World of Warcraft: Item Creator

Tempo di cazzate, sarà l’estate, sarà che gli algoritmi di rimescolamento a blocchi di Libro Game Creator mi hanno annodato le sinapsi senza speranza, ma non riesco a scrivere nessun post degno di tale nome.
Nel nome delle cazzate inutili ecco quindi alcune armi per World of Warcraft forgiate solo per voi, direttamente dall’espansione The Call of Gogg’ho ecco alcuni nuovi pezzi dell’equip epico e leggendario che troverete disponibili, assieme alle mount a 4 posti.

L’oggetto è stato craftato solo per voi da Wow Item Creator!!

World of Warcraft: Azeroth Magazine

Succede così, pensi serva un viaggio lunghissimo e basta un passo, credi di non vedere oltre la porta, invece varcata la soglia il mondo cambia completamente. La Cosa sulla Soglia è un curioso essere verdastro, dotato di lunghe orecchie leggermente pelose e lo sguardo malevolo, simile ad un folletto perennemente incazzato. Indossa un completo nero che mal gli si addice e nella mano che tende verso di te c’è l’invito ad unirsi ad un team dal nome che poco ti direbbe, se non che tu già sai dove vuole portarti. E quindi firmi senza porre domande e allunghi la mano verso il portale bluastro che si è nel frattempo formato alle sue spalle. Ed è cosi che dalle nebbiose lande delle cittadine del New England riesci ad arrivare come se nulla fosse nel regno magico e perennemente in guerra di Azeroth.

Accade che in quel passaggio che hai fatto tempo fa non avresti scommesso una moneta bucata su chi avresti conosciuto e su quanto quei rapporti sarebbero durati e invece, nella marea di nomi illeggibili e mucchi di pixel usati come scudi e maschere, stringi alleanze più durature dei gruppi da istance, più forti dei raid da 40. Capita così, come è naturale che succeda, che qualcuno fuoriesca dal suo cespuglio di pixel colorati e ti stringa la mano, inaspettatamente.

E così, a quasi due anni da quando l’avventura è iniziata, eccoci qua ancora a giocare e sparare frecce/shadowbolt/cure veloci/soprattutto cazzate e a due settimane dall’inizio del Torneo di Arene di World of Warcraft, nasce un nuovo numero, completamente inatteso, della Gazzetta di Greyhill!!!

Per una volta però sono felice di essere protagonista delle vicende narrate e mero spettatore della sua creazione. Il prodotto editoriale di notevole spessore (ma ha imparato tutto da me il giovine…) è una creazione di Dhoulmagus, dps di vecchia data, nemesi degli gnomi di Alterac Valley, terrore delle galline di Shattrath, impalatore supremo delle Blood Elfette di Silvermoon City, il cui nome è pronunciato con timore dagli ally di mezzo server (l’altra metà son quelli che l’hanno piallato nei battleground pomeridiani). E le sorprese non finiscono qua, c’è la collezione di figurine delle nostre imprese di guerra, un concorso con un premio finale che definirei esagerato ed un prossimo numero già in preparazione con in allegato si vocifera il reggiseno di Sylvanas Windrunner che il prodeSelvetarm (non nuovo ad imprese del genere) le ha sottratto con l’inganno la scorsa notte.

Per chi è giunto fino a questo punto e non ha timore di inoltrarsi nelle vicende mitologiche che circondano il team arena più lamero di Azeroth c’è un file PDF scaricabile liberamente, buona lettura!!!

World of Warcraft: Arena Tournament 2008

Ammetto che è da un po’ che la mia presenza in World of Warcraft si è diradata, nonostante la nuova patch ed i successi dei Legio Septima (l’uccello infuocato di Tempest Keep è morto proprio qualche giorno fa) non riesco a rimanere per troppi mesi in quel mondo senza, per usare un tecnicismo, rompermi betatamente i marroni. È folle perché adoro WoW ed il suo mondo, ma in un modo che non riesce mai ad essere in sintonia con quello che è il “modus giocandi” richiesto, per cui la sera esco e non “raido”, il pomeriggio lavoro (solitamente almeno) e non faccio istance, ed una volta arrivato al 70, una volta che sei li e tutti vanno avanti e tu puoi fare solo qualche battleground e massacrare ally in arena, beh, anche i colori incredibili di Ashenvale e gli abissi infuocati al tramonto delle Blade’s Mountain perdono di interesse. Soprattutto poi se sei healer e il tempoin PvP lo passi a curare gente deficiente di cui non te ne frega nulla e che quando qualche dannato gnomo lokko ti inizia a menare di shadowbolt e ti riempie di DOT come un pino a natale se ne va allegro saltellando come un Tippete rincoglionito per la sua strada.

Come ultima spiaggia, sapendo che maggio è il mese in cui di solito smetto del tutto di giocare per poi riprendere in autunno, mi son dato con i vecchi compagni di battaglia Selvetarm e Dhoulmagus al World of Warcraft Arena Tournament 2008. Dopo alcuni giorni di indecisione sui server ieri sono riuscito a creare l’alter ego super equipaggiato del mio povero Crawlinchaos, che anche qui cura e non mena, ma vabbé, qualche lightining bolt la lancio ogni tanto…

Appena entrato nel server si deve creare un personaggio ex novo e per non sbagliare nome e aspetto li lascio uguali che sennò poi durante le partite mi sbaglio e non mi riconosco. Se allo schermo di creazione il personaggio è nuovo ed al solito nudo praticamente come un verme delle Outland appena si passa a quello di accesso al server si viene istantaneamente vestiti col Tier 5 da Arena, il set Merciless, che nel mio caso (il Gladiator’s Wartide) mi trasforma in una specie di Torcia dei Fantastici Quattro, un grosso tauren infuocato che corre per i Barrens.

Ma non è finita qui, nel gioco si possono acquistare ogni tipo di oggetti epici da livello 70, PVP e PVE e vestirsi come meglio si preferisce. Nel caso del nostro mitico team (Volevo un Blood Elf, il significato del nome rimarrà per sempre un mistero…) con urla singhiozzanti in Team Speak sul potere assoluto che l’equip permette di raggiungere ci vestiamo un misto PVP/PVE che probabilmente ci permetterà di essere massacrati dai primi bimbiminchia che troveremo online. Ma pazienza, per una volta siamo li solo per divertirci e abbiamo davanti un minimo di 200 arene da fare, in massimo sei settimane, che non sono poche ma nemmeno tantissime anche se, sotto sotto… noi puntiamo al primo premio di 75.000$

World of Warcraft: Fury of the Sunwell

E’ tempo di cambiamenti nel vasto mondo di World of Warcraft. Dopo le regioni ormai vecchie di Azeroth, dopo aver viaggiato in lungo e in largo per le lande di Kalimdor e gli Eastern Kingdoms e per un lungo anno aver goduto degli eterei e fantastici cieli delle Outland, è di nuovo giunto il tempo di esplorare nuove terre.

Questa volta è il turno del mitico pozzo del sole, il Sunwell degli alti elfi, dal quale traevano la loro energia magica, corrotto dal cavaliere Arthas (che conosceremo meglio nella prossima espansione Wrath of the Lich King) e distrutto da alcuni sopravvissuti delle forze di Kael’thas. Ora il principe degli elfi è tornato e presto il pozzo sacro ricomincerà a generare il suo inesauribile potere.

Le modifiche al gioco sono notevoli e vengono raccontate in dettaglio nelle release note della patch 2.4, come al solito. Questa volta ho cercato di documentarmi almeno un po’ per capire come si collegano queste novità con la storia del mondo di Warcraft, anche se alla fine so che mi ridurrò al solito “ammazza il mob, guadagnati la repu, fai la quest, raccogli il drop” ma almeno cerco di capire cosa ci faccio li!

Sunwell_800

Tra le maggiori novità ovviamente c’è la comparsa della Sunwell Isle (l’isola di Quel’Danas) poche miglia di mare oltre il limite nord delle Eastern Kingdoms e raggiungibile all’inizio solo dalle città presenti nella zona. Per combattere le forze di Kael’thas che spingono per ridare vita al pozzo con le nefaste conseguenze che potrebbe portare con se si è formata una “alleanza”, la Shattered Sun Offensive, formata principalmente da maghi Blood Elves appartenenti alla fazione degli Scryers e preti Dranei per gli Aldor, guidate dai mistici Naaru. L’offensiva è una fazione attiva della principale città delle Outland, Shattrath.

La parte interessante di questa nuova patch è che la linea di eventi con le conseguenti quest attivabili si modificherà man mano che i giocatori completeranno le quest e otterranno i risultati nel contrastare le forze del principe elfo. Gli obiettivi principali porteranno a richiamare il naaru K’iru (che si troverà a quel punto nel porto dell’isola e bufferà i giocatori per 79 di stamina e 40 di intelletto) e far procedere la costruzione del portale da Shattrath all’isola.

Ci sono poi moltissime modifiche, alle singole classi, all’interfaccia, ai log, al pvp (honor calcolato e attribuito in real time, nuove daily per Halaa e le Spirit Towers), alle professioni ed alle quest (tra cui nuove daily ed il passaggio del cap da 10 a 25 daily al giorno). Ora anche i raid boss dropperanno le [Badge of Justice] e si dice pure più soldi e naturalmente c’è stata la solita piallata (nerfata o come preferite chiamarla) ai vari boss (tolto HP qua, facilitato il combat la e via dicendo) e sempre com’è consuetudine per mamma Blizzard non serve più nessuno degli attunement per cui moltissimi si sono fatti il mazzo (per andare a bivaccare sul Mount Hyal, visitare e far foto al Black Temple, il solito giretto for fun a Karazhan, …).

Per tutte le singole modifiche vi rimando alle note di cui sopra e vi lascio al trailer in game graphics della patch, in attesa di trovarci tutti stasera sull’isoletta degli elfi bastardi…

Nota a margine, questa patch è stata dedicata alla memoria di Gary Gygax, per il suo lavoro su Dungeons & Dragons ed in generale con i giochi di ruolo.

World of Warcraft: First Kill, Morogrim Tidewalker

Quant’è profondo il tunnel? Non so bene ancora, non mi ci sono mai tuffato del tutto in realtà, a parte forse un primo folle periodo, ho sempre mantenuto un certo legame con il mondo “in real”, ma ammetto che certe volte è bello perdersi nelle emozioni che un gioco online riesce a regalare.

Alcuni mesi fa ho scelto di chiudere per un po’ con le mie varie “produzioni”, tra gazzette e fanzine, tra città deserte e creature viscide e striscianti, tra l’ennesima rilettura di H.P.Lovecraft e l’ennesima partita ad Arkham Horror, tra un tentativo di racconto ed un inutile libro game, ho scelto di tirar giù la serranda e affondare in qualcosa di più semplice. Sicuramente le soddisfazioni sono diverse, ma almeno per il sottoscritto l’esperienza del 2007 in fatto di “editoria” son state abbastanza pesanti da farmi dubitare dell’utilità del tempo passato a scrivere o impaginare testi ed immagini.

Largo quindi e ancora a honor e repu, a raid e quest, possibilmente in gruppo ma anche da solo, cavalcando il lupo infernale nelle lande devastate che giacciono oltre il portale e che riescono, al di la di qualsiasi meccanismo di gioco, a darmi ancora emozioni. Per quante volte posso averle viste, le architetture tridimensionali di World of Warcraft mi impressionano e spesso mi trovo a vagare in qualche zona solo per il gusto di rivedere luoghi e creature mostruose, gustarmi i giganteschi funghi di Zangarmash o le costruzioni morbide di roccia di Silvermoon City nel suo eterno ed effimero autunno. Probabilmente è tutto, come si suol dire, negli occhi di chi guarda, c’è poca gente, almeno per quanto ne so io, che “perde tempo” a guardare il gioco e si dedica piuttosto ad accumulare qualcosa di “utile” (gold, repu, honor, drop,…).

Tutto sto preambolo solo per dire che ieri con la gilda con la quale gioco, i Legio Septima, derivata (tra separazioni, scissioni e così via) dai Signori della Guerra, abbiamo (ma direi hanno, il mio contributo, a parte aver aggrato i murlocchini maledetti al primo try, mi è sembrato minimo) abbattuto tale Morogrim Tidewalker, “o’ gigantone puzzone” con i suoi earthquake, i suoi watery grave e così via. Non molto per diverse altre gilde che sono andate oltre, ma per me ha rappresentato il primo “first kill”, e anche se non ho partecipato che ad un paio di try del suddetto bossone, è stata una soddisfazione veder scendere la sua vita al 50%, poi al 40% e pensare che forse forse si faceva, al 30% ed iniziare a sentire tutto farsi più frenetico, poi al 20%, correre, al 10% con diverse persone morte, tra eccitazione e panico di non farcela, pozze che andavano giù come birra, ricordarsi i cast giusti, scatenare l’elementale (fiammiferino, ovviamente, il miglior amico dello shamano) e poi 5, 4, 3, 2, 1,… e la sua giusta e meritata dipartita.

Tutto qua insomma, nulla di più o nulla di meno che una partita, ma con una soddisfazione notevole, lo ammetto. Ed ora si torna a “farmare”, a “skillare” e a guardare le miniature che mi rimangono da dipingere o i libri che leggerei più velocemente se non giocassi. E so che prima o poi metterò di nuovo da parte la mount volante e le chiavi per il portale verso le terre esterne.
Ma per ora, in questo momento, è ancora tempo di battaglie, ancora tempo di sprofondare nel rumore degli incantesimi e nella voce dei compagni che percorrono strade simili tra orchi ed elfi, troll e non morti.
Pensando che ho scelto uno sciamano per la passione per un certo credo, un tauren per la bellezza della città natale Thunder Bluff, per un legame assurdo tra mondo e gioco, tra sovrannaturale e invisibile tecnologico, e a quanto adoro quella frase detta dai tauren di mezza Azeroth, Hear the call of the earth mother.

Tutto il resto, in fin dei conti, è ancora al di la del mare.