L’ultimo dell’anno

Una volta era una sorta di tradizione, il post di fine anno, qualche listarella dei preferiti (chi film, chi fumetti o altro), progetti e speranze per l’anno a venire. Poi come tante tradizioni si è andata a perdere, ma è sempre un buon momento per riprenderla. Gli anni scorsi a Natale ci siamo lasciati con articoli di vario genere, dalle avventure su montagne infuocate a improbabili liste di giochi. Quest’anno complice una botta di influenza che mi ha steso per un paio di giorni non ho messo giù nulla di quanto volevo per cui eccoci qua con poco tempo per farci gli auguri per l’anno a venire.

Da queste parti sono cambiate varie cose, alcune evidenti altre meno. Credo sia il primo anno che tengo lo stesso template del blog dall’inizio alla fine, se lasciate passare qualche piccola riverniciatura e i quadri appesi lì in alto e i menù cambiati più volte e alla fine quasi eliminati. Un record personale. Sono calati i post e i visitatori, come sembra sia naturale nell’arcaico (così dicono) mondo dei blog, e per contro io ho riaperto la strada per Giringiro Creek, basandomi sul fatto che passo più volentieri il tempo a camminare che a raccontare storie (siano mie o di altri). Ci sono state comunque molte soddisfazioni, tra le quali la collaborazione con l’amico Zeno su Providence di Alan Moore e gli articoli dedicati alla saga di Hellboy. Entrambi i lavori continueranno l’anno prossimo, andando a concludersi per la saga lovecraftiana (se la Panini pubblicherà in tempo gli albi tradotti) e continuando con i lavori di Mignola. Ha tal proposito i post cronologici (qui e qui) sono stati aggiornati all’ultimo numero di BPRD Inferno sulla Terra, che sta iniziando a perdere mordente e speriamo si riprenda. In Italia siamo ancora agli albi del 2013, a ben sette volumi dalla fine, una accelerata ci starebbe bene.

tre-uomini-fanno-una-tigreDi letture ce ne sono state tante, anche se in calo. Goodreads mi dice che sto sulla trentina di titoli, contro la cinquantina di qualche anno fa. Se l’anno scorso l’ho dedicato in parte alla rilettura di decine di librogame, quest’anno, sarà stata l’indigestione, ne ho recuperato uno soltanto, che per altro non mi ha nemmeno soddisfatto. Attendo di mettere le mani sul secondo capitolo (e a breve sul terzo) della saga di Mauro Longo, tra i pochi titoli che vale la pena recuperare. Per il resto l’elenco è così vario che è impossibile trovare un trend o identificare “i migliori”, qualsiasi cosa possa significare. Mi sono tuffato di gusto nel buon vecchio sword & sorcery, grazie agli articoli di Davide, scoprendo testi sconosciuti (a me) di Moorcock (il notevole Il mastino della guerra, ad esempio) e la forse meno raffinata ma altrettanto efficace saga del Kane di Karl Edward Wagner (tra i primi due che ho letto, Il guerriero dell’anello mi è parso il migliore, un worldbuilding stupendo e un Kane scatenato e malinconico). L’orrore scritto mi convince sempre meno, tranne per qualche bel weird, magari moderno come quello del bravo Luigi Musolino. Chiudo questa sorta di elenco con un titolo di tutt’altro genere che non ricordo come ho scoperto, Tre uomini fanno una tigre. Si tratta di un viaggio nella lingua e nella cultura cinese. Ne ho letto poco meno di metà (in pochissimo, purtroppo il libro è molto breve) ma sicuramente è una delle letture dell’anno che porterò con me a lungo, per stile e contenuti.

Se i librogame sono spariti dall’elenco letture si sono invece moltiplicati i fumetti, o comics o graphic novel che li vogliate chiamare. Come avrete capito dagli articoli degli ultimi mesi seguo le varie collane di Hellboy e poco altro, tra cui il già citato Providence di Moore e i volumi di Mouse Guards di David Petersen che sto recuperando. Ogni tanto capita qualche acquisto diverso, ma solo per volumi autoconclusivi (come Lo scultore di Scott McCloud o uscite particolari della Cosmo, come i volumi di Fafhrd e Grey Mouser).

coherenceDi film quest’anno ne ho visti molti più che in passato, siamo a oltre 150. Tengo delle liste, una roba da maniaci forse, ma mi piace vedere come variano i miei gusti, che nel mentre cambiano non me ne rendo nemmeno conto. Su tanti titoli solo una trentina sono dell’anno in corso e solo 15 visti al cinema, luogo che ormai frequento pochissimo. Se volete le classifiche di qualcuno che se ne intende vi consiglio quelle sul Bollalmanacco, su Gerundiopresente, su Welcome to Midian e addirittura in formato video sul blog di Lucia, io vi butto lì giusto la lista di quelli che sono i titoli che proprio mi sono rimasti dentro, in un anno che mi ha spiegato quanto io ami le atmosfere fredde e rarefatte, i silenzi e come certi film che molti trovano paurosi e ansiogeni riescano invece a rilassarmi. Sono film di questo e forse di uno o due anni fa, per me rientrano tutti nella categoria “recentissimi”. Iniziamo proprio da un paio di questi (genere drama/thriller/neowestern, credo): il misconosciuto Blackway e quel bellissimo Hell or High Water che mi ha regalato un altro stupendo Jeff Bridges. Sul fronte dell’horror, che nel listone dei film la fa sempre da padrone, c’è sicuramente posto per quella bella cena tra amici ne The Invitation, l’antologico Southbound, il raffinato The VVitch, l’allucinato Hellions e Ava’s Possessions che okay è del 2014 ma non si può non amarlo. Fantascienza ne guardo poca ormai, faccio molta difficoltà a trovare titoli che mi convincano. Tra le visioni del 2016 recupererei volentieri Beyond, finalmente un film che se non è Star Trek gli si avvicina molto, Coherence che okay è del 2013 ma nella sua semplicità mi ha preso più di molti titoli nella categoria sopra (ed è un’altro bel titolo nella categoria “cene tra amici finite male”) e Predestination. Rimangono fuori altri 140 titoli, molti dei quali sarebbero comunque degni di menzione come Il caso Spotlight, il film a cui va la palma di “antichità recuperata”, Carnival of Souls (grazie a Lucia per avermelo fatto scoprire) o per il film d’animazione che se la gioca con il mio amato Kung Fu Panda (3), il magico Kubo and the two strings.

Un discorso a parte sarebbe da fare per i videogiochi, che il mio pusher Steam propone spesso scontatissimi, sapendo di colpire un mio punto debole. Non ne parlo molto, anche qua perché finisco per scoprire titoli usciti anni or sono, ma ci sarebbero giochi almeno da menzionare. Uno di questi, un ibrido FPS (senza lo shooter) e un librogame (senza il testo) sarà protagonista del primo articolo del 2017. Per gli altri vi posso consigliare di dare un’occhiata a Bastion (malinconico e con un bel gameplay), The Banner Saga (ibrido fantasy, rpg a turni, gestionale di una caravana di profughi), Crypt of the Necrodancer (un misto roguelike/rythmgame, unico nel genere) e Shadow of Mordor.

Se siete arrivati alla fine di questo lungo listone, non mi resta che augurarvi di passare un buon capodanno ma soprattutto lasciarvi con l’augurio di un felice anno nuovo,

M.

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6 thoughts on “L’ultimo dell’anno

  1. The Banner saga (compreso il seguito) è davvero bello. Ed è anche leggerissimo di grafica, che non guasta ^^

    A me il layout attuale piace un sacco, in particolare l’idea delle icone sotto il titolo.
    Confesso di avere un certo timore verso gli ultimi numeri di Providence vista la quantità di note, ma conoscendo i tempi di Moore ci vorrà parecchio…

      

      1. Mi fa piacere che il layout piaccia e a quanto pare le icone grandi provocano il desiderio di click da parte dei lettori, un po’ come con i bambini 🙂

        Buon anno Aurora! 🙂

          

    1. Hai finito anche BS2?! Quello mi manca, sono rimasto catturato da Shadow of Mordor e qualche altro titolo (più “indie”). Lo tengo in lista per i prossimi saldi di Steam 😉
      Per Providence, non è l’attesa dell’orrore essa stessa un orrore? Ebbene sì! 😀

        

      1. Ho divorato Banner Saga 2 in tre giorni. E’ più facile del primo, forse anche più breve. Storia superiore, sicuramente più “compatta”. Peccato termini con un cliffhanger.
        Gli intermezzi “cartooneschi” sono perfetti.

          

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