsti non è stati deciso, segno che la sopravvivenza, anche nel magico regno di Storybroke, non è certa.

Serial tv: Supernatural, Once Upon a Time e How I Met Your Mother

Supernatural

Serie in arrivo: ottava
Primo episodio: “Heartache”, 3 ottobre
Dite quel che volete, ma ci son stati episodi di questa serie assurda da vero delirio telefilmico. Auto citazioni, riferimenti al mondo geek tra giochi di ruolo e fan fiction, divinità e demoni di ogni tipo. La settima serie ammetto rasentava l’inguardabile, e l’ho guardata a pezzi. Però si è conclusa “bene”, portando la storia diritta nel purgatorio, luogo a quanto pare per nulla tranquillo, dal quale arrivavano i Leviatani che han dilagato per tutta la stagione.
La storyline angelica, soprattutto quando Castiel dava il meglio, è stato il top di queste sette stagioni, speriamo di rivederlo quanto prima (dopo la scomparsa dell’ultima puntata).

Io sono il tenebroso di Fred Vargas

Io sono il tenebroso di Fred Vargas

Io sono il tenebroso di Fred Vargas

A quanto pare in questo angolo di mondo l’autore di cui vi parlo è apprezzato, ed eccomi quindi a ripescare le recensioni che lo (la) riguardano.

 

Anche in questo libro dal titolo che si rifà a una poesia, El Desdichado di Gérard de Nerval, Fred Vargas ripropone la sua ricetta: semplicità e profondità, nei moventi, nei personaggi, nelle ambientazioni.

Da subito si fa conoscenza con l’idiota di turno, Clèment, abile suonatore di fisarmonica, che con le sue scarse capacità dialettiche darà forma a scoppiettanti dialoghi con gli altri personaggi, che in quanto a personalità non gli saranno da meno. Ludwig Kehlweiler, ex-dipendente del ministero, detto “Il Tedesco”, con il suo rospo Bufo sempre nel taschino. Marc, Lucien, Matthias, gli “evangelisti”, studiosi di storia, stratificati nella loro topaia secondo le epoche a cui sono devoti.

Le caratterizzazioni così particolari inseguono, assillano a tratti, ma non annoiano né eccedono mai, rendendo vivo il rapporto con i luoghi della Francia dove la Vargas ambienta le sue storie, portando chi legge proprio lì, come fossimo tutti ansiosi di origliare le discussioni animate, cercando di scavare tra le frasi per portare alla luce i pochi indizi che permetteranno di giungere al colpevole, magari prima dello stesso scalcinato gruppo che lo cerca.
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L’uomo a rovescio di Fred Vargas

L'uomo a rovescio di Fred Vargas

L’uomo a rovescio di Fred Vargas

Sono praticamente sulla porta, ché devo andare a farmi prender le misure per la bici nuova, ma non volevo lasciarvi senza nulla da leggere per il weekend. Vi ripropongo allora una recensione dal vecchio sito, dedicata a uno degli ottimi romanzi di Fred Vargas. Avessi più tempo (ma non lo diciamo quasi tutti?) mi piacerebbe finire i titoli di questa scrittrice, completare le lacune nei due cicli principali che ha creato, perché, fino a oggi, quelli letti sono sempre stati gustose sorprese. Ma tant’è, e infatti sono in fuga come sempre, bisogna far quel che si riesce, con quel che rimane.

Buon sabato gente!

Nel giallo le angolature permesse al lettore sono sempre molteplici: si può stare alle spalle dell’assassino o nella mente dell’uomo o della donna che lo inseguono, sporcarsi nel sangue delle sue vittime oppure rimanere indifferenti sul ciglio della strada, osservando le conseguenze delle azioni di chi uccide e di chi insegue.
Fred Vargas mantiene un personale punto di vista, stretto come una coperta ai personaggi che dipinge, meticolosamente, su uno sfondo di montagne fredde, ovililerci e leggende contadine. E per compiere questa disamina chirurgica, riuscendo a esporre le viscere emotive di protagonisti e comprimari, usa principalmente l’arma, affilata dall’esperienza, del dialogo.
Attraverso le lunghe chiacchierate, spesso confronti uno a uno, nei quali s’insinuano terze e quarte voci solo per porre freno a uno dei contendenti o calcare la mano su certi concetti, la scrittrice francese ci conduce nella loro anima, ci mostra le paure e le consunzioni, ma anche le capacità nascoste, la forza, e, spesso, l’innata simpatia di persone che sono semplicemente ciò che sono. Perché alla fine noi li conosciamo, sappiamo che il Guarda è di guardia e se noi possiamo dimenticarcene, perché la storia punta il suo sguardo altrove, lo facciamo con la sicurezza di chi sa di avere le spalle coperte. Come Soliman davanti ai giovinastri che lo vorrebbero picchiare, o come il commissario Adamsberg, che gliene deve una, al contadino silenzioso che gli salva la vita.

Martedì ci furono quattro pecore sgozzate a Ventebrune, nelle Alpi. E giovedì nove a Pierrefort. I lupi, – disse un vecchio. – Scendono a valle.” 
Ma è davvero un lupo che uccide tra le montagne del Mercantour? Mentre le superstizioni e le leggende cominciano a girare, un sospetto si diffonde: non è una bestia, potrebbe essere un lupo mannaro. Quando Suzanne viene ritrovata sgozzata, il dubbio diviene certezza. Una nuova inchiesta per lo stralunato Adamsberg e il suo vice, il coltissimo e iperrazionalista Danglard.

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Serial di stagione: Dexter, geek e universi paralleli

Si riprende una vecchia rubrica del precedente viaggio sciamanico, quella dedicata ai telefilm andati o che verranno, sempre col nome di Serial di stagione. Anticipazioni in questo caso, ché ormai è autunno e tra tre settimane circa riprendono le dosi massicce, fondamentali per chi come me ne è non poco addicted.
Andiamo a vedere le prime tre delle serie che attendo e cosa promettono.

Dexter settima stagioneDexter
Serie in arrivo: settima
Primo episodio: “Are You…?” il 30 settembreSon dovuto ricorrere al wiki per far mente locale sulla serie precedente, il che la dice lunga su quanto mi fosse (s)piaciuta. C’era la coppia di assassini biblici, rasentava l’inguardabile. Ora abbiamo una settima e un’ottava stagione, per un totale di ventiquattro episodi che potrebbero essere collegati in un unico arco narrativo. Ci saranno Calista “moglie di Indiana Jones” Flockhart, Ray Stevenson (visto recentemente in Thor) e – gioia per gli occhi – Yvonne Strahovski, della quale abbiamo tutti il ricordo come compagna della spia Chuck Bartowski. Speriamo bene per le storyline soprattutto – SPOILER – per quella che direttamente collegata all’ultima inquadratura di This is the Way the World Ends, finale della season 6, dove Deb scopre (finalmente direi) l’hobby particolare del fratellastro.
The Big Bang Theory stagione seiThe Big Bang Theory
Serie in arrivo: sesta
Primo episodio: “The Date Night Variable” il 27 settembreThe Countdown Reflection ci aveva lasciato con tre coppie a terra, i soliti Leonard e Penny (rea di aver rifiutato la proposta di matrimonio di Leonard), Amy (speriamo la eliminimo dalla serie quanto prima) e Sheldon (ridateci il personaggio delle prime serie) e Raj (sempre troppo poco sfruttato) e Bernadette (dovevano mandarci lei in orbita) che mano nella mano sono testimoni del viaggio di Howard Wolowitz nello spazio.
Non so bene cosa sperare per questa serie che ha perso smalto (come molte delle sitcom) dopo le prime stagioni, appoggiandosi al riciclo di situazioni e sfruttando troppo certi personaggi e davvero troppo poco altri. Oltre a introdurre le due componenti femminili più fastidiose della storia dei telefilm.
Fringe quinta stagioneFringe
Serie in arrivo: quinta (e ultima?)
Primo episodio: “Transilience Thought Unifier Model-1” del 28 settembreUn serial di fantascienza salvato dai fan, incredibile successo dopo tentativi più famosi (e forse meritati) come quello di Firefly (che da queste parti è sempre tra i must see), un telefilm che è riuscito a recuperare pubblico, ricostruire una storyline che stava perdendo mordente e, nonostante qualche episodio al limite dell’imbarazzante (qualcuno ha detto soul magnet? o Leonard Nimoy cartoon?) aggiudicarsi una quinta serie. Merito anche del coraggio di portare avanti una trama complessa che ha creato e distrutto universi, riscritto personaggi (pur rifacendoli fluire nei tratti di quelli ormai amati dal pubblico, scelta inevitabile) e promesso un futuro apocalittico all’intero mondo, futuro che dominerà l’inizio della nuova season.
Transilience Thought Unifier Model-1 sarà ambientato nel 2036 (universo giallo se ricordo bene), subito dopo gli eventi del diciannovesimo episodio quarta serie, Letters of Transit, con gli Osservatori ormai divenuti indiscutibili dominatori del pianeta e la scoperta del Fringe team originale incastonato nell’ambra.
Dei telefilm di questo primo trittico di Serial di stagione è sicuramente quello del quale ho più aspettative, ed è l’unico in cui ci sia più di un attore (bravo se pur con i dovuti distinguo) a sostenere la serie (la Torv è migliorata di stagione in stagione e John Noble insomma, inutile parlarne.
C’è speranza ma non certezza di rivedere Henry Ian Cusick, avvezzo a universi e paradossi dalla sua interpretazione di uno dei migliori personaggi di Lost, Desmond Hume.
A quanto pare questi tredici episodi chiuderanno Fringe, a meno di qualche sommossa popolare che riesca a convincere la FOX a produrne altri (cosa che spero non accada, meglio un finale ben cucito e sensato che il solito strascico senza fine).
Eccovi il trailer presentato al Comic Con che – si narra – sia stato girato per convincere l’emittente a produrre la final season, riuscendo nell’intento.
Per questo ci vorrà più tempo.
Marzo 2013.
E come si fa? Ne riparleremo…game of thrones season 3