Torta “nuvola al cacao”

Periodo strano questo, con la primavera che si apre varchi di sole tra gli strascichi umidicci di un inverno anomalo, e il ciclico sfumare della voglia di stare al computer oltre l’orario di guardia. Stagione arrivata in uno degli anni di minimo storico nel mio rapporto col 2.0, in un lento e progressivo allontanamento da social, blog, tumblr, pinterest e quant’altro. Rimangono sprazzi di voglia di scrivere, anche se i blog sembrano ormai muoversi nella cybersfera come dinosauri digitali, i cui passi rimbombano in terre deserte e semi abbandonate.

margheritaE dopo un’intro così positivista, passiamo al succo del post, ficcato in uno degli angoli meno sfruttati e visibili del blog. Una variante di una variante di una ricetta che troverete in altre mille versioni e potete fare anche a occhi chiusi. Perché insistere a scriverne sul web? Così quando cucino me le leggo dal Kindle.
Il titolo mi ricordava quei nomi da film wuxia, sarà che mi son rivisto Store di fantasmi cinesi, a 20 e passa anni da quando lo proiettarono in una saletta della città per l’allora Festival della fantascienza di Trieste (oggi rinato come Science+Fiction). Riassume bene le caratteristiche del dolce, soffice in maniera assurda e fatto per chi ama il cioccolato (e come me non vuole usare latte e/o burro, le mucche ringraziano), da gustare in terrazza con le prime brezze di primavera, una fetta abbondante e una tazzina di buon caffé.

L’ispirazione è questa torta in 5 minuti, sul blog di Valentina. Al suo dolce ho apportato come sempre alcune varianti, che di solito dimentico dopo un’ora, dannata memoria bruciata. Ma da qualche tempo ho preso a segnarmi tutto sul Quaderno (che contiene un misto di appunti di informatica, progetti per le vacanze, ricette di cucina, disegni, racconti). Questo metodo davvero innovativo 😉 mi permette di tornar sulle ricette e rifarle quasi uguali. Quasi.

Sproloquiato il necessario (la nuova tag del sito vi avvertiva), veniamo finalmente agli ingredienti:

150 gr farina bio 00 (devo riprovare a farla usando quella integrale)
50 gr fecola patate
3 cucchiai cacao amaro
130 gr zucchero di canna (anche qualcosa di meno, in originale ce n’erano 200, per me un’enormità)
2 uova
100 ml olio di girasole
200 ml latte (nell’originale latte parzialmente scremato, nella mia versione latte di mandorla, che tra casalinghi lo sappiamo che si trova in alcuni supermercati nei comodi brick da 200ml perfetti per queste ricette)
1 bustina lievito per dolci (niente paneangeli e simili, nel mio caso lievito per dolci bio)
aroma a scelta (ho usato un paio di cucchiai del mio estratto di vaniglia a base alcolica)

L’esecuzione prevede una variante de il gioco delle tre ciotole: nella prima sbattete tuorli + zucchero, aggiungete l’olio e alla fine latte e aroma; nella seconda montate a neve gli albumi; nella terza mettete farina + fecola + cacao + lievito. Versare il contenuto della terza nella prima. Una volta amalgamato per bene unite i bianchi a neve e mescolate come sapete.
Versate nella tortiera (ho usato una piccola, da 20 o 22cm credo) e infornate.
A dolce raffreddato tagliate e farcite a piacere, io ho usato una marmellata d’arance amare, ma ci vedrei bene anche fragole (magari una parte a pezzetti e una parte frullata, con qualche foglia di menta).

Tempo di esecuzione circa 15min, cottura dipende dal forno.

Ah come avrete notato la foto non c’entra nulla (è una delle finte margherite che crescono in terrazza), ma la torta era tanto buona da mangiare quanto difficile – per me – da fotografare. Dovrete fidarvi 🙂

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