Arthur King, il ritorno del Re

Come dicevo qualche giorno fa seguire tutti i blog interessanti qua attorno è praticamente impossibile. E non è solo colpa del tempo che ci si mette a leggere il singolo articolo. Perché poi ti viene voglia di commentare. E magari il post ti da idee per articoli da scrivere. E magari dovresti pure lavorare. E quando le fai tutte ‘ste cose? Non avendo ancora trovata una risposta che rispetti la meccanica di questo strettissimo altroquando, mi ritaglio una pagina del sito per un post fumettoso, nato per colpa (anche se lui ancora non lo sa) di Paolo.

Arthur King Director's Cut

Arthur King Director’s Cut

Il suo articolo su E.V.E. Protomecha, semisconosciuto fumetto di fantascienza in stile giappo, mi ha riportato alla mente le gite in autobus verso l’università. Parliamo di tanti anni fa, quasi venti ormai, numeri che a pensarci ogni tanto mi vien pure un po’ male. Comunque erano i tempi, quei tempi. Quando salivo alla piramide di ingegneria, edificio noto come Tuthankamen, ancora in autobus. Prima di fondare le ditte di informatica la cui tragica chiusura mi avrebbe fatto preferire il lavoro dipendente alla libera professione, prima della Crisi, quando ancora pensavo che sarei diventato Ingegnere Informatico e questo avrebbe voluto dire un bel lavoro e tanti soldi. Ah, che tempi, quei tempi!

Oltre a sognare un futuro, vent’anni fa leggevo molti più fumetti. Intercalavo letture e riletture di romanzi (perché i soldi erano pure pochi e quindi con una certa frequenza rileggevo vecchi libri) . Fumetti, proprio quelli seriali da edicola. Fantascienza e horror, qualche tentativo con roba super eroistica con preferenza per le testate dalla vita brevissima (almeno in Italia). X-Men per finire ad amare Ghost Rider. Conan delle Ed. Corno, Spawn per un po’, Witchblade da sempre (e come si fa a dirle di no?). E l’edicola, dove non leggendo quotidiani o gazzette sportive ormai non entro più, era un luogo di perdizione e fascino, quanto e forse più della libreria. Riviste colorate si accumulavano in enormi ripiani. Giornalini, riviste per computer che mostravano videogiochi impossibili da avere. E poco lontano le mille testate Marvel che si sarebbero moltiplicate come conigli infoiati (ma quanti X-qualcosa uscirono?).

Continua…