I suoni nell’erba

I suoni nell'erba (eBook gratuito)

I suoni nell’erba

Strana idea che mi è venuta, dopo aver sentito il video che vi allego, più sotto. Mi ero perfino dimenticato di questo piccolo racconto scritto abbastanza anni fa. Ispirato da un giro in bici, uno dei soliti giri del sabato mattina, ricordo che a qualcuno piacque, nonostante sia al solito una sequenza di sensazioni piuttosto che una vera storia. Magari un incipit, l’inizio un po’ weird di una vicenda mai narrata. Arrivò ben quarto a una edizione del concorso Nella Tela, del buon vecchio Alessio Valsecchi, ecco ora lo cerco …scrub scrub… eccolo! edizione 2009 quando ancora partecipavo e va beh tra menzioni e quasi podi qualche soddisfazione arrivò.

I suoni nell’erba è nato così, ma riprenderlo mi ha ricordato quanti racconti ho da parte che pochi o nessuno han mai letto. Quanti pubblicati su antologie che han visto stampate poche copie e delle quali non ho mai avuto alcun riscontro. Così ci ho pensato e ho deciso che li pubblicherò in eBook, legandoli tra loro in un qualche modo che sto ancora valutando. E se questo ve lo regalo i prossimi riproverò a metterli in vendita ai soliti miserrimi centesimi di euro. Sto pensando a qualcosa di stagionale, sulle orme del bellissimo Stagioni diverse di zio Steve. Quattro racconti per quattro stagioni, magari una traccia bonus. L’estate ce l’avete “tra le mani” (o nel Kindle),  l’inverno con il suo vento gelido lo avete sfogliato virtualmente qualche mese fa. Rimangono primavera e autunno, e so di avere già le storie adatte.
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Ivan Manzella e gli alieni di Prometheus

VISUAL SPOILER ALERT! Trattasi di uno di quei post che fareste meglio a non leggere. A meno che non abbiate in qualche modo già visto il film. O siate immuni dagli spoiler. O abbiate già visto questi lavori sui numerosi siti stranieri che li hanno pubblicati. O ve ne fregate e volete vedere Le Creature. Che mica vi racconto cosa sono eh, o se sono davvero state realizzate così, nella pellicola.

Però poco da fare, ci sono i mostri di Prometheus, nella loro lovecraftiana e terribile bellezza, direttamente dalle mani del character designer Ivan Manzella. L’artista ha lavorato in moltissime pellicole di successo, prima di entrare a far parte del team creativo del film di Ridley Scott, oltre a essere co-regista del video Attack of the mutant space monkey .

Nel portfolio di Ivan Manzella trovate le affascinanti sculture tratte da Clash of Titans e Wrath of Titans, i bozzetti per i draghi di Game of Thrones (e di un White Walker) e un bel po’ di materiale dedicato a Prometheus  per il quale ha lavorato con la Neal Scanlan Studios.

Sto pensando di dedicare altri post a making of come questi, dedicati ad altri artisti che lavorano nel campo del cinema ma anche dei giochi.
Che ne dite? (sì okay so che non risponderà nessuno perché il film non lo avete visto e chi mai avrà cliccato su “read more” per poter commentare?)

Intanto vi lascio allo speciale sugli alieni di Prometheus, buona visione!

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Sine Requie: i non morti italiani diventano un videogioco

A quanto pare non accenna a fermarsi la recente zombie apocalypse, che ha visto moltissimi americani preoccupati per qualche singolo caso di cannibalismo. Tra i sintomi di questa paura il rinnovato balzare nella top ten delle chiavi di ricerca parole come zombie, appunto, ma soprattutto (gente previdente eh!) manuale per sopravvivere agli zombie e per chi già sa quale è il miglior testo di riferimento manuale zombie brooks.

D’altro lato oltre a sopravvivere c’è chi invece vuole reagire, imparando a sterminare l’orda famelica prima che questa possa infestare ogni angolo delle nostre città. Ecco allora che si nota un aumento di ricerche sul gioco di ruolo zombesco (eh lo so che Teo & Leo odiano ‘sto termine, ma ci stava) per eccellenza, il Sine Requie.

Del Sine così come di Matteo Cortini e Leonardo Moretti ho già parlato, tra il vecchio sito e questo. Se non avete proprio idea di cosa sto parlando potete leggervi la recensione dell’ambientazione IV° Reich, oppure Il Soviet o immergervi nelle loro atmosfere col mio racconto brevissimo Visioni di morte (o sfogliando il primo e unico mitico numero de La gazzetta delle terre Perdute, col quale omaggiavano i fan nell’ormai lontano 2009).

L’annuncio della versione videoludica del gioco di ruolo è stato dato da Simone Tagliaferri e Alessandro Monopoli, della software house Dreampainters. La notizia trapelata è in puro stile dei due folli e simpaticissimi autori toscani:

“Supernews!!! Non vi bastava l’annuncio del film di Sine Requie? No? Ecco un nuovo traguardo per il piccolo e nero Sine! I sempre più rintronati autori (Curte e Leo… sempre loro) hanno firmato un contratto di cessione dei diritti di Sine Requie per la realizzazione di un VIDEOGIOCO! Ecco una foto che ritrae i due prodi autori insieme Simone Tagliaferri e Alessandro Monopoli della casa videoludica Dreampainters. (la foto di cui sopra) Leo e Curte supervisioneranno ogni fase del progetto. Il videogioco sarà esclusivamente sviluppato per PC e sarà un rpg (ma dai!) in prima persona. Gaudio und gioia! Olè olè”

Il team per lo sviluppo del videogame di Sine Requie: Matteo Cortini e Leonardo Moretti, ai lati, Simone Tagliaferri e Alessandro Monopoli al centro

Il team per lo sviluppo del videogame di Sine Requie: Matteo Cortini e Leonardo Moretti, ai lati, Simone Tagliaferri e Alessandro Monopoli al centro

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Un Dungeon in una pagina

Nuovo articolo per la categoria “non li legge nessuno” e nuova infrazione al codice del blogger “tieniti su pochi argomenti per fidelizzare i lettori”, nuovo post di tipo giocoso e dungeonandragonesco. Dopo la recensione del libro di Charlie Chan, picco di letture del sito e commenti numerosi (ben 3), rispetto l’argomento che ritenevo sconosciuto ai più (ma forse dimenticavo l’età media dei miei lettori, che fa una certa differenza), rieccoci a parlare di sotterranei e mostri. Lo avevamo già fatto ai tempi del simpatico How to host a dungeon, con relativo post meta-ludico sull’era dei demoni, così come con l’incontro tra dungeon, sette nani e un computer nel perennemente in sviluppo Dwarf Fortress (al quale recentemente hanno aggiunto le miniere con tanto di rotaie e binari per far trasportare ai nani il materiale estratto).

One Page Dungeon Contest - 2012

One Page Dungeon Contest – 2012

Dopo aver disseminato di retro-link l’intro dell’articolo, contro qualsiasi buona norma di scrittura, eccoci a questa segnalazione. One Page Dungeon Contest, il concorso annuale sui sotterranei (ma detto così fa pena, dungeon è molto più evocativo) evolutosi dalla prima versione del 2009 e chiuso nell’ultima edizione giusto agli inizi di giugno.
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Qualcosa di sinistro è accaduto

Something wicked this way comes

Something wicked this way comes

E poi vi fu quella settimana di ottobre in cui divennero adulti di colpo e non furono mai più giovani…”

Il padre di Will esitò solo per un momento. Sentiva un vago dolore, nel petto.
Se corro, pensò, cosa accadrà?
La Morte è importante? No! Ciò che conta è quanto accade prima della Morte.
E questa notte abbiamo fatto qualcosa di bello. Neppure la Morte può guastarlo.
Perciò i ragazzi erano corsi via… quindi, perché non seguirli?
E li seguì.

 

Ho scoperto H.P. Lovecraft leggendo Strange Eons, un libro di Robert Bloch.
Ho conosciuto Richard Matheson da un albo speciale di Dylan Dog, La casa degli uomini perduti.

Ho cercato Ray Bradbury dopo aver visto un film della Disney, Qualcosa di sinistro sta per accadere (Something wicked this way comes, 1983). Dai non fate finta, che non lo conoscete. Eppure erano tutti là. La strega della polvere. Mister Dark. L’uomo elettrico. E quei ragni, i ragni sotto le coperte, tra le lenzuola. E, ovviamente, il carrozzone fantastico del Luna Park. E mi sono innamorato di quell’estate, di quella perdita dell’innocenza così radicata nei racconti, ad esempio, di King. Trovai Bradbury nelle pagine ingiallite di una vecchia edizione Fabbri Editori, un libro comprato per poche lire in blocco con Alien di Alan Dean Foster, Coma di Robin Cook e Gotico Americano di Robert Bloch. Quelli blu con le scrittone enormi, qualcuno li avrà visti in giro.

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