The Vanishing of Ethan Carter

Ieri dopo non so quanto tempo ho ripreso a giocare su PC, e sono addirittura riuscito a concludere quello che stavo facendo. Una full immersion, il PC attaccato al 50 pollici, la nuova scheda video che mi permetteva di tirare tutti i dettagli al massimo e via, a godersi le ultime ore del bellissimo The Vanishing of Ethan Carter, la cui storia è presto detta. Ci troviamo nei panni di un investigatore, Paul Prospero, contattato da un ragazzino di 12 anni, successivamente scomparso. Un caso solo in apparenza di pura routine, del quale dovremo dipanare la matassa sfruttando un dono particolare, che ci permette di ricostruire le tracce psichiche degli eventi del passato, rivedendole nei dettagli.

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TVoEC è un titolo ormai vecchio, uscito per PC, poi per PS4 e poi ancora per PC in una versione migliorata. Ma è uno di quei titoli dei quali vale la pena parlare, perché propone un’esperienza di gioco diversa, che a molti sicuramente sembrerà indigesta, ma che si può porre accanto a quella di titoli come Flower o Journey, per la sensazione di libertà e la mancanza di una qualsiasi interfaccia, di concetti come avversario e game over.

In TVoEC ci troviamo a vagare senza molti indizi per la desertica quanto pacifica Red Creek Valley che viene proposta in tutto il suo autunnale splendore. Il lavoro fatto sulla parte visiva, sui landscape di gioco come sugli effetti speciali “spiritici” è immenso e meticoloso. Impostando al massimo la qualità grafica è possibile cogliere una quantità incredibile di dettagli, godere dei boschi vivi, animati da un vento continuo, così come dal rifulgere della luce specchiata nell’acqua del lago artificiale.

The Vanishing Of Ethan Carter

Non ci sono indicatori, mappe, i movimenti sono limitati alle quattro direzioni, alla corsa e al crouch che useremo giusto un paio di volte. Si esce dal buio della galleria alla luce del giorno, che sta andando a morire, e si inizia a indagare. Siamo solo apparentemente senza alcuna guida, e dei cinque “sotto casi” che dovremo risolvere uno solo è sfuggente e dovrà essere probabilmente recuperato alla fine. Ma il modo con il quale portiamo avanti l’indagine non inficerà il finale, che è unico e impossibile da non raggiungere.

Non possiamo morire, non abbiamo veri avversari, a parte un’entità malevola verso la fine che non potrà comunque ferirci. Ci sono solo due sezioni da risolvere in modo particolare (l’astronauta, citazione della software house che produce il gioco, The Astronaut, e la casa di Nathan, con le mille soglie da mettere a posto), per il resto la modalità d’indagine è una sola e molto ben gestita. Si trovano degli indizi, si incastrano tra loro con oggetti ritrovati sulla scena del crimine. Quando tutto è stato scoperto e rimesso al suo posto i nostri poteri ci permetteranno di ricostruire le forme ectoplasmatiche (oniriche?) dei 4 o 5 momenti cruciali dell’evento. Noi dovremo metterli nel corretto ordine cronologico per sbloccare la sezione, e avere accesso a nuovi indizi, suggeriti dai soliloqui della bella voce narrante di Mr. Prospero, il tutto accompagnato da uno score musicale perfetto, malinconico e inquietante quanto basta.

The Vanishing Of Ethan Carter

L’entità che è stata risvegliata, lo sleeper, i riti, la creatura tentacolare che abita oltre il portale e altri indizi ancora richiamano le tematiche care a H.P. Lovecraft, eppure quella è un’influenza veramente vaga e superficiale, attribuita da chi va in pescheria e davanti al banco dei cefalopodi esclama estasiato Cthulhu Fhtgan!. La storia di The Vanishing of Ethan Carter è fatta di malinconia e tensioni famigliari, di solitudine e della forza del desiderio, di un weird stemperato da paesaggi autunnali, che non si nutrono dell’orrore lovecraftiano né della rugginosa decadenza di una Silent Hill, ma si pone tra i due senza dipendere da nessuno.

Sul finale in rete si è detto molto, c’è chi lo ha odiato e chi lo adora, chi lo ha compreso e chi ancora si lambicca il cervello.

Qua sfrutto il plugin BBspoiler appositamente installato, nel caso non vogliate continuare e pensate di investire quei pochi euro per acquistare e godervi la versione PC o quella per PS4 senza che nessuno vi racconti…

...il finale

Una delle principali ispirazioni per la storia è stata quel piccolo capolavoro, annoverato tra le prime storie weird della narrativa americana, An Occourence at Owl Creek Bridge di Ambrose Bierce. Ed è inserito benissimo nel contesto, tanto che ripensando a certi indizi trovati nel corso del gioco si capirà che qualcosa c’era già stato suggerito.

Sarà difficile dimenticare quelle ultime immagini, il momento in cui la realtà riprende possesso del mondo e la fantasia scivola, come l’anima di Ethan, libera da quel suo ultimo sogno.

E se il dormiente si sia risvegliato, o sia passato a una dimensione di sonno ancora più profondo, dove i suoi sogni saranno finalmente liberi, solo noi possiamo deciderlo.

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