La madonna cadavere di Luigi Musolino

La madonna cadavere ebook di Luigi Musolino
Ed eccoci ancora a parlare di eBook, giusto dopo aver sistemato un po’ le pagine statiche del blog, e averci aggiunto una dedicata alle recensioni di libri, ebook, film,… e una dedicata ai post su artisti con interviste, making of e altro ancora. Oggi non solo parliamo di eBook ma di un racconto di Luigi “Gigi” Musolino, amico e compagno di diverse avventure per i bivacchi montani, nonché uno dei primi scrittori che intervistai per La Tela Nera, tre anni fa (qui l’intervista) e proprietario delle altre due mani che con le mie hanno dato vita al racconto horror Dalla carne.

Dopo avervi rimpinzati di link, arriviamo al racconto.

In ogni leggenda metropolitana, in ogni racconto da vecchie comari, si nasconde un briciolo di verità. Marcello Maci, disilluso presentatore televisivo di un format dedicato al mistero, lo scoprirà sulla sua pelle quando un’inquietante e-mail lo condurrà a Idrasca, paese incastonato nelle nebbie della Bassa Piemontese, paese in cui si sussurra a bassa voce del mito della Madonna Cadavere…

Un racconto breve del quale si rischia di dire troppo e rovinare la sorpresa. Pensate voi. E invece no, perché la “sorpresa” finale, che c’è forse e forse no, dipende da quello a cui arriverete a credere girata l’ultima pagina. Quello che c’è, presente come sempre nella narrativa di Gigi, è il muoversi tra la realtà con i suoi orrori quotidiani (a tal proposito leggetevi la raccolta Bialere o racconti come Sporcizia e In bilico, se ancora non lo avete fatto) e gli altri orrori, quelli che premono dall’oltre e cercano per un motivo o per l’altro di strisciare fino al nostro mondo. L’orrore umano o sovrannaturale, le tenebre dell’anima e il concretizzarsi di leggende come quella che ruota attorno a un certo specchio maledetto.

Non vi dico altro, se non che il racconto, lungo una ventina di pagine, va giù d’un fiato, è bello ed è GRATIS, cioè l’eBook si scarica GRATIS, e lo si fa cliccando qua.

Milano Doppelganger di Alessandro Girola

Complice lo scarsissimo tempo libero e i frenetici ritmi di questi mesi, ho recuperato alcuni eBook che avevo da leggere, testi rimasti in attesa nella memoria del Kindle, a far polvere da tempo. Tutti ampiamente soddisfacenti, devo dirlo, autoproduzioni di ottimo livello, nel genere del fantastico e dell’orrore.
Anche per aggiornare il blog serve qualche brandello di tempo strappato alle giornate e oggi sfrutto l’emicrania che fa visita (per fortuna raramente) e una visione in relax del classico Piramide di paura, come compagni di scrittura.

Milano.
Mancano quattro giorni ad Halloween.
Daniele, cercatore di rarità per collezionisti, che ispira il suo lavoro a quello di Dean Corso de “La Nona Porta”, accetta un delicato incarico, molto ben pagato.
L’enigmatico Mister Colibay gli chiede di recuperare un raro libro del ’500, il primo mai scritto a proposito di illusionismo e prestidigitazione.
Il volume fa parte di una collezione privata, il cui proprietario è appena defunto.
Tra il materiale raccolto da costui abbondano i tomi che trattano di argomenti bizzarri e insoliti, dalle città inesistenti all’architettura di luoghi immaginari.
Ma saranno poi immaginari per davvero?

Milano Doppelganger di Alessandro GirolaQuesta la sinossi di Milano Doppelganger, fatica letteraria dell’amico Alessandro Girola, la cui produzione è in continuo aumento, sia come quantità che come qualità.
Devo ammettere che, da lettore praticamente non dotato di alcuna forma di memoria, non riesco a godermi ucronie e altri testi legati alla nostra storia e le sue (im)possibili varianti, racconti dei quali Alessandro è appassionato scrittore. La sua vena più “urbana”, i racconti contemporanei (che comunque affondano sempre lunghe e tentacolose radici nelle leggende e nel passato) sono quindi quelli che preferisco, e che trovano in questo Milano Doppelganger eccellente rappresentante.
In questo racconto lungo Alessandro sfrutta la sua destrezza (+1/+5 vs leggende metropolitane e occultismo urbano, anche se la dicitura la capiranno in pochi…), allenata con le centinaia di articoli coi quali riempie quotidianamente il blog Plutonia Experiment, fondendo il tutto con la conoscenza della sua Milano.
Accenni e citazioni (più velati e suggeriti che in altri suoi testi, cosa che ho apprezzato) costellano la storia principale, con rimandi evidenti a l’omaggio kinghiano a Lovecraft, Orrore a Crouch End, e al protagonista de Il club Dumas (e la sua versione cinematografica, La nona porta). Tra queste citazioni più evidenti Alessandro si è divertito a inserire auto riferimenti, come la notizia di un certo treno scomparso nel nulla.

Riferimenti a parte, la storia è un lento discendere nell’incubo, in una Milano orribile e letale. Molto efficace l’idea di suggerire l’orrore, nascosto da vie o corridoi bui, celato da tende appena aperte, percepito ma non visto. Il tempo presente della narrazione aumenta l’immediatezza del legame tra lettore e protagonista, ne deriva una maggior empatia, di quelle per intenderci che spinge a parlare al protagonista nella speranza che non finisca proprio così male.
Ma non vi spoilero nulla della trama, anche perché l’eBook ve lo potete procurare per poco più del caffè, unità di misura ormai divenuta standard per gli scrittori che “si fanno da sé” (sto ancora cercando una definizione migliore di quel autoprodotti che mi fa veramente schifo).

H.P. Lovecraft. Da altrove e altri racconti, di Erik Kriek

Lovecraft Da AltroveQuest’anno sono tornato da Lucca col bottino più misero di sempre, dovuto a vari fattori (la crisi, c’è la crisi!) tra i quali spiccava la scelta di privilegiare gli incontri con gli amici, mangiare e bere in compagnia e vedersi i cosplayer. Un esperimento che ha dato ottimi frutti, per quanto purtroppo le intemperie e i soliti problemi di trasporti lucchesi abbiano impedito una certa cena. Anche l’aver limitato la visita alla fiera a UN giorno e aver beccato proprio la data del Nuovo Diluvio Universale (che non ha fermato i – dicono – 70.000 visitatori di quel giorno), possono essere stati fattori di una certa importanza nella mia scarsa permanenza agli stand. Per fare un esempio, l’entrata al Games, il mega padiglione che è posto tra le mura di Lucca e la stazione, quindi il punto in cui entrano subito TUTTI i visitatori, ce la siamo guadagnata in meno di mezz’ora in un attimo di tregua dalla pioggia. Ho sentito di gente che c’è rimasta più di un’ora, in fila. Qualcuno è ancora lì, in cerca dell’uscita.

E insomma, cosa ho preso? Beh, eliminati i vari comics che mi ero già procurato via Amazon grazie a un buono (gli ultimi numeri di Hellboy e BPRD, che francamente erano evitabili in quanto a qualità delle storie), ho optato per due volumi per i quali c’era l’autore presente. Per quel discorso che tanto il libro/gdr/graphic novel/… lo puoi comprare ovunque, ma in queste occasioni ti puoi far lasciare un segno da chi ci ha lavorato, e magari – non quel sabato a Lucca certamente – scambiarci due parole. E quest’anno ho preso appunto H.P. Lovecraft. Da altrove e altri racconti di Erik Kriek e Apocalisse, illustrato da Paolo Barbieri. Okay questo non l’ho preso proprio io, mi è stato gentilmente regalato, con tanto di dedica, ma lo faccio figurare tra gli acquisti altrimenti sembra che a Lucca ho solo gozzovigliato e mi son goduto la gita in un bellissimo B&B racchiuso in un borgo medioevale.

Finita questa “breve” introduzione fuori luogo, arriviamo al volume di cui nel titolo, una nuova versione illustrata dei racconti del Maestro di Providence, una delle muse di questo sito, Howard Phillips Lovecraft. Le sue opere come forse saprete, sono già state rappresentate da chine, matite e colori, negli anni passati, con risultati sempre di ottimo livello. Tra tante ricordo il Lovecraft di Alberto Breccia e  i racconti illustrati da John Coulthart in The Haunter of the Dark. La stessa vita del Maestro è stata rappresentata, in modo surreale e affascinante, nel volume Lovecraft della Vertigo. E come per la narrativa anche nell’arte grafica i Miti hanno dato forma a nuove inquietanti storie, come nel Neonomicon di Alan Moore, o nei passatempi di ogni tipo, illustrati da decine di artisti riportati in parte nel volume dedicato all’Arte dei Miti di Cthulhu.

In questo Da altrove l’olandese Erik Kriek ci porta a rileggere, in forma di graphic novel, L’Estraneo (The Outsider, ), Il colore venuto dallo spazio (The color out of space, 1927), Dagon (Dagon, 1923), Da altrove (From Beyond, 1920), La maschera di Innsmouth (Shadow over Innsmouth, 1931). Cinque racconti tra quelli più conosciuti anche se li ritengo tra i più “sovraesposti”. Ci sono molti altri lavori di H.P.L. che meriterebbero di venir disegnati e mi chiedo se davvero sia necessario puntare sulla popolarità delle storie per vendere un volume del genere.

Erik Kriek LovecraftScelta delle storie a parte, il libro ha il pregio dell’interpretazione visiva alla vecchia maniera di certe riviste della EC Comics (Tales from the Crypt) che contaminarono l’horror negli anni ’50. Purtroppo, se il tratto di Kriek riesce a rendere benissimo quelle atmosfere e quel gusto del terrore, non riesce altrettanto bene nell’adattamento delle storie di Lovecraft. Finali alterati e in parte monchi, per quanto non tolgano molto al senso della storia, ne alterano il punto di vista. Dalla troncatura dell’Estraneo a quel Dagon e le sue “chimere” che rubano la scena alle urla finali rivolte alla creatura che, forse, lo ha seguito fin nel nostro mondo.

Volume dedicato ai soli fan del lavoro di Lovecraft (e quelli di Kriek, immagino), e di chi ha ancora voglia di leggersi fumetti in stile horror ’50, ha inoltre la pecca di non dire nulla sulle ispirazioni visive, su quei fumetti che non tutti gli appassionati conoscono, e sulle motivazioni che hanno spinto l’autore a quella scelta.

Nati per cazzeggiare

Diciamo subito che è venerdì sera, ho or ora finito un lavoro e mi sto ascoltando questo pezzo, che va d’accordissimo col caldo, che non è proprio già qui ma lo si sente. Che sta arrivando. E insomma Chiara dice che questa musica è la melanconia distillata, o qualcosa del genere, il distillato c’era di sicuro nel discorso, e non ci si può dare torto (mai) alla Chiara.
Così, mentre aspetto di decidere come farà che il venerdì diventi sabato, sfoglio il vecchio blog, cazzeggio su fb e cose del genere. E ti salta fuori una sorta di folle cronaca, che per qualche strano guizzo del destino s’incolla (è appiccicaticcio il tavolo, birra versata, Il Procione sa di cosa parlo) a una foto che ho postato qualche giorno fa.

Buena Onda

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Darkness on the Edge of Town di Brian Keene

“Nah. We’re animals, Robbie. Always have been. Always will be.
If dolphins had opposable thumbs, they’d replace us as the dominant species in a heartbeat.”

Ma quant’è che non recensisco qualcosa? Secoli sembrano, speriamo sia come con la bici che non ci si dimentica come si fa… Tenebra, disperazione e morte, okay, ma anche quel tocco di paranormale cosmico e parecchi personaggi alcuni perfino ironici. Tutto in questo libriccino che avevo trovato cartaceo per pochi euri sul solito ebay e invece poi è successo che mi son fatto regalare da Amazon nel formato eBook, per non so che occasione.

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La città e la città di China Miéville

La-citt+á-e-la-citt+á-di-China-Mi+®villeNon pensavo di scrivere una recensione del romanzo di China Miéville, La città e la città. Ma per qualche ragione in questi ultimi giorni la spinta a questi esercizi mi è tornata prepotente, e mi sono ritrovato per le mani il volume da poco concluso. E l’ho sfogliato. E ho deciso che no, non lo avrei recensito, ma qualche frase su quel che mi è rimasto, giusto un’opinione l’avrei data. Ma mica una recensione eh…

Fascette che lo avvolgono quando riposa in libreria e commenti di altri blogger lo definiscono un incrocio tra Kafka, Chandler, Dick. Io parto svantaggiato, non essendo particolarmente esperto di fantascienza, non avendo mai letto Chandler, sopportando con difficoltà Dick e ricordando poco delle mie letture kafkiane.
Per cui vi dirò che a me questo libro ha ricordato George Orwell. Poi vi spiego perché.
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The Words (2012)

Di film sulla scrittura ce ne sono tanti, perfino troppi. E siccome c’era quella volta che da grande farò lo scrittore, continuo a esser catturato da questi titoli, anche se spesso mi rendo conto che era meglio dedicare quel tempo a scrivere. Nell’elenco delle poche che vale la pena guardare non entra questo The Words, un pasticcio di cliché e tempi sbagliati, spreco di pellicola e personaggi.
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Darksiders: Ira di Guerra (PlayStation 3)

Gioco vecchio, Darksiders, ormai già il seguito è vecchio. Però il sottoscritto come sempre se li compra quando raggiungono prezzi accettabili su ebay e ci mette un tempo quasi infinito a completarli. Darksiders mi ci son volute una trentina di ore. Sparse su sette mesi. E siccome alla fine mi ci son divertito un sacco ed è uno di quei pochi giochi che quasi quasi lo ricominciavo a difficoltà apocalittica, due parole le spendo (e vedendo ora la lunghezza del post direi qualcuna più di due, ecco).
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Elder Sign: Omens, il boardgame digitale targato Fantasy Flight Games

La Fantasy Flight Games è diventata da qualche anno uno dei punti di riferimento per l’intrattenimento ludico “lovecraftiano”. Nella sua produzione, davvero sconfinata, i giochi di Cthulhu si sono conquistati una bella fetta, con titoli ormai già ripubblicati come il boardgame Arkham Horror e il flusso inarrestabile di nuovi deck per il live card game (gioco di carte non collezionabili) di Call of Cthulhu.
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Cthulhu MUD

Questo lungo articolo è stato scritto alcuni anni fa, ai tempi del primo numero della fanzine Memorie dal buio. Lo ripropongo perché propone uno dei giochi di Cthulhu più longevi, almeno per quanto riguarda un videogame, e sarebbe un peccato dimenticarlo, così come la passione per questi fantastici giochi testuali. Qualcuno avrà già sentito parlare dei MUD. Un fenomeno nato ormai molti anni fa, che permette in pratica di giocare un gioco di ruolo con altre persone connesse ad internet. I MUD, Multi User Dungeon (o Multi User Dimension) si differenziano tra loro sostanzialmente per due caratteristiche: il motore informatico, che permette lo svolgersi dell’azione, detto codebase (SMAUG, Merc, Diku,…) e l’ambientazione, che va dal definire quali sono le classi di personaggi che è possibile interpretare (dalle classiche, come nani, elfi, fino ad alieni, robot, e così via) al tipo di mondo in cui si muoveranno i giocatori.

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