Uno di quei post

Duke java logo
Duke, il simpatico logo di Java

Uno di quelli scritti in velocità in un momento in cui dovrei fare altro, per raccontarvi come vanno le cose da questa parte dell’LCD. Intanto ciao a tutti e benvenuti.
Ultimamente, grazie forse a qualche post più corposo, il blog ha registrato un piccolo aumento delle visite. L’ultimo post addirittura 14 commenti, di cui 7 miei, okay. Però scrivere l’ultimo post, e leggere qualche altra opinione in giro, non solo sul futuro, ma anche sul presente, mi è servito a recuperare quella voglia di scrivere che era addormentata (e che torna in letargo con feroce costanza, lo so). Scrivere senza tanto badare a chi legge, ma farlo perché piace farlo, per soddisfazione personale.

Intanto il blog ha subito qualche piccola limatura.
E se mi seguite da un po’ sapete che non so stare fermo.
Cambio, giro, rigiro, cambio ancora idea, coloro, monto, smonto… insomma è così, da quando gli stessi mattoncini LEGO mi servivano per fare astronavi e improbabili castelli, da quando una vecchia TV recuperata con mio padre diventava fonte di affascinanti congegni da trasformare in storie di fantascienza, da quando hanno iniziato a chiedermi ai colloqui di lavoro “perché le piace l’informatica?” e io rispondo che amo creare e col legno proprio non ci vado d’accordo, con le cose di ferro mi faccio solo un male pazzesco, invece con una tastiera e dei codici riesco a mettere insieme qualcosa che prima non c’era.
Qualcosa che prima non c’era. Un credo fondamentale per molti qua attorno, per chi scrive ad esempio, scrive come lo può intendere un Alex, magari, scrive perché gli piace farlo e perché quello che ha creato, prima, non potevamo proprio leggerlo.

Dicevo.

Ho spalmato i post a tutta pagina
, che quella barra a destra non serviva a un beato, e così i post mi sembra si leggano meglio.
C’è più aria, ed è la stagione giusta per farla entrare.

Ho aggiunto una pagina dedicata alle mie letture (da un po’ però magari non ve ne siete accorti) che tanto serve più a me che a voi, per poter dare un bilancio di quello che leggo. L’anno è iniziato “in piena”, come si usa dire, soprattutto sul versante eBook. Col bacino di lavori realizzati per eBookAndBook ho potuto spaziare tra letture rapide e piacevoli, anche se torno sempre volentieri ai bei tomi cartacei (si sa, il profumo…) soprattutto se si tratta di libri di un certo volume.

Ho aggiunto una pagina per tenere traccia di recensioni e feedback di una certa rilevanza. Se mi avete recensito, bene o male che sia, e non vi ci trovate, fate un fischio, mandatemi il link a quanto avete scritto e vi aggiungerò.

C’è ora anche un bottone in basso a ogni articolo, per esportarlo in PDF, così da poterlo stampare bello bello e appendere a casa. Okay, non è nato con quello scopo, ma mi serviva e l’ho aggiunto in due click, potenza dei plugin di WordPress, decisamente LA piattaforma per tenere un blog come si deve. E a cosa serviva il PDF? Serviva a mandare dei file a qualcuno che gentilmente mi sta correggendo i post scritti in inglese.
In inglese? E dove?
Eh, sono ancora secretati, ma ci sono. Fanno parte di una balzana idea avuta qualche giorno fa…

Thinking in Java, grosso come Il signore degli anelli, ma senza elfi e nani. Almeno credo.
Thinking in Java, grosso come Il signore degli anelli, ma senza elfi e nani. Almeno credo.

Da un paio di mesi mi sono messo a studiare Java, per riempire un vuoto tecnico culturale. Recuperata la bibbia, Thinking in Java di Bruce Eckel, 1400 pagine sui fondamenti del linguaggio, ho deciso di imparare sviluppando un progetto che fosse utile per applicare quello che imparo e ottenere alla fine un programmino da rilasciare. Nulla di meglio quindi dell’ascoltare le voci di chi chiedeva una versione per Linux e Mac dell’editor per libri interattivi, Libro Game Creator.
Questo mi ha portato da una parte a scrivere dopo veramente tanto tempo del codice libero da vincoli “contrattuali”, cercando di spingermi ad applicare paradigmi della programmazione che nella routine quotidiana non ci entrano nemmeno a fargli violenza, dall’altra a studiare in inglese. Che non è cosa da poco, vista l’oretta minima giornaliera di lettura dei manuali.

Tutto ciò nel mio inquieto essere appunto creativo ha fatto nascere la voglia di scrivere di ciò che studio, commentare quello che progetto. E se leggo in inglese, studio in inglese, scrivo i commenti al software in inglese, in che lingua potevo tenere questo diario di progetto? Ovvio, no?

Ho quindi creato un nuovo blog sotto wordpress.com, solo per rendermi conto che un blog tecnico con pezzi di codice non è gestibile da un WP senza i corretti plugin per la visualizzazione di HTML & C. Non rimaneva che creare una costolina dentro il luogo in cui vi trovate ora, scavare una tana per questo codice selvaggio, che si chiama guarda caso Where The Wild Code Runs. La sezione esiste già, ha qualche articolo in fase di revisione, e verrà resa pubblica nel giro di giorni, credo. Seguirà, appena imparo per bene come si fa a diffondere un programma scritto in Java, il primo rilascio di un tool per convertire libri interattivi scritti con Libro Game Creator in ePub pronti per la lettura (con link funzionanti e tutto il resto).

Insomma, oltre a fare a me piace raccontare quello che faccio, inutile opporre resistenza. Questi post puramente tecnici non credo si mescoleranno agli altri di “prima pagina”, ma penso formeranno un mondo a sé, con repository del software e quanto altro.
Ma è giusto che rimangano qua, perché questo non è un blog di recensioni o di libri o di film o di racconti o di giochi o di software o di fotografia, questo è il mio blog e queste sono le cose che faccio, quelle che in un qualche modo, Hell concorderà, dicono e diranno Matteo was here.

Direi che è tutto. Seguirà un weekend intenso, qua ci saranno un paio di recensioni recuperate dal vecchio blog, dopodiché cercherò di dare il solito fuoco alle polveri.

Buon fine settimana!

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6 thoughts on “Uno di quei post

  1. Alla via così, allora!
    Vedo tutti i cambiamenti, le “limature” come le chiami tu, credimi io per carattere, non riuscirei mai a fare così tante variazioni in un colpo solo (o quasi…)ma questo fa parte del mio carattere.
    Che vuoi farci, io sono un Dinosauro mentre a te devo solo fare i miei complimenti per il tuo attivismo.

      

  2. Giusto, scusate, a Nick se dice ‘ste cose gli scateniamo le Nutrie Mutanti cui è tanto affezionato…

      

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