Dexter. La fine.

Stavo scrivendo la rece di Darkness on the edge of town di Keene (e lancio qualche occhiata al buon killer di Deathproof che ora tocca al pezzo con Jungle Julia…) quando mi è comparsa la mail di youtube, che in genere finisce subito nello spam. Ma stavolta c’era qualcosa di interessante così ho interrotto per un post rapido rapido, di quelli sulle serie tv che nella vecchia incarnazione del sito avevano pure una loro categoria.
Continua…

Haven, terza volta nel paese stregato di Stephen King

Mi resta poco tempo e un unico telefilm. Avrei voluto parlarvi pure di Grimm ma usando un tecnicismo da recensore, la prima serie mi ha fatto talmente schifo che non ne posso parlare oltre. No okay due cose ve le dico di fretta che devo andare a impaginare. Ma si può fare un telefilm con un tipo scialbo che ogni episodio combatte creature misteriose ricorrendo a tutta una serie di cose già viste (il prescelto? c’è! il “dono” che si trasmette con la morte? avrete visto Buffy… i demoni col nome tedesco? ah ecco questa è nuova e giuro che ne facevo a meno). Evidentemente sì e al solito contrariamente a chi si è visto Firefly o Dollhouse e per una ragione o l’altra hanno pianto al fine prematura, Grimm è stato rinnovato. Qualcuno mi dica perché…

Mentre mi rispondete veniamo invece a Haven, che non ha dalla sua degli interpreti carismatici (santo Cthulhu ma una bionda meno scialba non c’era? e una detective mora faceva tanta impressione? gli attori bravi sono finiti?) ma una trama orizzontale che tra misteri ed efferatezze varie riesce almeno a incuriosire. Di Colorado Kid per ora non abbiamo scoperto molto, e l’ombra di Stephen King si allunga parecchio sfumata sulla sceneggiatura.

Delle prime due serie di Haven ho già parlato, il cliffangherone della seconda serie è ancora lì che pende, anche perché nonostante la serie sia già iniziata dal 21 settembre non sono ancora riuscito a vederla. Però tra fantasmi, bambini demoniaci, piogge di animali e quel bel papà spappolato una volta divenuto statua, ho qualche bel ricordo delle serie andate.

Per tutte le fan femminili del mio sito ecco un piccolo regalo, forse se dovete scegliere che serie guardare Eric Balfour vi farà cambiare idea, in quanto Haven, come dicevo mancante di una qualsiasi attrice degna di tale nome, si è rifatto assumendo maschi alfa di ogni genere, tra i quali pure l’ex wrestler canadese Adam “Edge” Copeland!

E con questo va a riposo la rubrica Serial di stagione, almeno fino a marzo, quando ricomincia il bel Game of Thrones, con la sua valangata di corpi mozzati, gente sporca, draghi e donne nude spesso colte stranamente durante coiti di ogni tipo.

Alla prossima visione!

Serial di stagione: Supernatural, Once Upon a Time e How I Met Your Mother

Seconda parte della rubrica sui serial tv, che anticipa tra le tante serie disponibili quelle che seguirò. Dopo aver parlato di Dexter, Fringe e The Big Bang Theory si torna con altri tre serial dei quali a dir la verità ho buone speranze solo su uno.

Serial tv: Supernatural, Once Upon a Time e How I Met Your Mother

How I Met Your Mother

Serie in arrivo: ottava
Primo episodio: “Farhampton” il 24 settembre
Ho iniziato per ben due volte la serie. Abbandonata molti mesi fa, ho provato a riprenderla in un periodo di magra di serial. Stavo per rimollarla ma ho tenuto duro, superati i primi scarsi episodi mi ci sono appassionato di brutto. Ovviamente su tutti i personaggi domina il Barney di Neil Patrick Harris (grande villain in Dr. Horrible’s Sing Along Blog) ben presentato nella prima stagione ma capace di rivelare tutto il potenziale negli episodi successivi. Inguardabile invece il protagonista, fastidiosissimo. Come per tutte le sit-com dopo qualche stagione c’è stata una flessione per ripetitività e anche una triste tendenza a far somigliare Barney a un clone del Chandler di Friends. Personalmente ho apprezzato molto la settima. Il meccanismo del flashback, sul quale è costruito l’intero telefilm, funziona meglio, meno confusionario soprattutto, e gli episodi presentano maggior equilibrio tra i personaggi con tanti momenti, beh ovviamente leggen

dari.

Serial tv: Supernatural, Once Upon a Time e How I Met Your Mother

Once Upon a Time

Serie in arrivo: seconda
Primo episodio: “Broken” il 30 settembre
Sicuramente è il periodo delle favole, mi sa che potrebbero sostituire i vampiri, ormai noiosi e in disuso (per fortuna, direi) e magari (ma ho qualche dubbio) pure gli angeli che riempiono scaffali e scaffali dove una volta riposavano felici romanzi horror. Comunque, favole dicevamo, dopo una stagione cinematografica che ha visto ben due diverse versioni di Biancaneve (qua abbiamo visto qualche concept art di Biancaneve e il cacciatore). Di Once Upon a Time ho parlato mesi or sono dando spazio – e come mai? – ai personaggi femminili, buoni e cattivi.
La serie mi ha preso all’inizio però per perdersi verso la fine con terrificanti siparietti per Biancaneve e il “principe azzurro”, noiosi nella favola e pessimi nel mondo reale. L’ultimo episodio ha tirato un po’ su le sorti della combriccola di Storybroke, però le favole non sono infinite (e nemmeno le attrici da usare come cattivone di turno) e tornare su personaggi già visti è un bel rischio (ma se ci ridate Malefica/Pam nessuno si lamenterà, scommettiamo?).
Ora la magia è tornata (magic is coming, appunto) e tutti sanno chi sono “in realtà”, compresa Emma (Jennifer Morrison), che dopo aver ammazzato un drago avrà difficoltà a dire che non crede nelle favole (e di esserne effettivamente parte).
Vedremo se questa seconda stagione saprà rinnovarsi, il numero di episodi previsti non è stati deciso, segno che la sopravvivenza, anche nel magico regno di Storybroke, non è certa.

Serial tv: Supernatural, Once Upon a Time e How I Met Your Mother

Supernatural

Serie in arrivo: ottava
Primo episodio: “Heartache”, 3 ottobre
Dite quel che volete, ma ci son stati episodi di questa serie assurda da vero delirio telefilmico. Auto citazioni, riferimenti al mondo geek tra giochi di ruolo e fan fiction, divinità e demoni di ogni tipo. La settima serie ammetto rasentava l’inguardabile, e l’ho guardata a pezzi. Però si è conclusa “bene”, portando la storia diritta nel purgatorio, luogo a quanto pare per nulla tranquillo, dal quale arrivavano i Leviatani che han dilagato per tutta la stagione.
La storyline angelica, soprattutto quando Castiel dava il meglio, è stato il top di queste sette stagioni, speriamo di rivederlo quanto prima (dopo la scomparsa dell’ultima puntata).

Serial di stagione: Dexter, geek e universi paralleli

Si riprende una vecchia rubrica del precedente viaggio sciamanico, quella dedicata ai telefilm andati o che verranno, sempre col nome di Serial di stagione. Anticipazioni in questo caso, ché ormai è autunno e tra tre settimane circa riprendono le dosi massicce, fondamentali per chi come me ne è non poco addicted.
Andiamo a vedere le prime tre delle serie che attendo e cosa promettono.

Dexter settima stagioneDexter
Serie in arrivo: settima
Primo episodio: “Are You…?” il 30 settembreSon dovuto ricorrere al wiki per far mente locale sulla serie precedente, il che la dice lunga su quanto mi fosse (s)piaciuta. C’era la coppia di assassini biblici, rasentava l’inguardabile. Ora abbiamo una settima e un’ottava stagione, per un totale di ventiquattro episodi che potrebbero essere collegati in un unico arco narrativo. Ci saranno Calista “moglie di Indiana Jones” Flockhart, Ray Stevenson (visto recentemente in Thor) e – gioia per gli occhi – Yvonne Strahovski, della quale abbiamo tutti il ricordo come compagna della spia Chuck Bartowski. Speriamo bene per le storyline soprattutto – SPOILER – per quella che direttamente collegata all’ultima inquadratura di This is the Way the World Ends, finale della season 6, dove Deb scopre (finalmente direi) l’hobby particolare del fratellastro.
The Big Bang Theory stagione seiThe Big Bang Theory
Serie in arrivo: sesta
Primo episodio: “The Date Night Variable” il 27 settembreThe Countdown Reflection ci aveva lasciato con tre coppie a terra, i soliti Leonard e Penny (rea di aver rifiutato la proposta di matrimonio di Leonard), Amy (speriamo la eliminimo dalla serie quanto prima) e Sheldon (ridateci il personaggio delle prime serie) e Raj (sempre troppo poco sfruttato) e Bernadette (dovevano mandarci lei in orbita) che mano nella mano sono testimoni del viaggio di Howard Wolowitz nello spazio.
Non so bene cosa sperare per questa serie che ha perso smalto (come molte delle sitcom) dopo le prime stagioni, appoggiandosi al riciclo di situazioni e sfruttando troppo certi personaggi e davvero troppo poco altri. Oltre a introdurre le due componenti femminili più fastidiose della storia dei telefilm.
Fringe quinta stagioneFringe
Serie in arrivo: quinta (e ultima?)
Primo episodio: “Transilience Thought Unifier Model-1” del 28 settembreUn serial di fantascienza salvato dai fan, incredibile successo dopo tentativi più famosi (e forse meritati) come quello di Firefly (che da queste parti è sempre tra i must see), un telefilm che è riuscito a recuperare pubblico, ricostruire una storyline che stava perdendo mordente e, nonostante qualche episodio al limite dell’imbarazzante (qualcuno ha detto soul magnet? o Leonard Nimoy cartoon?) aggiudicarsi una quinta serie. Merito anche del coraggio di portare avanti una trama complessa che ha creato e distrutto universi, riscritto personaggi (pur rifacendoli fluire nei tratti di quelli ormai amati dal pubblico, scelta inevitabile) e promesso un futuro apocalittico all’intero mondo, futuro che dominerà l’inizio della nuova season.
Transilience Thought Unifier Model-1 sarà ambientato nel 2036 (universo giallo se ricordo bene), subito dopo gli eventi del diciannovesimo episodio quarta serie, Letters of Transit, con gli Osservatori ormai divenuti indiscutibili dominatori del pianeta e la scoperta del Fringe team originale incastonato nell’ambra.
Dei telefilm di questo primo trittico di Serial di stagione è sicuramente quello del quale ho più aspettative, ed è l’unico in cui ci sia più di un attore (bravo se pur con i dovuti distinguo) a sostenere la serie (la Torv è migliorata di stagione in stagione e John Noble insomma, inutile parlarne.
C’è speranza ma non certezza di rivedere Henry Ian Cusick, avvezzo a universi e paradossi dalla sua interpretazione di uno dei migliori personaggi di Lost, Desmond Hume.
A quanto pare questi tredici episodi chiuderanno Fringe, a meno di qualche sommossa popolare che riesca a convincere la FOX a produrne altri (cosa che spero non accada, meglio un finale ben cucito e sensato che il solito strascico senza fine).
Eccovi il trailer presentato al Comic Con che – si narra – sia stato girato per convincere l’emittente a produrre la final season, riuscendo nell’intento.
Per questo ci vorrà più tempo.
Marzo 2013.
E come si fa? Ne riparleremo…game of thrones season 3

Dr. Horrible’s Sing-Along Blog

Il tragicomico musical di Joss Whedon, risalente al 2008, è ormai disponibile su youtube (sub ita) in cinque spezzoni. Per chi non conoscesse la storia della produzione di questo mediometraggio (42′ in tre atti), realizzato durante lo sciopero della Writers Guild of America, la riassumo rapidamente. Gli sceneggiatori statunitensi incrociarono le braccia, creando un vuoto nelle produzioni televisive e cinematografiche. Whedon si mise al lavoro in quel periodo, coinvolgendo i fratelli Zack e Jed, rispettivamente sceneggiatore e compositore (con dei nomi da avventura grafica Lucasarts!). Tra gli attori reclutò alcune sue conoscenze: Felicia Day (Buffy, Dollhouse) e Nathan Fillion (il capitano Malcolm Reynolds in Firefly e Serenity) mentre per la parte del super villain Dr. Horrible venne scelto Neil Patrick Harris (Starship Troopers, How I met your mother).

Dr. Horrible Sing Along Blog

Dr. Horrible Sing Along Blog

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Dead Set

Dead Set TV Logo

Dead Set

Ispirato da una recensione del Sommobuta, dedicata a Black Mirror, ne ripesco una mia su un’altra delle fatiche di Charlie Brooker, ideatore d’entrambe le miniserie inglesi.

Dead Set, storia in 5 parti che ebbi modo di vedere nella piccola sala del cineforum cittadino. Spettacolo decisamente horror, che descrive cinque giorni dell’invasione degli zombie. Il tutto inizia durante una delle serate di “eliminazione” di un concorrente dalla Casa del Grande Fratello, col pubblico che attende la nomina assiepato davanti a un palco, all’esterno della Casa.

Su quel palco la presentatrice Davina McCall (nella parte di sé stessa) intrattiene i fan, parla con i concorrenti all’interno della Casa e, dopo lo spoglio delle votazioni, accoglie l’isterica Pippa (nome sfigatissimo). In quel momento giunge un auto con degli infetti e (com’è consuetudine in questi casi) the infection spreads! Non ci sono spiegazioni, non ci sono rimedi.

Dead Set è un bel pugno nello stomaco, di quelli che non ricevevo da tempo. Non c’è spazio per i dubbi sulla qualità del serial, che somma la buona tradizione zombesca alle migliori uscite degli ultimi anni (28 giorni dopo per dirne una).

Alla fine della prima puntata di Dead Set il senso di opprimente predestinazione è palpabile. Non c’è via di fuga, non c’è speranza. Anche perché se quella (la gente assiepata fuori dal palco del GF, i telespettatori, i protagonisti) è l’umanità  che dovrebbe venir salvata, allora è meglio stare dalla parte dei goffi antropofagi mugugnanti.

Gore a livelli che in Italia non vedremo mai. Vivi e morti dilaniati da non morti, in una visione piacevole, se paragonata ai cadaveri ridotti a pezzi dal regista del GF, esca nel folle tentativo di fuga. Lui macella i corpi di alcuni concorrenti, morti, risorti e ri-morti. Estrae interiora, affetta, senza mai smettere di insultare i sopravvissuti, che lui disprezza e considera, al pari di quelli che ha tra le mani, solo carne utile a raggiungere un risultato.

Inutile credo citare i sottotesti, evidenziati nel parallelo tra l’occhio dello zombie e il simbolo del GF e nel doppio assedio che apre e chiude la mini serie. I fan accorsi a vedere i loro (dementi) idoli. I non morti affamati che assaltano la sede del Grande Fratello per mangiarsi quelli stessi umani che idolatravano.

Comparsate note agli inglesi: la già  citata conduttrice del GF nella parte di sé stessa ed ex concorrenti della trasmissione nei panni degli zombie. Una recitazione che si mantiene a ottimi livelli e nessun momento di vera speranza.

Teso e sanguinante, Dead Set lascia senza fiato durante la visione e senza parole, una volta concluso.

Game of Thrones. In viaggio verso il Trono di Spade

Night gathers, and now my watch begins. It shall not end until my death. I shall take no wife, hold no lands, father no children.I shall wear no crowns and win no glory. I shall live and die at my post. I am the sword in the darkness. I am the watcher on the walls. I am the fire that burns against the cold, the light that brings the dawn, the horn that wakes the sleepers, the shield that guards the realms of men. I pledge my life and honor to the Night’s Watch, for this night and all nights to come.
Vow of the Night’s Watch

Eccoci qui, di nuovo. Che preferiate le arie gelide di Winterfell o il clima più mite di King’s Landing, che tifiate Lannister o Stark, qualsiasi personaggio amiate o detestiate in modo viscerale (qualcuno ha detto Joffrey?) se adorate il fantasy e le serie TV, siete sicuramente qui, di nuovo, ad attendere la prossima puntata di Game of Thrones. Iniziata da un paio di episodi (il primo in TV il secondo regalato in anticipo via web), la serie ispirata alla saga di George R. R. Martin A Song of Ice and Fire (arrivata ormai al quinto volume, lasciamo stare la terrificante distribuzione italiana), ha visto la migliore incarnazione possibile per le avventure med-fantasy dei sette regni.

Guardando questo nuovo inizio, affascinati da location azzeccatissime, chi non si è chiesto dove sia stato girato il serial? Se ricordate, tre mesi fa vi avevo parlato di una delle location, tra le più facilmente raggiungibili (anche se un low cost per la Scozia forse si trova con gli stessi denari), Dubrovnik, sfruttata per realizzare parte di King’s Landing. E il resto di quel mondo così vasto? Ebbene, ecco un post scritto spulciando tra tutte le wiki possibili, che risponde a tale giustificata curiosità. Iniziato con l’idea di pubblicare un paio di foto si è trasformato in un lungo viaggio tra Irlanda, Scozia, Marocco, Malta, Croazia, insomma un bel giro per il mondo.

Ma tutto inizia in un luogo solo, nel nostro caso a Belfast dove ha sede la produzione del serial. Dell’Irlanda del Nord vedremo moltissime zone, tra esterni, castelli, villaggi e porti. Non tutte le location sono state accreditate e durante le ricerche ho trovato solo una parte delle associazioni tra luoghi reali e ambientazioni fantastiche. Se notate incongruenze o avete notizie aggiornate sulle location di Game of Thrones fatemelo sapere che modifico l’articolo.

E ora iniziamo il viaggio…

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Game of Thrones, un backstage in attesa della seconda stagione

Lo so che i titoli corti funzionano meglio eh, mannaggia se di SEO e altre menate non ne ho sentite e le sento ogni giorno. Ma tanto qua ci arrivano solo i quattro amici rimasti a leggersi le mie storie e quelli da facebook. Soprattutto quelli da facebook. E a loro prometto: nel 2012 arriverò al post col titolo più lungo del testo.
Ho dovuto accorciare il titolo altrimenti sbordava tutto dalla home del sito. E via così.

A parte questo.
Già già già – che ve lo dico a fare – ricomincia Game of Thrones.
Mancano solo due mesi.
La prima serie, pur col suo surplus di mammelle danzanti e morti esposti, che fosse per alzare il rating e gridare “siamo la serie dark fantasy più cool del momento”, m’è piaciuta, del resto non me ne frega granché.
Era bella da vedere, affascinante da seguire nel suo snodarsi lungo i tragitti già percorsi nella lettura dei romanzi di Martin, riusciva a catturare l’essenza dei personaggi principali. E c’erano i draghi, caspita, c’erano i draghi!
Però questo post non nasce dall’esigenza di mostrarvi i draghi (i draghi!) ma di fare una gita, quasi dietro l’angolo.
Su, venite con me.

Ecco Kings Landing, nella sigla di Game of Thrones

Ecco Kings Landing, nella sigla di Game of Thrones

Da qualche giorno gira il nuovo teaser trailer della seconda stagione. Teaser che non dice molto più di quanto già non si sappia: mostra personaggi che già conosciamo e fa quanto deve, alimenta la voglia di fantasy sullo schermo, che almeno da ‘ste parti è parecchio elevata.
Eliminato quasi del tutto l’horror, che non lo sopporto proprio più, la voglia di fantastico rimane. Così come ho ripiegato da Bioshock 2 (ma lo finirò prima o poi) su Overlord (mandare in giro goblin a massacrare villaggi felici è sempre una gioia) e concluderò con Skyrim, che la nuova PS3 (non ve l’ho detto? ve lo dirò!) ne è ghiotta, dopo tutte le preview, i trailer, le guide e soprattutto la patch risolutoria.
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Once Upon a Time, i cataloghi delle fiabe

Once upon a time

La locandina di Once upon a time, sempre con 'sto blu, però

Post di puro cazzeggio, che ogni tanto ci vuole per passare il tempo, reduce dalla visione della nona puntata del serial Once upon a time. Da tempo ormai seguo più telefilm che lungometraggi, che vedo poco spesso magari recuperando vecchie pellicole (recentemente dal divano ci siamo sbafati La storia fantastica, Un biglietto per due, Gremlins, Christine la macchina infernale, che era il più recente). I telefilm li riesco a infilare nei ritagli di tempo e spesso li trovo più interessanti, soprattutto nel campo “di genere”, dove vuoi i budget ridotti o la serialità imposta, ma le scelte di sceneggiatura sembrano più riuscite che nei film che affollano le (carissime) sale cinematografiche. Non che sia tutto oro, per Cthulhu no, soprattutto quando tirano la corda stagione dopo stagione annacquando la salsa, però capita qualche bella esperienza.

È il caso di questo Once upon a time, rivisitazione di tante favole classiche, che cerca di amalgamarle con un tono fantasy dark, tra streghe piuttosto discinte e personaggi classici che la Disney ha riproposto in chiave buonista negli ultimi decenni. Qui il presupposto è tutt’altro che felice: Un giorno [i personaggi delle fiabe, NdM] si ritrovarono intrappolati in un posto dove tutti i loro lieto fine erano stati rubati. Il nostro. E chi può dargli torto, vedendo dove stavano, tra animali che cantano e principi sempre pronti a battersi contro le ingiustizie, che il nostro sia molto peggio dei loro mondi?
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