Weird Tales in edicola

Sono anni ormai che non compro fumetti in edicola, e l’aver abitato per tanto tempo in una bella zona periferica, senza negozi né altro attorno, ha aiutato a tenermi lontano anche da eventuali tentazioni. Per spendere c’è sempre la marea di novità interessanti che filtrano attraverso i feed di bloggers e amici appassionati, o l’annuale salto a Lucca, dove tra un Ortolani, un Mignola e un Moore, va via una bella fetta di portafoglio. Il trasferimento in città (per fortuna sempre in una zona marginale, con abbastanza verde attorno da mitigare i miei bisogni e attutire i suoni di troppa umanità) mi ha riportato in contatto con varie realtà. Dal panettiere sotto casa (letteralmente, se avessi otto piani di corda e un cestino di vimini potrei comprare le brioche appena fatte la mattina senza uscire dalla porta) alla mitica edicola.

E lì, vedete, non c’è molto che possa fare. Quando entro in quei luoghi, se non consideriamo le tabaccherie per tossici ma dei locali tenuti decentemente con un negoziante che sa cosa vende, rischio sempre di venir fregato dalla quantità di storie. E colori. E figure. Sì, già, proprio come un bambino, lo so. Bene, male, che volete che vi dica, succede così. Anni di arti marziali e yoga mi hanno dotato di un certo autocontrollo, che svanisce completamente quando vedo su una quarta (di copertina eh, di copertina, stiamo in topic) un qualche topic lovecraftiano.
Lo so, ai più non sarà sfuggito. Se guardo la quarta vuol dire che sto già sfogliando il fumetto.

E’ stato il titolo della collana, a fregarmi, un colpo subdolo che ha passato la mia guardia troppo alta.
Collana Weird Tales.

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Per chi non sapesse che cosa sia Weird Tales si può fare una cultura su Wikipedia e su molti altri siti ben informati, che vi condurranno nell’affascinante mondo dei pulp magazine, dime novels, penny dreadful, di scrittori come Lovecraft, Howard, Smith, Bloch, Bradbury, dei ruggenti anni ’20 quando le donne erano donne e gli uomini indossavano il cappello.

Tornando ai giorni nostri, quella della Cosmo Editoriale è un’uscita inaspettata, che direi arriva giusta a cavalcare un certo ritrovato desiderio di avventura, nel cinema come nella narrativa. C’è la suddetta Weird Tales, c’è la fantascienza di Cacciatori di morte, il tema piratesco di Sangue di drago, il fantasy de Il guanto magico, e ancora Fantomax, Viking e molte altre. Probabilmente chi segue la “scena internazionale” conosce già questi testi e chi almeno entra in un’edicola più spesso di me, alcune di queste le avrà viste anche da noi.

Avendo messo mano solo sui primi due numeri di Weird Tales, parlo di quelli. Per esattezza ognuna di queste uscite ha ben tre titoli. Abbiamo la collana, Weird Tales, la saga, Sherlock Holmes e i vampiri di Londra, il titolo dell’albo, I vivi e i morti, che riprende il titolo di uno dei due numeri della miniserie, contenuti nell’albo. Nel secondo numero vedremo invece le gesta di Mister Hyde contro Frankenstein ne L’ultima notte di Dio.

Perché tanto caos? Da qualche ricerca ho scoperto che due editori, Cosmo Editoriale ed Edizioni 001, si sono accapparrati i diritti sulla collana 1800 (nome che è rimasto alla 001) creata dallo scrittore e disegnatore Jean-Luc Istin. La 001 dovrebbe proporla in toto in un formato più grande rispetto al classico da edicola italiano, a colori, con contenuti extra. La Corno invece ha optato per il formato “bonellide” in b/n e nella sua Weird Tales si inseriranno lavori di altri artisti e di altri paesi.

weird-tales-frankensteinNon ho potuto ancora sfogliare l’edizione 001, ma va da sé che se il formato originale era quello, andare a “restringerlo” come ha fatto la Cosmo non è mai una buona idea, la lettura dei box di testo diventa difficile quando il font ha 2mm di altezza. Così come questa patacca di titolo nero su bianco in copertina, col classico font Bonelli, che riporta il titolo di una sola delle due storie, non l’ho trovata molto sensata, spiegabile forse nel voler cedere alle esigenze dei molti lettori che amano una certa omogeneità nelle loro letture.

Se graficamente, resizing a parte, siamo sempre dalle parti del fumetto classico con box regolari e nessuna particolare variante, dal punto di vista narrativo le storie si rivelano un’ottima lettura, lontana dai canoni Bonelli, con un taglio cinematografico per ritmo e montaggio. Ho preferito la prima uscita, dedicata a Sherlock Holmes, pulita e scorrevole nel tratto e nella sceneggiatura, con un Sherlock “morto” nelle cascate di Reichenbach da appena un mese, senza il fido Watson che è ancora all’oscuro del suo ritorno. Più caotica ma comunque interessante la seconda. Fanno la loro comparsa Jekyll/Hyde e il mostro di Frankenstein, ma c’è spazio anche per comparsate celebri come quella di Joseph Merrick e per scene d’azione degne degli scontri “marvelliani” della celebre coppia Hulk/La Cosa.

La 1800 originale è costituita da storie alternative di universi letterari molto noti, quali quelli narrati da StokerLovecraft, Mary Shelley, Jules Verne e vedono i protagonisti alle prese con nuovi misteri (e strani cross-over come in Mister Hyde contro Frankenstein) in 22 miniserie:

20000 secoli sotto i mari, di Richard D. Nolane e Patrick A. Dumas
Alamo, di Dobbs, Darko Perovic e Fabio Pezzi
Alchimia, di Richard D. Nolane e Olivier Roman
Allan Quatermain e le miniere di Re Salomone, di Dobbs, Henry Rider Haggard e Dim-d
Ash, di François Debois e Krystel
Dr. Watson, di Stéphane Betbeder e Darko Perovic
Dracula – L’Ordine dei Dragoni, di Eric Corbeyran e Serge Fino
Edgar Allan Poe – Ossessione (one shot), di Louis, Thomas Verguet e Bastien Orenge
Grandi Antichi, di Jean-Marc Lainé e Bojan Vukic
Jack lo Squartatore, di François Debois e Jean-Charles Poupard
Lei (tre volumi), di Elie Chouraqui e Aja
La Mandragora, di Sylvain Cordurié, Marco Santucci e Gonzalbo
Mister Hyde contro Frankenstein, di Dobbs e Antonio Marinetti
L’Orso-Luna, di Sébastien Viozat e Florent Bossard
Il ritorno di Dorian Gray, di Stéphane Betbeder e Bojan Vukic
Scotland Yard – Nel cuore delle tenebre, Dobbs e Stephane Perger
Sherlock Holmes – Le Cronache di Moriarty, di Sylvain Cordurié e Andrea Fattori
Sherlock Holmes Crime Alleys, di Sylvain Cordurié e Alessandro Nespolino
Sherlock Holmes e il Necronomicon, di Sylvain Cordurié, Vladimir Krstić e Laci
Sherlock Holmes e i vampiri di Londra, di Sylvain Cordurié e Laci
Sherlock Holmes e i viaggiatori del tempo, di Sylvain Cordurié e Laci
Van Helsing contro Jack lo Squartatore, di Jacques Lamontagne, Sinisa Radovic e Bill Reinhold

E per quanto riguarda la quarta con Cthulhu di cui si parlava in apertura? Eccovi la cover (quasi identica all’originale francese, a parte la mancanza del logo “1800”) e la sinossi: Nuova Inghilterra, 1850. Ishmael, un giovane avventuriero, decide di imbarcarsi su una baleniera. A New Belfort incontra Herman Melville, uno strano personaggio che gli racconta la folle storia del Capitano Achab, colui che aveva giurato di uccidere il gigante dei mari, un Kraken, ed è perito nel tentativo. Ma nessuno è a conoscenza del fatto che un marinaio è sopravvissuto alla lotta titanica e ha scoperto un manoscritto contenente preghiere empie… cantilene che se recitate potrebbero far tornare sul nostro mondo esseri oscuri e colossali.

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Gli autori (fonte Edizioni 001)

Sylvain Cordurié è nato nel 1968 a Neuilly-sur-Seine in Francia, dopo essersi formato in Belle Arti inizia a realizzare sceneggiature per le maggiori case editrici francofone (Delcourt, Neopolis, Soleil…) avviando con Sherlock Holmes e i vampiri di Londra una fortunata serie di storie fantastiche ispirate al leggendario investigatore londinese.

Laci è nato nel 1959 a Nis, in Serbia, e ha lavorato come decoratore, illustratore e grafico editoriale. Come fumettista pubblica alcuni lavori in Italia e in Jugoslavia, ma la sua carriera di fumettista si avvierà concretamente solo nel 2006, con Soleil, impegnandosi principalmente sui progetti legati a Sherlock Holmes in coppia con Cordurié.

 

Fonti dell’articolo
La collana 1800 per 001 e Cosmo su Comics Views
Edizioni 001

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4 thoughts on “Weird Tales in edicola

    1. Buon vecchio “Strane storie”, ne possiedo alcuni numeri (è lì che conobbi alcuni scrittori che tutt’ora leggo volentieri). Venne edito anche dalla Pavesio, che però lo pubblicò per un solo numero, ahimé ( http://www.pavesio.com/scheda.asp?id=64 ) perché la rivista era fatta davvero molto bene.

      Comunque il legame come dicevo nell’articolo è con la rivista americana Weird Tales, che pubblicava proprio racconti pulp, weird, horror, sword & sorcery. Forse anche Strane storie ha preso il titolo da lì.

        

  1. presentare in italia simili capolavori con il formato bonelli in bianco e nero e’ semplicemente un insulto verso noi lettori . spero sinceramente che la cosmo fallisca presto . se lo merita

      

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