Vikingar: The Conquest of the World

Anche l’horror lovecraftiano e i giochi cooperativi a un certo punto stufano, almeno a me, e arriva il momento in cui è necessario cambiare aria per un po’. Con i colleghi di indagini sovrannaturali abbiamo pensato quindi di testare altri titoli nella lunga (infinita per certi versi) lista dei “to play”. E per scrollarsi di dosso le frattaglie di shoggoth cosa c’è di meglio che partire verso mari sconosciuti, depredare villaggi e andare a caccia di Kraken? Questo e molto altro è quanto abbiamo trovato in Vikingar The Conquest of the World, pubblicato nel 2017 dalla JackBro dopo un fortunato kickstarter.

A bordo dei drakkar

Vikingar ci mette nei panni di un capo clan vikingo, alla ricerca dei mitici cancelli del Valhalla. Per poterli raggiungere dovremo prima dar prova del nostro valore di condottieri, esplorando il mondo sconosciuto che si pone tra noi e le cascate sul bordo esterno del mondo (che è piatto, meglio non commentare l’attualità di questa rappresentazione). Depredare città e costruire i nostri avamposti, uccidere mostri mitologici e accumulare ricchezze, dar fuoco alle chiese dei miscredenti e radere al suolo villaggi, tutto può servire a farci raggiungere i tre achievement necessari ad aver il favore degli dei e partire per la sacra quest.

Vikingar The Conquest of the World

Il gioco colpisce per le meccaniche semplici e immediate, per l’ambientazione che fa presa sull’immaginario e per un impianto artistico di ottimo livello. Segnalini, navi, avamposti, tutti è realizzato in legno, così come sono in legno le rune che dovremo lanciare (al posto degli onnipresenti dadi) per confrontarci con le avversità e con gli avversari. Il “mondo disco” da svelare uno spicchio alla volta è un’idea superba; la plancia di gioco, costruita in modo casuale e sempre diversa, si apre turno dopo turno lasciando intravvedere passaggi per il bordo esterno e possibili fonti di gloria e guadagno. Tra queste troveremo le creature mitologiche, che spiccano dai loro supporti, illustrate in forma simbolica come una sorta di bassorilievi su pietra o legno.

In conclusione

Vikingar è un gioco affascinante, dove in ogni sua parte si percepisce la cura messa nella realizzazione. Da sottolineare ad esempio il grosso lavoro di equilibratura fatto per permettere a tutti di progredire verso il Valhalla, eliminando il classico problema del run-away leader. Esistono inoltre numerose varianti che cambiano gli equilibri e possono rendere il gioco assimetrico, garantendo una notevole longevità. Unica pecca che ho rilevato personalmente di Vikingar è l’endgame, troppo sintetico rispetto al resto della partita, limitato alla pesca di una singola carta che riesce a determina la vittoria finale a fronte degli sforzi fatti per giungere a quel punto. Ma è un dettaglio limitato, rispetto alla bellezza del gioco, che potrebbe essere mitigato dalle varianti di cui si diceva.

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Vuoi rispondere?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.