Luna Coyote, un ebook “weird west” di Samuel Marolla

Lo so, che ho appena recensito un altro Marolla. Mi sto preparando per le ferie, dove attendo di leggere con più tempo e dedicarmi a storie più lunghe, così spulcio la lista degli ebook comprati e rimasti a far polvere. Uno alla sera questi vanno giù veloci e, nel caso di Samuel, sempre parecchio piacevoli. Stavolta niente horror metropolitano. Siamo nel regno del weird western, del quale ammetto m’intendo meno del solito (c’è molto da leggere a tal proposito sul sito di Alex, se vi va). In italiano si dovrebbe dire Fantawestern. Che pertuttiglideiantichi è una delle parole più brutte della nostra lingua. Uird uestern, quanto suona meglio? Persino pronunciato da me che manco clamorosamente di una delle consonanti fondamentali.
Insomma, cosa si aspetta uno, da questo genere? Avete visto il film con Will Smith? No? Giocato a Darkwatch (molto bello, sulla vecchia PS2), o Alone in the Dark 3? Cos’è, dite? Eh, altra generazione, altri ricordi. Magari in un prossimo post parliamo di giochi WW, che ne dite?
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La galaverna di Samuel Marolla

La galaverna

La galaverna

Milano, giorni nostri. Uno spregiudicato manager scopre che nei parcheggi sotterranei dell’avveniristico grattacielo della sua multinazionale, edificato nel centro della città su rovine millenarie, una forza antica e malefica si è risvegliata da un lungo sonno. Un uomo convive fin dall’infanzia con la facoltà (o la maledizione) di poter scorgere, lui solo, invisibili e pericolose geometrie metropolitane. Due protagonisti indiscussi della movida milanese alle prese con i segreti oscuri della luccicante vita notturna. Tre racconti del terrore di Samuel Marolla, un viaggio nei recessi oscuri di una Milano tecnologica, multietnica e moderna, ma ancora dominata da malvagi poteri millenari.

Ebook disponibile sul Kindle Store.

Ero alla ricerca di un recente lavoro di Samuel Marolla, un weird west (che poi ho acquistato e sto leggendo in questi giorni), quando ho scoperto quanti titoli dell’autore milanese che mi erano sfuggiti, autopubblicati su Amazon e passati un po’ in sordina, penalizzati ahimè da una micidiale assenza di marketing.

Di Samuel ho già parlato, ai tempi del suo Colosso addormentato, l’introvabile Malarazza uscito per Mondadori, e della raccolta Racconti Crudeli. L’ho intervistato, perfino, ben 4 anni fa, per l’immarcescibile sito La Tela Nera. Una conoscenza di vecchia data, costellata da altri titoli ancora (penso a La mezzanotte del secolo, La Janara, l’inglese Black Tea and other tales), un curriculum di tutto rispetto, una qualità che sembra non mostrare cedimenti. Samuel rimane l’autore di store horror che più riesce a impressionarmi, senza ricorrere a trucchi o a splatter narrativo di alcun genere, ma tessendo una tela di angosce metropolitane, sulla quale si muovono creature che appartengono ai nostri incubi più primordiali.

La galaverna l’ho trovato quindi così, per caso, e la sinossi, perfetta, mi ha “costretto all’acquisto”. L’ebook consta di tre racconti, ancora una volta ambientati nella Milano oscura che già è stata protagonista indiscussa delle azioni della malarazza, questa forza maligna quanto da sempre parte dell’uomo, una sorta di cancro che sembra aver trovato nelle metropoli moderne il luogo ideale dove proliferare. Impressione questa che mi ha fatto amare particolarmente queste storie, a partire dalla sinossi, per quel riecheggiare il noto Nostra signora delle tenebre di Leiber.

Quel che sembra accomunare queste incursioni nell’orrore che si nasconde tra le case di una gelida Milano è (ancor più marcato che in altri suoi lavori) l’assottigliarsi dell’elemento sovrannaturale, sempre più vicino invece a una deviazione malata della umana natura. Droga, sesso, violenza, tutto si acquista e vende, si consuma e si dimentica, nelle vite bruciate dei protagonisti. Solo nel terzo racconto l’incursione finale dell’orrore è legata a un più comune elemento fantastico e secondo me ci perde di potenza, rispetto a quanto Samuel aveva preparato fino a quel momento, descrivendo il sottobosco tossico e mefitico della “movida”.

Potente quanto silenzioso il secondo racconto, col suo giovane protagonista capace di “aprire gli angoli”, in una reminiscenza vaga di certe geometrie non euclidee nelle soffitte di Arkham. Anche a distanza di migliaia di chilometri accedere a questi varchi, reali o mentali che siano (c’è veramente differenza?) non regala niente di buono.

Tecnicamente forse è il primo il racconto che scricchiola un po’, con un inizio aggressivo ma incontrollato, che però trova ritmo e consistenza dopo poche pagine. Ottimo l’uso del dialogo, che Samuel padroneggia alla grande, mi si perdoni il tecnicismo, uno dei punti forti nella sua costruzione dei personaggi.

Vi lascio con un passaggio del terzo racconto, che pur non avendo praticamente relazione con la storia, non sono riuscito a staccarmi di dosso, quel “muso”.

In sottofondo sentivano Giulia parlare con la sua amica e fuori le file di auto che andavano nelle discoteche, nei locali aperti fino all’alba, nell’aria un’elettricità invisibile che si trasmetteva da persona a persona, da macchina a macchina, come un virus subsonico che strusciava il muso sui vetri a specchio dei grattacieli.

Racconti crudeli di Samuel Marolla

L’ha fatto di nuovo. Lui l’ha fatto tempo fa, io l’ho impaginato e ora che l’ho letto posso dire che continua a farlo. Continua a disturbarmi, a infastidirmi, a farmi mettere da parte quello che scrive prima di andare a dormire. Non so come fa, ma tra romanzi e altro horror che ancora ogni tanto mi capita di leggere, niente come le sue storie riescono a essere, come si suol dire, disturbanti. E questa raccolta, che ha quasi un paio d’anni, non è da meno.

Non sapevo quando avrei parlato di questa vecchia raccolta, poi mi son messo a lavorare al sito e leggendo in giro ho scoperto che è uscito Ghites, il nuovo romanzo di Samuel. E così ecco qua, una segnalazione recensione, per uno scrittore che alterna autoproduzioni a lavori che escono nel mercato “classico” (se ne esiste ancora uno) dell’editoria, un’artista dell’orrore che da quando lo conosco non mi ha mai deluso.

imago mortis samuel marollaIl nuovo romanzo, Ghites-Imago Mortis, è già disponibile su Amazon e su BookRepublic e di questo non posso per ora che incollarvi la sinossi e la bellissima copertina. Milano, 2013. Augusto Ghites è un medium con un incredibile potere: entra in contatto con gli spiriti dei defunti solo sniffando o fumando le loro ceneri, come se si trattasse di una droga qualsiasi. Questa terribile dote, a metà fra la maledizione e la tossicodipendenza, fa di lui un uomo solitario, malinconico, ostaggio del proprio vizio segreto, e circondato solo da gente morta. Quando un’anziana ex prostituta gli chiede di aiutarla a scoprire l’assassino che nel 1953 uccise diverse sue colleghe, inizia per Ghites la discesa in un girone infernale di cimiteri, ex case chiuse, battone ottuagenarie, circhi malfamati, periferie invase da scorie chimiche e balordi di ogni risma, sullo sfondo di una Milano pre-Expo schizofrenica, spietata, preda degli istinti più bassi e del motto segreto che regola la vita dei suoi cittadini: homo sine pecunia est imago mortis, l’uomo senza denaro è l’immagine della morte.

Tempo di comprarlo su Amazon infilarlo nel Kindle e farmi rovinare le notti dai suoi incubi, e ve ne parlerò.

Per ora torniamo a Racconti crudeli, ebook autoprodotto di Samuel acquistabile sul sito di Amazon.

Uno scrittore dilettante scopre a Milano un misterioso corso di “scrittura memetica” le cui lezioni avranno esiti decisamente infausti. Nel prossimo futuro, un’Europa in ginocchio a causa della crisi economica e alle prese con un’invasione militare africana scopre che il continente nero ha portato la guerra alla sua più estrema e atavica conseguenza. Nel Mobilificio De Zani, emblema della produttività brianzola, le persone spariscono e i mobili assumono connotati da incubo.

Tre racconti e una cornice per una nuova immersione in quella dimensione dell’horror quotidiano, casalingo e cittadino, che Samuel riesce a evocare con grande abilità. In fondo è questo l’elemento veramente terrificante delle sue storie, quello shift tra la realtà normale e la realtà Altra, impercettibile eppure straniante, che accompagna ogni racconto.

Così ecco lo scrittore che studia “scrittura memetica” senza comprendere, fino alla fine, le terribili implicazioni di questa forma artistica (che in chiave ottimistica ci si potrebbe augurare esista davvero ma, nella chiave di lettura di Marolla è qualcosa che non ci auguriamo possa accadere, se non è già troppo tardi).

ebook racconti crudeli di Samuel MarollaIncastrati tra gli orrori del Marchio nero, ci sono i racconti Fame e Skrak. Nel primo ci troviamo in una distopia, un futuro alternativo a quello ‘sperabile’ (che non è nemmeno il nostro a pensarci ma queste sono altre considerazioni) dove l’Europa indebolita dalla crisi viene invasa da un’alleanza di potenze africane. Un rovesciamento di ruoli, il mondo rinato dove il nero è il nuovo bianco, si potrebbe dire. E con questa nuova realtà tornano le buone vecchie abitudini antropofaghe, da abbinare alla più classica schiavitù (ovviamente sempre in una visione invertita dei ruoli).

Skrak è indubbiamente il mio pezzo preferito della raccolta. Una giovane coppia va a far acquisti in un grande magazzino della Brianza, un enorme realtà di vendita che ricorda colossi ai quali siamo abituati da anni. Tra camere arredate, offerte e mobili di ogni tipo la moglie svanisce nel nulla, lasciando indietro un uomo che per la disperazione scende lentamente in un abisso di ossessioni.

Leggendo Skrak non ho potuto evitare una connessione con alcune chiacchierate degli ultimi tempi sulle leggende urbane e sulla loro genesi, ai tempi di internet. Quella del mobilificio demoniaco che assorbe le persone sembra perfetta per diventare un meme diabolico pronto a diffondersi, tra accenni e “sentito dire”, di quella volta che uno ha raccontato all’amico del cugino che ha perso di vista la moglie all’IKEA e non l’ha più trovata (e su dai niente battute del tipo “ma che fortuna!” mi raccomando).

Come sempre l’introduzione alla leggenda è un lento e avvolgente calare nell’incubo, narrato da una “persona” molto particolare. Ma è da quando il protagonista, Stefano, rivede la moglie in una fotografia del catalogo (deformata in un terribile urlo in uno specchio), che il racconto prende ancora velocità, fino al terribile finale.

Tra forme metafisiche di scrittura, mobilifici assassini, fantasmi e nuove civiltà antropofaghe, protagonista assoluta (nonostante la trasferta di Fame) rimane la città di Samuel, Milano. Entità crudele e impersonale, raccolta dopo raccolta sta assumendo una personalità sempre più intensa, una presenza inquietante nella geografia dell’incubo.

Racconti crudeli è una raccolta autoprodotta di ottimo livello, tolti alcuni refusi e una certa pesantezza iniziale, acquistabile su Amazon a 0.99€, pochissimo, una cifra irrisoria per un titolo perfetto per iniziare a conoscere un bravo interprete italiano dell’horror.

Può interessarvi rileggere l’intervista che feci a Samuel Marolla.

Il colosso addormentato di Samuel Marolla

So che spesso Alex, quando recensisce testi di amici o conoscenti, lo dice prima, un avviso sulla presunta “Cricca“, ché si sa, se si fanno i complimenti agli amici, mica è perché questi son bravi. Figuriamoci ora se ne parlo bene pure io, che l’eBook in questione l’ho pure fatto, guadagnandoci. Insomma, potrei parlarne male?

Ebook Il colosso Addormentato di Samuel Marolla

La nuova cover dell’eBook

Effettivamente no, non potrei. E non per qualche sordido legame tra gente che si auto produce, scrittori che conoscono il Saluto Segreto della Cricca e si fanno complimenti a vicenda per il lavoro svolto. Ma perché come molti hanno già detto Samuel Marolla è davvero bravo. E vi basta poco, accostandovi ad esempio a questo Colosso addormentato (acquistabile a 1.49€), per darmi ragione. E se non fosse che la nostra Italia è ancora stretta da un geriatrico affetto per le cose che costano di più, per la carta a tutti i costi, per quel legame fama-abilità che spesso viene meno da subito, se non fosse così, Samuel sarebbe già a ben altri livelli di diffusione e quell’eBook farebbe bella mostra di sé nelle classifiche di vendita.

Ma veniamo all’eBook, che appena finisco di scrivere questa recensione mi rilasso leggendo uno dei racconti gratuiti di Samuel.
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Malarazza di Samuel Marolla

È venerdì e questa settimana è davvero volata, tra impegni e allenamenti, per cui non son riuscito a buttare giù l’ombra di un post che sia uno. Viene in aiuto come sempre il buon vecchio blog, dal quale ripesco con piacere una recensione dedicata alla raccolta Malarazza, del bravo Samuel Marolla. Perché ho scelto questo? Innanzitutto perché Samuel è bravo, e non lo dico solo io eh, che magari non mi credete, ma anche gente come il solito gelostellato, ad esempio, e l’Alex e molti altri qua attorno e più in là. E forse già sapete che se non credete a noi, per scoprirlo da soli non dovete nemmeno spendere soldi, perché con una buona strategia di marketing il nostro Samuel mette a disposizione dei suoi lettori alcuni lavori gratis. O come nel caso del Colosso Addormentato, un intero romanzo a 0.99€ il che mi sembra già molto, che dite? Ultima ragione, sta circolando di recente la sua Janara, racconto scritto direttamente in inglese, impaginato in eBook da me e al quale verrà dedicata un’intervista a Samuel sul blog Il Posto Nero.
Molte molte buone ragioni quindi per parlare di quello che è stato il mio primo incontro col Marolla, ai tempi in cui Mondadori pubblicava la sua Malarazza

Malarazza di Samuel Marolla

Malarazza di Samuel Marolla

Qualcuno potrebbe obiettare che di raccolte in giro se ne trovano già.
Vero.
E che interessano poco agli italiani.
Sembra sia vero, sigh.
E quindi? La differenza sta che in Malarazza trovate (finalmente) ottimi racconti. Ottimi racconti dell’orrore.
Niente fenomeni di moda. Niente categorie e sotto categorie (ve lo ricordate il new italian epic?) a imbrigliare la capacità narrativa.
Per una volta non si cerca di accontentare nessuno in particolare. E così facendo se ne accontentano tanti. Non tutti, forse, ma a leggere le recensioni, direi proprio tanti.

C’è qualcosa di speciale che accomuna questi racconti: l’ottimo stile di Samuel. Uno stile capace di nutrire trame semplici e farle diventare mostri tentacolari e famelici. Uno stile che si assapora negli aggettivi debordanti ma controllati, che non infastidiscono ma, anzi, caricano nel migliore dei modi la scena di orrore e attesa per qualcosa di ancora peggiore, che abbiamo capito ci attende nella prossima stanza, dietro una semplice porta a vetri.
Ecco, semplice.
Il filo conduttore, unico e impercettibile credo (temo) per molti lettori italiani che divorano tutt’altra narrativa, è proprio la semplicità. La paura, il terrore, non hanno bisogno di intelaiature pesanti e archetipi troppo complessi, anzi, è nel momento più banale della nostra giornata che il cambiamento ci mette davvero angoscia. Nell’atto quotidiano di cui conosciamo ogni fase ed esito, se le cose non vanno come dovrebbero si rizzano i peli sulle braccia e qualcosa dentro di noi avverte lo scricchiolio nel tessuto della realtà. Quella vecchia signora così gentile, coi denti ingialliti e le unghie sporche, cosa nasconde? Quella strada in agosto (in agosto! non servono per forza nebbia e oscurità autunnale per farci rabbrividire) dove conduce veramente? E la volete recuperare la chiave caduta nella scatola piena di carne putrefatta?
Pochi elementi bastano, nelle mani di chi scrive bene e sa quello che fa, per mettere le basi dell’orrore.
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Aspettando la Mezzanotte con Samuel Marolla

Ci sono pochi autori italiani ai quali posso appiccicare aggettivi come disturbante o pauroso.
Non che parli di loro, oddio Samuel non lo conosco e Danilo Arona un po’ di timore lo incute, ma i loro scritti superano di gran lunga chi li crea.
Di questo sono certo.
E se Danilo ha ormai una produzione diversificata (ma omogenea in un suo unico mistico modo), Samuel Marolla sta creando attorno a sé una coltre di storie che ci mostrano una realtà diversa, alterata da forze incomprensibili, contro le quali spesso possiamo solo lovecraftianamente soccombere. Oltre a questa densa nebbia che avvolge la sua figura di scrittore, una schiera di appassionati che si va via via ispessendo.

Aspettando la Mezzanotte di Samuel Marolla

Aspettando la Mezzanotte di Samuel Marolla

Dopo la raccolta Malarazza (Mondadori), è scoccata la Mezzanotte e forse non ve ne siete accorti. Un’ora particolare che spesso ci coglie impreparati, una soglia da attraversare, il momento migliore per certe storie. Ma prima che arrivi La Mezzanotte del Secolo, un assaggio particolare ve lo regaliamo noi di Edizioni XII, con un ebook gratuito, un racconto destinato a non farlo che aumentare l’acquolina di ogni lettore, o aizzare l’hype, come si dice in certi ambienti.

Vi lascio al testo scelto per presentare questo eBook (in formato ePub), che ovviamente ho fatto io ma mica ve lo dico che poi sembra mi vanti, nella speranza di trovarci tutti alla Mezzanotte e oltre, sopravvivendo alle creature di cui Samuel popola il nostro mondo.

[box type=”shadow”]Aspettando la Mezzanotte è un ebook gratuito in formato ePub realizzato da Edizioni XII che fa da apripista all’imminente La Mezzanotte del Secolo, l’ultima fatica di Samuel Marolla, collegandola con Malarazza, la raccolta di racconti horror di debutto (nel 2009 per Mondadori) dello scrittore milanese, il quale è anche sceneggiatore del fumetto Dampyr per la Bonelli Editore.

Samuel Marolla ci prende per mano e con un inedito, agghiacciante racconto, ci conduce per vicoli infetti attraverso un inferno di follia e disperazione, una corsa incubica che vede contrapposte forze in contrasto da millenni.

Milano è dannazione. Milano è buio. Milano è il luogo dove si sono date appuntamento cose che strisciano su livelli sconosciuti all’uomo.

Entità in grado di pervertire la realtà, di piegarla a loro piacimento per garantire alla Malarazza, la Stirpe Infame, di assumere il dominio e guidare il mondo verso i fatidici dodici rintocchi…

Il guanto di sfida è stato lanciato.
E allo scoccare della Mezzanotte del Secolo il duello avrà inizio…
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Per scaricare l’eBook gratuito Aspettando la Mezzanotte cliccate su scaricare l’eBook gratuito Aspettando la Mezzanotte. Facile no?

Se volete saperne di più sui libri di Edizioni XII, c’è il sito online e un bel dietro le quinte dedicato al libro di Samuel.

Intervista a Samuel Marolla

Talmente sfuggente che nemmeno me n’ero accorto, il buon Alessio Valsecchi ha pubblicato sul sito La Tela Nera la mia intervista, fatta qualche tempo fa, a Samuel Marolla.

Chi frequenta questo blog o è semplicemente appassionato lettore di (ottima) narrativa horror sicuramente avrà scorto più volte questo nome, apparso in quanto autore del racconto Sirene, nella raccolta Archetipi di Edizioni XII e della bella antologia Malarazza, uscita in tutte le edicole nella collana Epix di Mondadori.

Ecco la prima domanda dell’intervista, per incuriosirvi, dopo la quale troverete il link alla chiacchierata completa…

Ciao Samuel e benvenuto! Iniziamo subito parlando del tuo lavoro. Tu sei scrittore e sceneggiatore di fumetti. Raccontaci come riesci a gestire i due diversi impegni creativi e che influenze questi ruoli hanno l’uno sull’altro.

Sono due attività molto diverse fra loro, che però possono creare una sinergia interessante. Questo duplice impegno mi permette di crescere sempre di più prendendo il buono di uno e dell’altro.
Nella narrativa c’è, entro certi limiti, maggiore libertà creativa. Questo è positivo, ma si rischia di strafare, di non avere un controllo contenutistico, e quindi di commettere errori anche gravi nella psicologia dei personaggi, nell’intreccio, eccetera.
Invece nel fumetto seriale italiano c’è un maggiore controllo e, di conseguenza, c’è più attenzione alle regole tecniche e narrative (spesso di triplice natura: quelle narrative di base, quelle specifiche del personaggio seriale, e quelle generali della casa editrice). Questo ti dà una forma mentis di un certo tipo, che poi ti permette di affrontare la narrativa con maggiore autocontrollo.
Viceversa è stimolante fare il contrario, cioè cercare di introdurre idee e stimoli più personali nel contesto di una storia a fumetti seriale, che per sua natura è invece maggiormente “ingabbiata”.
Magari anche solo un dettaglio, ma che personalizzi di più quella singola storia (rispettando ovviamente le regole e la filosofia del personaggio di cui si sta scrivendo).

La chiacchierata con Samuel Marolla continua a questo link…