Torni a teatro e… BLAM!

Succede così, all’improvviso. E dopo anni, più di quanti riesca a ricordare, si torna a teatro. Niente prosa, ancora, almeno non nel senso classico del termine, ma qualcosa di esplosivo che mi ha spinto a volerne scrivere. Anche perché so bene che sia chi gira da queste parti per caso che molti dei lettori “fissi”, apprezzerebbero in particolar modo questo spettacolo.

Blam! Trieste

La “trama” di Blam! è presto detta: tre impiegati annoiati vivono in un ufficio grigio la consueta routine, controllati da un capo invadente e odioso. Questo non impedisce però ai tre di reinterpretare la realtà, trasformandola in puro divertimento, dando sfogo a quello che è – e sempre dovrebbe essere – il vero potere dell’immaginazione. Gli oggetti d’ufficio si trasformano, raccoglitori, spillatrici e carta divengono armi dei più classici film d’azione o di fantascienza (Hulk, X-Men, Robocop, Terminator,…). Finché lo stesso ufficio muta, quando anche il capo si rivela essere un “blammer” convinto e aggressivo, divenendo un’arena per le loro fantasie.

Non una storia ma tantissimo uso del corpo. Uno spettacolo di un’ora e venti circa, totalmente muto. Il riproporre una situazione (che chiunque abbia lavorato in ufficio ben conosce) con i suoi momenti di noia, i capi autoritari, e quegli sprazzi di tempo in cui la mente riesce a portare, anche solo per un attimo, altrove.

Blam!, della compagnia danese Neander Teater, conta sulla perfetta interpretazione di Kristjan Ingimarsson (anche regista e scenografo), Lars Gregersen, Didier Oberle, Joen HøJerslev. L’uso del corpo, totale, li rende un incrocio tra stunt men e praticanti di parkour, mano a mano che le acrobazie tra i tavoli d’ufficio si fanno più complesse e rapide (con un salto con avvitamento di – mi pare – lo stesso Ingimarsson, che mi ha fatto cadere la mandibola fin alla moquette del teatro).

Per me, digiuno totalmente di tempi teatrali e costruzioni di scena, che nonostante la scarsissima frequentazione adoro il modo in cui il palco è isolamento e coinvolgimento, riproduzione a pochi metri dal mio naso di realtà che si espandono fin quasi a sfiorarmi e si contraggono al ritmo di una semplice luce di scena, è stata un’esperienza immersiva e divertente.

Dell’intero spettacolo, breve e intenso, impossibile non ricordare la già menzionata abilità fisica dei quattro attori, che riesce a trasmettere molto bene il carattere dei personaggi, rendendo superfluo qualsiasi testo parlato. E in particolare alcune parti sono davvero spettacolari, quella “alla Jackie Chan”, con perfetti incontri/scontri di arti marziali, e il primo comparire di Iron Man, “simulato” dalle capacità mimiche di Ingimarsson, con due soli box di cartone fissati alle mani.

E se il fisico è sfruttato al massimo, lo spettacolo non funzionerebbe così bene senza l’eccellente impianto di luci e suoni. L’illuminazione modifica gli ambienti, apre porte sull’immaginazione dei personaggi, crea nuove fantastiche ambientazioni, dalla piccola sala per il poker fino alla giungla più cupa e pericolosa. Se le musiche ambientali contribuiscono a questa ristrutturazione sensoriale della scenografia, i singoli effetti sonori trasformano mani e oggetti da ufficio in armi letali e apparecchiature fantascientifiche.

Una menzione la merita proprio la scena della partita a carte. Lì l’abilità nel ruotare tavolo e giocatori, nello spostare quindi il soggetto dinanzi a un occhio/telecamera fisso, rende perfettamente l’idea della visuale cinematografica. Una visuale che inizialmente ruota fino a chiudere con una “ripresa” finale dall’alto, regalando una dimensione in più allo spettatore. Effetto questo, replicato e amplificato ancora nel finale “supereroistico” (dove alcune sequenze al rallentatore sono davvero azzeccatissime).

Vi lascio con il trailer di Blam! che avrete capito consiglio vivamente, soprattutto se siete ancora capaci di dare vera importanza all’immaginazione, e alla sua capacità di creare mondi nuovi e alternativi, in quel gioco della mente che si faceva “da bambini” e si va a perdere sempre prima (perché inutile, non remunerativo, poco serio e quanto altro sappiamo definire il comune approccio alla fantasia, ben peggiore dei grigi uffici in cui si lavora talvolta).

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5 thoughts on “Torni a teatro e… BLAM!

  1. Ri-eccomi…
    Detto fatto: sono andata sabato, a Milano con un’amica, a vedere Blam! e mi è piaciuto un sacco, grazie per la dritta!
    Divertenti, abbiamo riso un sacco, e caspita che acrobazie… sembravano di gomma e leggeri come piume! 🙂
    Non da sottovalutare poi… quant’è fico Kristjan Ingimarsson?!? 😀

      

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