Crawl, il dungeon crawler “à trois”

Erano mesi che qua non si parlava di roguelike, anche se un titolo “in canna” c’era già a inizio estate (grazie saldi di Steam!) ma non trovavo mai il tempo di giocarci e scriverne. Assolutamente da evitare se si è fan del gioco a turni (lo ammetto, sono tra quelli), Crawl mi ha affascinato proprio perché come Crypt of the Necrodancer sfrutta un genere che sembra intramontabile aggiungendoci qualche vera novità. Qua non c’è rythm game, nessuno schema da seguire, ma un flusso di azione continua, frenetica, condita da una musica elettronica martellante che ricorda i pezzi dei coin-op da bar.

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Strange things about Stranger Things

A tre mesi abbondanti dall’ultima recensione, la visione di Stranger Things, nuova serie targata Netflix, è riuscita a spingermi a rimetter mano alla tastiera, per qualcosa che non sia programmare l’engine del roguelike o giochicchiare a Limbo. Siamo a meno di 24 ore dalla visione dell’ultimo episodio della prima stagione, resa disponibile appena tre giorni fa, e so che se non ne scrivo potrei avere ancora difficoltà a dormire. Troppo l’entusiasmo, le emozioni che vorrei raccontare, così come i rimandi e le citazioni delle quali mi piacerebbe discutere. Non riuscirei a farlo al bar, quindi tocca al blog ospitare questo soliloquio. Per le recensioni vere, di chi ne sa, aspettiamo al varco Lucia; io vi servo al solito un minestrone emozionale nel quale, se volete, potete sguazzare fino al suo arrivo.

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Boardgame: il Brivido degli anni ’80

Oggi doveva toccare a un articolo sui nuovi sviluppi di Cavescape, invece mi son ritrovato tra le mani un reperto storico dell’infanzia ludica e, sulla scia di altri articoli dedicati alla ricerca del tempo perduto, ho pensato di scriverci due righe, così quando mi chiedono “ma come mai ti piacciono ‘ste cose dell’orrore?” io gli mostro cosa ricevevo per regalo a 10 anni (probabilmente ero io a chiederli ‘sti giochi ma non attacchiamoci ai dettagli).

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Videogame: The Last Door, horror in pixel art

È da poco tornato l’autunno, la bora nera, come la chiamiamo da queste parti, spazza la città con raffiche ghiacciate, violente, spostando persone e oggetti, afferrando ogni singola goccia di pioggia per trasformarla in un proiettile di gelo. Il cielo è un leopardo bluastro in perenne corsa dai colli alla costa, le alture trattengono il verde della primavera ma nascondono il sottile manto nevoso che è calato in questi giorni sul carso sloveno.

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Librogame: Fire*Wolf #2. Le Cripte del Terrore di James Herbert Brennan

Ultimo post dell’anno, scritto con un certo anticipo, prima di levare le ancore e partire dai lidi informatici per immergermi negli ultimi giorni di atmosfera natalizia. Nel lasciarvi alla bellezza delle abbuffate tra amici e parenti, manteniamo la tradizione del Natale e leggiamoci un libro(game). Un anno fa eravamo in giro per il mondo di Fighting Fantasy, nei sotterranei della montagna infuocata in compagnia dei mitici Steve Jackson e Ian Livingstone. Quest’anno facciamo ritorno ai primi anni ’80, dove ci attende un altro autore molto amato (e che per poco non ho incontrato al Lucca Comics & Games 2015) James Herbert Brennan, e affrontiamo un capitolo del suo ciclo di Fire*Wolf, noto in originale come Sagas of the Demonspawn.

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La Saga della Spada di Ghiaccio

Recupero questo articolo, comparso sei anni fa nella versione vecchia del blog. In questo periodo di rivisitazioni fantasy, in attesa dell’imminente serie televisiva tratta dai romanzi di Terry Brooks, anche questa versione disneyana che attinge a piene mani dal ciclo di Shannara ha il suo perché, tanto che è stata recentemente ripubblicata ed è disponibile anche su Amazon in versione deluxe. Per chi non ha mai avuto la fortuna di leggerla, questa è una “storia multi dimensionale”. Protagonista assoluto non il Topolino del titolo, ma un funambolico Pippo, che si fa passare per una sorta di eroe semi divino, arrivato in vece del più famoso Alf, del quale si spaccia per cugino.

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Fabled Lands, sandbox & librogame

Recentemente è stato chiuso con successo il Kickstarter per il settimo volume di una collana che non è mai stata tradotta in Italia, ma conosciuta e apprezzata da molti fan dei libri interattivi. Lontana dalle saghe con trame lineari e volumi autoconclusivi, Fabled Lands è la versione cartacea e “a bivi” di quei videogiochi che oggi chiamiamo “free roaming” o “open world”, che danno al giocatore la possibilità di muoversi senza (troppi) vincoli in un mondo vasto e pieno di possibilità. Ma nei FL si è andati oltre, realizzando su carta un altro concetto che viene dal mondo videoludico, cioè il sandbox, nel quale viene a mancare uno dei capisaldi del genere giocoruolistico, quella “quest” attorno alla quale ruota tutta l’avventura. Nei librigame l’uso di questo tipo di ambientazione è rarissimo, e tra i titoli recenti c’è il ciclopico ciclo di Destiny Quest, dello scrittore Michael J. Ward. Ma solo nei FL non c’è nessuna “super quest”, nessun mondo da salvare o “oscuro signore” da sconfiggere. Il concetto di successo in questa saga è nelle mani dello stesso giocatore. Possiamo appoggiare il vecchio sovrano o preferirgli l’usurpatore oppure andarcene a navigare i mari più pericolosi e lasciarli alle loro lotte di potere. Ricchezza, conoscenza, gloria, l’esplorazione di ogni angolo del mondo conosciuto. Tutto è possibile.

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Il tesoro della regina di Mauro Longo

È un librogame? È un gioco di ruolo? È… l’ultima fatica dell’amico Mauro Longo, deciso a riportare in auge i libri game senza rinunciare al suo ruolo di game designer per l’ottimo gioco di ruolo Savage Worlds. Questa volta l’avventura interattiva ci fa restare in Italia, ma ci porta indietro nel tempo, in una versione post apocalittica ucronica horror weird con sfumature pulp steampunk, che l’autore ha usato come ambientazione per una versione alternativa della nostra storia, che ricade sotto il nome di Ultima Forsan.

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The Vanishing of Ethan Carter

Ieri dopo non so quanto tempo ho ripreso a giocare su PC, e sono addirittura riuscito a concludere quello che stavo facendo. Una full immersion, il PC attaccato al 50 pollici, la nuova scheda video che mi permetteva di tirare tutti i dettagli al massimo e via, a godersi le ultime ore del bellissimo The Vanishing of Ethan Carter, la cui storia è presto detta. Ci troviamo nei panni di un investigatore, Paul Prospero, contattato da un ragazzino di 12 anni, successivamente scomparso. Un caso solo in apparenza di pura routine, del quale dovremo dipanare la matassa sfruttando un dono particolare, che ci permette di ricostruire le tracce psichiche degli eventi del passato, rivedendole nei dettagli.

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Librogame horror

Tra le decine e decine di libri interattivi pubblicati negli anni, i titoli horror sono veramente una minoranza. Soprattutto per quel che riguarda “i classici” (pubblicati negli anni ’80) si parla per lo più di libri fantasy, senza alcuna parte orrorifica. Atmosfere diverse si possono incontrare nella purtroppo brevissima saga Forbidden Gateway, con infiltrazioni mistico mitologiche che stemperano gli effetti degli orrori cosmici, o in titoli più recenti come Undead Rising, dove l’ironia di fondo si alterna a scene piuttosto splatter.
Orientati a un pubblico giovane, che riesca ad accettare l’intromissione del gioco nella narrativa, questi libri non hanno mai visto trame e ambientazioni che si discostino veramente dal genere fantasy, col solito bagaglio di armi magiche, amuleti e incantesimi. Magari un giorno qualcuno scriverà un librogame-survival-horror degno di questo nome.
Nel frattempo eccovi una prima lista di titoli, da integrare in futuro.

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