Un fil di fumo (ebook) di Davide Mana

Un fil di fumo ebook di Davide ManaPausa lettura. Questo potrebbe essere il nuovo titolo della fu rubrica “opinioni non richieste”, a sua volta ex “recensioni”. Del resto ormai, tutti i blogger lo dicono, chi legge più le recensioni? Mah, io per esempio. E pure quelle lunghe, visti i siti che frequento, e sia quelle puntuali dedicate a un unico titolo (che sia libro, film, videogame), sia i “dossier” più corposi e analitici, come certi nuovi post di Alex, o la recente ottima scoperta degli Yellow Mythos analizzati da Obsidian sul suo blog. I presupposti, purtroppo mai ovvi, sono che chi scrive sappia di cosa parla e che sia abbastanza onesto da scrivere davvero ciò che pensa. Note marchette ad amici o le terrificanti auto recensioni amazoniane sono i peggiori esempi di quel che non si dovrebbe invece mai leggere (né scrivere, ma si sa, è l’occasione che fa l’uomo marchettaro). La lunghezza non è invece mai un problema, ci sono ottime recensioni secche di 50 righe, così come analisi che si dilungano per cartelle.
Qualcuno arriva su questo sito per leggerle? No: Ce ne sono forse un paio che ogni tanto fanno capolino nella top ten del sito, come quella de La grammatica della fantasia di Rodari.
Ha senso continuare a scriverle? Senza dubbio. Perché mi diverto a farlo. E’ un momento, se pur breve, nel quale riporto alla mente testi che mi sono piaciuti e provo a comunicare il cosa e il perché. Sicuramente dossier più ampi e strutturati sarebbero ancora più utili in tal senso. Però poi chi programma? 🙂

Finita questa mini introduzione, andiamo come dicevo a fare un po’ di pausa lettura, dopo tanti post dedicati agli sviluppi di LGC. Non di sola programmazione vive l’uomo, e sono riuscito, tra un software e l’altro, a togliere qualche titolo dalla lista dei libri che vorrei leggere. “Purtroppo” un gentile fan di LGC mi ha fatto una bellissima sorpresa e un pacco Amazon con buona parte della mia wishlist è arrivato giusto in questo periodo natalizio, con titoli succulenti come You, il primo volume di Fabled Lands, un Avoledo apocalittico, Earth Works II che spero sia all’altezza del predecessore.

Però, due paragrafi e ancora nessuno che parli di Davide e del suo ebook. Malissimo!

Partiamo allora con la trama copiaincollata da Amazon (dove potete acquistare l’ebook per un solo euro):

Tokyo, 1960.
Il Giappone è proiettato verso il futuro.
La guerra è finita, i nemici sono diventati alleati.
In una casa alla periferia della metropoli, si consuma un omicidio inspiegabile.
Le autorità americane vogliono sapere.
Le autorità giapponesi sono liete di collaborare.
Esistono protocolli, procedure, regole.
Ma alla fine ci sono solo due uomini molto diversi, soli contro qualcosa che non riescono a capire.
Qualcosa che vuole la sua vendetta.

Un fil di fumo è un racconto di media lunghezza, paragonabile a una corsa, una di quelle campestri sui 10km. Parti già con un buon ritmo (insomma, se ti sei quel minimo allenato e non stavi allo start con il pacchetto di Marlboro e uno spritz grande), sai che dovrai reggerlo e riuscire anche a sprintare nel finale, dentro una di quelle domeniche piovose con il fondo fangoso e il cielo plumbeo che promette martellate di pioggia autunnale. Una bella avventura, che non conosce soste.

Una delle capacità di Davide come scrittore è certamente la gestione del ritmo, che in questo racconto la fa da padrone. Si inizia bene, con un’indagine che rimane abbastanza classica, per le prime poche pagine. Basta un urlo, lì dove non c’è bocca che dovrebbe gridare, per inclinare l’asse delle aspettative verso qualcosa di più oscuro e misterioso.
Nella “recensione” su Amazon l’ho definito secco e affilato. Merito di frasi brevi, ammorbidite e allungate in alcune azzeccate analessi, e merito di due protagonisti che si dicono le cose essenziali, muovendosi verso un finale che concede il minimo indispensabile alle spiegazioni.

Quello che si percepisce, ne avevamo già parlato ai tempi di Blooper, è il background di Davide. Avete presente quando qualcuno vi cucina una pasta e aggiunge il condimento alla fine, e serve quel piatto col sugo solo sopra i rigattoni e dovete voi darci di forchetta altrimenti vi ritrovate qualche boccone saporitissimo e altri che non sanno di nulla? E’ quello che provo quando leggo e sento la voce dell’autore che mi dice quelle cose, le cose che sa e che voleva infilare nel racconto, e lo fa con la delicatezza di una mangusta affamata, strappandomi di violenza dal flusso del racconto.
Non succede per fortuna ne Un fil di fumo, dove il cuoco ha saltato bene pasta e condimento lasciandoli amalgamare il giusto, costruendo un ebook consigliatissimo, una lettura che regala qualche ora in un Giappone dipinto da dialoghi e poche efficaci descrizioni.
Gustosa (per chi ama i “making of”) anche la post fazione dell’ebook, alla quale è lasciato il compito di svelare molti retroscena (compresa un’ispirazione di base che mai avrei sospettato).

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