Darkness on the Edge of Town di Brian Keene

“Nah. We’re animals, Robbie. Always have been. Always will be.
If dolphins had opposable thumbs, they’d replace us as the dominant species in a heartbeat.”

Ma quant’è che non recensisco qualcosa? Secoli sembrano, speriamo sia come con la bici che non ci si dimentica come si fa… Tenebra, disperazione e morte, okay, ma anche quel tocco di paranormale cosmico e parecchi personaggi alcuni perfino ironici. Tutto in questo libriccino che avevo trovato cartaceo per pochi euri sul solito ebay e invece poi è successo che mi son fatto regalare da Amazon nel formato eBook, per non so che occasione.

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Nocturna #3 – Notte eterna di Guillermo Del Toro e Chuck Hogan

Notte Eterna

Notte Eterna di Guillermo Del Toro e Chuck Hogan

Ci sono troppi gradi e troppo pochi ventilatori per una recensione accurata di sabato, e nell’attesa di andare a pranzo questa Notte Eterna ce la sbrighiamo rapidamente, tanto quanto rapido è stato il leggerla. Notte eterna, di Guillermo Del Toro e Chuck Hogan, terzo capitolo della saga vampirica Nocturna.

Sono trascorsi due anni da quando il virus diffuso dai vampiri ha invaso il mondo, ormai sull’orlo della distruzione. Il Padrone, il potentissimo capo degli strigoi, dopo aver annientato qualunque forma di resistenza da parte degli umani, ha rinchiuso in vasti campi di prigionia i sopravvissuti e ne ha selezionati alcuni per la produzione di sangue o come schiavi per svolgere lavori di manovalanza. Persino l’ambiente viene modificato: una coltre di ceneri nucleari ricopre infatti il pianeta Terra. La resistenza è guidata da una banda improvvisata di combattenti liberi che, sebbene accomunati dall’unico scopo di scongiurare l’apocalisse, formano un gruppo alquanto disgregato: Ephraim Goodweather, capo dell’Ente controllo e prevenzione malattie infettive, è impegnato nella ricerca del figlio Zack, rapito dalla madre Kelly, cambiata in vampiro; la dottoressa Nora Martínez, una sua ex collega, è preoccupata per le sorti dell’anziana madre e sentimentalmente indecisa tra Ephraim e il disinfestatore russo Vasiliy Fet; il misterioso signor Quinlan, il vampiro bastardo, persegue invece un obiettivo tutto suo. Le creature del male sembrano avere vinto su tutti i fronti e lo strapotere del Padrone appare invincibile, ma anche lui ha un punto debole, sebbene siano in pochi a conoscerlo. Solo un uomo è in grado di approfittarne, ma ci si può fidare di lui?

Terzo capitolo dicevamo, che segue La Progenie e La Caduta con relative recensioni. Purtroppo la saga, che era iniziata in modo interessante e aveva goduto di una bella virata apocalittica nel secondo volume amplifica qui quella vena mistico/fantasy che sembrava in attesa di scatenarsi (il libro magico, gli Antichi,…) in quella che poteva essere una sana storia horror, con una bella versione animalesca e aliena del vampiro, come organismo infettivo che domina completamente il corpo ospite.

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I suoni nell’erba

I suoni nell'erba (eBook gratuito)

I suoni nell’erba

Strana idea che mi è venuta, dopo aver sentito il video che vi allego, più sotto. Mi ero perfino dimenticato di questo piccolo racconto scritto abbastanza anni fa. Ispirato da un giro in bici, uno dei soliti giri del sabato mattina, ricordo che a qualcuno piacque, nonostante sia al solito una sequenza di sensazioni piuttosto che una vera storia. Magari un incipit, l’inizio un po’ weird di una vicenda mai narrata. Arrivò ben quarto a una edizione del concorso Nella Tela, del buon vecchio Alessio Valsecchi, ecco ora lo cerco …scrub scrub… eccolo! edizione 2009 quando ancora partecipavo e va beh tra menzioni e quasi podi qualche soddisfazione arrivò.

I suoni nell’erba è nato così, ma riprenderlo mi ha ricordato quanti racconti ho da parte che pochi o nessuno han mai letto. Quanti pubblicati su antologie che han visto stampate poche copie e delle quali non ho mai avuto alcun riscontro. Così ci ho pensato e ho deciso che li pubblicherò in eBook, legandoli tra loro in un qualche modo che sto ancora valutando. E se questo ve lo regalo i prossimi riproverò a metterli in vendita ai soliti miserrimi centesimi di euro. Sto pensando a qualcosa di stagionale, sulle orme del bellissimo Stagioni diverse di zio Steve. Quattro racconti per quattro stagioni, magari una traccia bonus. L’estate ce l’avete “tra le mani” (o nel Kindle),  l’inverno con il suo vento gelido lo avete sfogliato virtualmente qualche mese fa. Rimangono primavera e autunno, e so di avere già le storie adatte.
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Ivan Manzella e gli alieni di Prometheus

VISUAL SPOILER ALERT! Trattasi di uno di quei post che fareste meglio a non leggere. A meno che non abbiate in qualche modo già visto il film. O siate immuni dagli spoiler. O abbiate già visto questi lavori sui numerosi siti stranieri che li hanno pubblicati. O ve ne fregate e volete vedere Le Creature. Che mica vi racconto cosa sono eh, o se sono davvero state realizzate così, nella pellicola.

Però poco da fare, ci sono i mostri di Prometheus, nella loro lovecraftiana e terribile bellezza, direttamente dalle mani del character designer Ivan Manzella. L’artista ha lavorato in moltissime pellicole di successo, prima di entrare a far parte del team creativo del film di Ridley Scott, oltre a essere co-regista del video Attack of the mutant space monkey .

Nel portfolio di Ivan Manzella trovate le affascinanti sculture tratte da Clash of Titans e Wrath of Titans, i bozzetti per i draghi di Game of Thrones (e di un White Walker) e un bel po’ di materiale dedicato a Prometheus  per il quale ha lavorato con la Neal Scanlan Studios.

Sto pensando di dedicare altri post a making of come questi, dedicati ad altri artisti che lavorano nel campo del cinema ma anche dei giochi.
Che ne dite? (sì okay so che non risponderà nessuno perché il film non lo avete visto e chi mai avrà cliccato su “read more” per poter commentare?)

Intanto vi lascio allo speciale sugli alieni di Prometheus, buona visione!

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Morte di un signore oscuro di Laurell K.Hamilton

Un altro recupero dalle recensioni fatte per la vecchia KAOS Online, della quale vi ho parlato nell’articolo precedente, la recensione de La spirale temporale.

Morte di un signore oscuro di Laurell K. Hamilton

Morte di un signore oscuro di Laurell K. Hamilton

Prima di intraprendere la lettura di questo volume non avevo minimamente idea di chi fosse Laurell K.Hamilton quindi per affrontare la scrittura della recensione mi sono documentato, scoprendola molto più famosa di quanto mi aspettassi, madre di interi cicli di cui il più famoso è dedicato ad Anita Blake, una cacciatrice di vampiri. In questo romanzo però la Hamilton abbandona le sue eroine più famose per dedicarsi a uno dei semipiani del gioco di ruolo Advanced Dungeons & Dragons, il goticheggiante Ravenloft.

RAVENLOFT
Creato dapprima come semplice avventura e divenuto nel 1990 un’intera campagna, Ravenloft è stato descritto in numerosi moduli ideati dalla TSR che gli dedicò anche diversi romanzi, tra i quali quello della Hamilton. Per comprendere meglio anche la storia narrata nel romanzo bisogna sapere qualcosa del luogo in cui la storia si ambienta. Questo “semipiano” dell’universo del GdR fantasy AD&D è diviso in zone chiamate Domini, ognuno dei quali è sotto il controllo diretto di un Signore Oscuro che ha poteri smisurati sul proprio territorio, compreso quello di poter impedire a chiunque di abbandonarlo, con la sola forza del pensiero. Ma il Signore è vincolato ad esso e non può abbandonarlo, legato per l’eternità a quella porzione del semipiano dalle forze note come Poteri Oscuri.
L’ambientazione horror gotica di Ravenloft è stata usata più volte come sfondo di storie direttamente ispirate alle gesta di più celebri personaggi della finzione letteraria, come il conte Strahd von Zarovich ispirato al Dracula di Stoker, Vlad Drakov, tratto dalla figura storica cui si ispirò lo stesso Stoker, l’impalatore Vlad Tepes, il dottor Victor Mordenheim ispirato al Frankenstein di Shelley e così via. Inoltre questo semipiano è dimora di uno dei villains non morti della saga di Dragonlance, quel Lord Soth, cavaliere di Solamnia decaduto e condannato ad una maledetta vita eterna.

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Dead Set

Dead Set TV Logo

Dead Set

Ispirato da una recensione del Sommobuta, dedicata a Black Mirror, ne ripesco una mia su un’altra delle fatiche di Charlie Brooker, ideatore d’entrambe le miniserie inglesi.

Dead Set, storia in 5 parti che ebbi modo di vedere nella piccola sala del cineforum cittadino. Spettacolo decisamente horror, che descrive cinque giorni dell’invasione degli zombie. Il tutto inizia durante una delle serate di “eliminazione” di un concorrente dalla Casa del Grande Fratello, col pubblico che attende la nomina assiepato davanti a un palco, all’esterno della Casa.

Su quel palco la presentatrice Davina McCall (nella parte di sé stessa) intrattiene i fan, parla con i concorrenti all’interno della Casa e, dopo lo spoglio delle votazioni, accoglie l’isterica Pippa (nome sfigatissimo). In quel momento giunge un auto con degli infetti e (com’è consuetudine in questi casi) the infection spreads! Non ci sono spiegazioni, non ci sono rimedi.

Dead Set è un bel pugno nello stomaco, di quelli che non ricevevo da tempo. Non c’è spazio per i dubbi sulla qualità del serial, che somma la buona tradizione zombesca alle migliori uscite degli ultimi anni (28 giorni dopo per dirne una).

Alla fine della prima puntata di Dead Set il senso di opprimente predestinazione è palpabile. Non c’è via di fuga, non c’è speranza. Anche perché se quella (la gente assiepata fuori dal palco del GF, i telespettatori, i protagonisti) è l’umanità  che dovrebbe venir salvata, allora è meglio stare dalla parte dei goffi antropofagi mugugnanti.

Gore a livelli che in Italia non vedremo mai. Vivi e morti dilaniati da non morti, in una visione piacevole, se paragonata ai cadaveri ridotti a pezzi dal regista del GF, esca nel folle tentativo di fuga. Lui macella i corpi di alcuni concorrenti, morti, risorti e ri-morti. Estrae interiora, affetta, senza mai smettere di insultare i sopravvissuti, che lui disprezza e considera, al pari di quelli che ha tra le mani, solo carne utile a raggiungere un risultato.

Inutile credo citare i sottotesti, evidenziati nel parallelo tra l’occhio dello zombie e il simbolo del GF e nel doppio assedio che apre e chiude la mini serie. I fan accorsi a vedere i loro (dementi) idoli. I non morti affamati che assaltano la sede del Grande Fratello per mangiarsi quelli stessi umani che idolatravano.

Comparsate note agli inglesi: la già  citata conduttrice del GF nella parte di sé stessa ed ex concorrenti della trasmissione nei panni degli zombie. Una recitazione che si mantiene a ottimi livelli e nessun momento di vera speranza.

Teso e sanguinante, Dead Set lascia senza fiato durante la visione e senza parole, una volta concluso.

Sine Requie: i non morti italiani diventano un videogioco

A quanto pare non accenna a fermarsi la recente zombie apocalypse, che ha visto moltissimi americani preoccupati per qualche singolo caso di cannibalismo. Tra i sintomi di questa paura il rinnovato balzare nella top ten delle chiavi di ricerca parole come zombie, appunto, ma soprattutto (gente previdente eh!) manuale per sopravvivere agli zombie e per chi già sa quale è il miglior testo di riferimento manuale zombie brooks.

D’altro lato oltre a sopravvivere c’è chi invece vuole reagire, imparando a sterminare l’orda famelica prima che questa possa infestare ogni angolo delle nostre città. Ecco allora che si nota un aumento di ricerche sul gioco di ruolo zombesco (eh lo so che Teo & Leo odiano ‘sto termine, ma ci stava) per eccellenza, il Sine Requie.

Del Sine così come di Matteo Cortini e Leonardo Moretti ho già parlato, tra il vecchio sito e questo. Se non avete proprio idea di cosa sto parlando potete leggervi la recensione dell’ambientazione IV° Reich, oppure Il Soviet o immergervi nelle loro atmosfere col mio racconto brevissimo Visioni di morte (o sfogliando il primo e unico mitico numero de La gazzetta delle terre Perdute, col quale omaggiavano i fan nell’ormai lontano 2009).

L’annuncio della versione videoludica del gioco di ruolo è stato dato da Simone Tagliaferri e Alessandro Monopoli, della software house Dreampainters. La notizia trapelata è in puro stile dei due folli e simpaticissimi autori toscani:

“Supernews!!! Non vi bastava l’annuncio del film di Sine Requie? No? Ecco un nuovo traguardo per il piccolo e nero Sine! I sempre più rintronati autori (Curte e Leo… sempre loro) hanno firmato un contratto di cessione dei diritti di Sine Requie per la realizzazione di un VIDEOGIOCO! Ecco una foto che ritrae i due prodi autori insieme Simone Tagliaferri e Alessandro Monopoli della casa videoludica Dreampainters. (la foto di cui sopra) Leo e Curte supervisioneranno ogni fase del progetto. Il videogioco sarà esclusivamente sviluppato per PC e sarà un rpg (ma dai!) in prima persona. Gaudio und gioia! Olè olè”

Il team per lo sviluppo del videogame di Sine Requie: Matteo Cortini e Leonardo Moretti, ai lati, Simone Tagliaferri e Alessandro Monopoli al centro

Il team per lo sviluppo del videogame di Sine Requie: Matteo Cortini e Leonardo Moretti, ai lati, Simone Tagliaferri e Alessandro Monopoli al centro

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Baltimore il tenace soldatino di stagno e il vampiro di Christopher Golden e Mike Mignola

 Baltimore il tenace soldatino di stagno e il vampiro

Prima guerra mondiale. Henry Baltimore è l’ultimo sopravvissuto del suo plotone, sterminato da una forza misteriosa, ancestrale e demoniaca: vampiri. Mutilato di una gamba e nell’orgoglio, inizia così a covare vendetta e a dare la caccia ai succhiasangue. Ma per poter aver successo e uccidere quel maledetto vampiro che l’ha ferito a morte, chiama a sé tre amici: un marinaio, un soldato e un chirurgo, tutti e tre esperti involontari del sovrannaturale.

Di Mike Mignola qua da ‘ste parti abbiamo parlato diverse volte. Come sapete apprezzo moltissimo le sue graphic novel dedicate a Hellboy e ancora più ciò che ne ha derivato, il B.P.R.D. (del quale ho recensito gli albi #11 La dea nera e #10 L’avvertimento), Loebster e ultimamente (almeno per il mercato italiano) Witchfinder dedicato all’investigatore dell’occulto Edward Grey.

Non ho saputo resistere quindi, a suo tempo, a questo volume dove di grafico non c’è quasi nulla, di Mignola, se si esclude la cover e qualche piccola illustrazione interna. Ma di Hellboy e soci, oltre al tratto grezzo e sanguigno, sono le storie a rimanere impresse e conquistare pagina dopo pagina. E’ quindi il Mignola narratore che sono andato a cercare nelle storie che ruotano attorno a Baltimore.
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Who Goes There di John W. Campbell in formato ebook

La pagina più vista del nuovo sito è quella della recensione del brutto film La Cosa (The Thing), versione 2011, visto in anteprima al Science+Fiction. E uno tra i file scaricati è quello dell’eBook del romanzo originale, al quale si sono ispirati Hawks nel 1951, Carpenter nel 1982 e infine Matthijs van Heijningen Jr. Parliamo di Who Goes There, novel scritta da John W. Campbell sul finire degli anni ’30.

Di questo romanzo l’anno scorso ho realizzato una versione ePub. Non che già non si trovi in giro eh, ma su Amazon la pagate 5€ e passa e le varie versioni gratuite che ho trovato facevano abbastanza schifo, per cui due colpi di Sigil e voilà, un eBook degno di questo nome e della storia che contiene.

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Il saggio su Lovecraft e i giochi in eBook

L'influenza di Lovecraft sul mondo ludico

E già già, dopo il PDF gratuito (ormai non più disponibile), il libro stampato e l’eBook in inglese, il saggio sul legame tra gli scritti di H.P. Lovecraft e il mondo ludico è diventato pure un vero eBook! Grazie allo staff di eBookAndBook (cioè il sottoscritto) e ai fidatissimi Gianluca Santini e Alessandro Girola per i controlli di rito, ora potete acquistare per miseri 99 €cents questo lavoro che riassume in una sessantina di pagine le principali incarnazioni ludiche degli orrori lovecraftiani, dai videogiochi come l’ormai mitico Alone in The Dark ai più recenti (e bellissimi) giochi da tavolo della Fantasy Flight Games. Come nella sua versione su carta, completa il tutto l’articolo del buon Pietro Guarriello (direttore della Dagon Press) “H.P.Lovecraft – Il personaggio che nacque dopo la sua morte”.

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