Un libro in un giorno e altre storie

L'Ultimo cavaliere - Terry Brooks
L’Ultimo cavaliere – Terry Brooks

Facciamo che qua fuori c’è ancora qualcuno a leggere e quindi ha senso scrivere anche se è una mattina di agosto, anzi la mattina della vigilia di ferragosto che nemmeno qua se urli nessuno ti può sentire. Però noi facciamo che qualcuno c’è e che ha qualche senso raccontarvi un po’ di cose, anche se lo faccio solo perché il gatto mi ha svegliato alle sei, buonanima voleva giocare e mangiare e giocare pensavo io e invece voleva solo svegliarmi per poter dormire più tranquillo. Poi. Lui.

Insomma ieri ennesima puntata dell’Undicesimo Trasloco, serial biblico che dovrebbe trovare la sua giusta fine a breve, ennesima alzata all’alba o quasi e poi tante ore libere, così decido di procurarmi il terzultimo dei Landover in libreria. Sì sì quei posti dove non vendono ebook e cercano di esporre più copertine con angeli possibile e c’è l’odore della carta, e che a me continuano a piacere, pur ormai servendomi di Amazon & eBay a occhi chiusi. Però finito il terzo volevo attaccare subito col successivo, neanche la voglia di cercare sul web. Invece che ti trovo, la versione economica, già solo 10€, dell’ultimo (per noi) libro del buon Terry Brooks, sempre shannariano che ormai lui vive nelle quattro terre e manda i manoscritti con una Mortombra che è più rapida dell’email.

Nulla da fare, come dicevo su fb ieri per me è come in quel film con Gibson sulle leggende metropolitane dei killer governativi. Avete presente? C’è quella che sono condizionati a comprare sempre lo stesso libro ogni volta che entrano in una libreria. Ecco per me Brooks funziona uguale, lo vedo gli sorrido (e so che lui mi sorride) e lo compro. Il portafoglio salta fuori dalla tasca come il mio gatto quando apro una confezione di whiskasfriskiesalmoquelcheé che potrei essere dall’altro capo del mondo e lui è lì, pronto.

E decido di fare un esperimento. Io che al mare resisto un’ora o due al massimo e ho il colore di una pagina Word su cui nessuno scrive da tempo mi butto sul lungomare asfaltoso e rumoroso di Muggia e mi immergo. Ne L’ultimo cavaliere, ovviamente. Primo capitolo di una nuova saga, ovviamente. Che tratta di pietre magiche, elfi e troll. Ovviamente. Intendiamoci l’ironia è inutile perché alla fine il libro prende. Più che la mal riuscita prima trilogia di raccordo Vuoto – Shannara qua dove il vecchio (nostro) mondo è dimenticato Brooks riesce a regalare poche novità ma sicure suggestioni per chi è ormai di casa nelle Quattro Terre. Pecca sempre di ingenuità folle nel parlare invece del post apocalisse, con segnalatori elettronici funzionanti dopo cinque secoli dal crollo della civiltà, armi e macchine a energia solare oliate e rombanti e qualche deus ex machina davvero di troppo.

Ammetto che chiunque ha tradotto Bearer of the black staff col titolo di un vecchio successo di King (per altro quello era davvero un bel libro fantasy) è davvero un genio. Ma queste sono altre (le solite) storie, come quella dell’insolazione parziale che mi sono guadagnato affrontando le 350 pagine durante un’intera giornata al mare. Ma è stato un bel viaggio, e alla fine ne è valsa la pena…

 

La Gelotteria 3
La Gelotteria 3

E se questo non vi basta o l’avete comprato e lo volete subito regalare ecco quello che fa per voi: gelostellato che nemmeno d’estate ci ha un cazzo da fare propone il terzo capitolo della sua personale saga, la gelotteria. Evento di scambisti letterari, che ghignano mettendo in palio libri che non vogliono più per ricevere in cambio i libri odiati da altri. Son ragazzi… Però se avete un qualche volume il cui unico scopo è far polvere sulla vostra libreria questa potrebbe essere l’occasione giusta per liberarvene. Sostituendolo con un altro di peso e misure diverse.

E per oggi è tutto fa già troppo caldo per continuare a scrivere, anche se avrei ancora un paio di cose da raccontarvi, ma sarà per un’altra volta!

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